HONOR Magic8 Pro con display OLED da 6,71 pollici e refresh rate adattivo fino a 120Hz (mistergadget.tech)
Partiamo da una constatazione oggettiva: HONOR Magic8 Pro è, dal punto di vista puramente hardware, uno degli smartphone più potenti sul mercato. Snapdragon 8 Elite Gen 5, sistema fotografico con teleobiettivo da 200 megapixel, batteria da oltre 6.200 mAh con ricarica a 100W, display OLED con picco a 6.000 nit. La scheda tecnica è di quelle che lasciano a bocca aperta, e il prezzo di 1.299 euro per la versione base testimonia le ambizioni premium del dispositivo. (Ci sono promozioni in fase di lancio)
Dopo diverse settimane di test quotidiano, posso confermare che questo hardware mantiene le promesse: prestazioni eccellenti, autonomia mostruosa, comparto fotografico versatile. Eppure, con totale onestà, devo ammettere che non è lo smartphone che sceglierei per me.
Non per difetti tecnici evidenti, ma per una serie di considerazioni più sottili che riguardano l’esperienza complessiva, il posizionamento sul mercato e, soprattutto, il rapporto tra investimento e valore nel tempo.
Questa recensione vuole esplorare questo apparente paradosso: come può uno smartphone tecnicamente eccellente non riuscire a convincere completamente? La risposta sta in una serie di fattori che vanno oltre i numeri delle specifiche, e che meritano una riflessione approfondita per chi sta considerando un acquisto in questa fascia di prezzo.
+ Foto notturne eccellenti
+ Batteria super capiente
+ Ricarica velocissima
+ Costruzione premium
+ Display OLED super luminoso
– Prezzo alto rispetto a concorrenti
– Valore nel tempo ridotto
– Aggiornamenti software limitati
Indice
- Design e costruzione: solidità senza fronzoli
- Display: luminosità da competizione
- Prestazioni: potenza senza sbavature
- Fotocamera: hardware superlativo, AI da dosare
- Batteria e ricarica: numeri da competizione
- Intelligenza artificiale: ambizione e implementazione
- MagicOS 10: funzionale, in evoluzione
- Connettività cross-device: apertura apprezzabile
- Verdetto finale: riflessioni sull’acquisto ragionato
Design e costruzione: solidità senza fronzoli
HONOR Magic8 Pro adotta un approccio design conservativo e funzionale, privilegiando la solidità alla sperimentazione estetica. La cornice in lega di alluminio di grado aerospaziale garantisce robustezza mantenendo il peso contenuto (circa 220 grammi), mentre il pannello posteriore nelle tre colorazioni disponibili (Sunrise Gold, Sky Cyan e Black) offre finiture curate.
L’ergonomia è ben studiata: il display quad-curvo da 6,71 pollici bilancia la sensazione al tatto di un bordo arrotondato con la praticità di uno schermo sostanzialmente piatto. Dopo diverse giornate di utilizzo continuativo, il dispositivo si fa apprezzare per il comfort, pur con dimensioni che non lo rendono esattamente un telefono tascabile.
Dove HONOR eccelle davvero è nella resistenza costruttiva: la tripla certificazione IP68/IP69/IP69K offre protezione da immersione, getti ad alta pressione e infiltrazioni di polvere. Il HONOR NanoCrystal Shield, certificato SGS 5-Star, promette resistenza alle cadute fino a 10 volte superiore rispetto al vetro standard. Nei test pratici (cadute controllate su diverse superfici), il dispositivo ha dimostrato la solidità dichiarata, senza danni evidenti a display o scocca.
Una nota di merito va al tasto AI dedicato, posizionato indipendentemente dal tasto di accensione. L’idea è interessante: doppia pressione per accesso istantaneo alla fotocamera, pressione prolungata per funzioni AI. È una scelta hardware che testimonia l’attenzione al dettaglio, anche se nell’uso prolungato la comodità dei gesti tradizionali tende a prevalere per abitudine consolidata.
Nel complesso, la costruzione testimonia standard qualitativi elevati e un’attenzione alla durabilità che molti competitor sottovalutano. È un approccio pragmatico che privilegia la sostanza all’esibizione, una scelta legittima in un mercato spesso concentrato sull’effetto immediato.
Display: luminosità da competizione
Il pannello OLED LTPO da 6,71 pollici con refresh rate adattivo 1-120Hz è uno dei punti di forza del Magic8 Pro. Non tanto per originalità (ormai questi numeri sono standard nel segmento premium), quanto per l’implementazione concreta: la luminosità di picco HDR fino a 6.000 nit (con picco effettivo a 1.800 nit in utilizzo reale) garantisce leggibilità eccellente anche sotto luce solare diretta.
L’ho testato in condizioni estreme, da giornate di sole intenso a navigazione notturna al buio completo, e il display ha sempre mantenuto un bilanciamento adeguato: bianchi luminosi senza sovraesposizione, neri profondi senza perdita di dettaglio nelle ombre. La resa cromatica a 10 bit con supporto alla gamma DCI-P3 offre una saturazione bilanciata, lontana dagli eccessi di alcuni competitor Android ma più vibrante rispetto ai toni naturali di un iPhone.
Il refresh rate adattivo funziona bene nella maggior parte degli scenari: durante scrolling social o navigazione web la fluidità è impeccabile, mentre su contenuti statici il sistema riduce automaticamente il refresh per ottimizzare i consumi. L’unico momento in cui ho percepito qualche microscopica esitazione è stato nel passaggio rapido tra app molto diverse (da lettura statica a gioco frenetico), ma parliamo di microsecondi impercettibili nell’uso quotidiano normale.
HONOR ha implementato diverse tecnologie per il comfort visivo: PWM dimming a 4.320Hz per eliminare lo sfarfallio, Dynamic Dimming che imita i modelli di luce naturale, Display Notturno Circadiano che regola automaticamente la temperatura cromatica serale. Sono funzionalità che apprezzano soprattutto utenti con sensibilità particolare all’affaticamento visivo. Personalmente, dopo sessioni prolungate di lettura o video, non ho avvertito fastidi significativi, anche se ovviamente l’esperienza soggettiva può variare.
La verità è che questo display fa esattamente quello che deve fare uno schermo premium: si fa dimenticare. Non ci sono momenti in cui pensi “vorrei più luminosità” o “questi colori sono sballati”. Funziona, punto. E in una recensione, quando un componente sparisce dalla coscienza perché fa semplicemente il suo dovere senza intoppi, è spesso il complimento migliore che si possa fare.
Prestazioni: potenza senza sbavature
Lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 è un mostro di potenza, e HONOR ha fatto un ottimo lavoro nell’integrarlo. Nei benchmark (AnTuTu, Geekbench) i numeri sono prevedibilmente stellari, ma francamente poco interessanti: ormai a questi livelli le differenze tra top di gamma sono talmente sottili da risultare irrilevanti nell’uso quotidiano.
Quello che conta è l’esperienza concreta, e qui il Magic8 Pro si comporta egregiamente. Multitasking fluido, apertura istantanea delle app, gestione di giochi graficamente impegnativi senza tentennamenti. Ho testato titoli come Genshin Impact e Honkai: Star Rail con impostazioni al massimo, e il dispositivo ha mantenuto frame rate stabili anche dopo 30-40 minuti continuativi.
La gestione termica è adeguata: il device si scalda, questo è inevitabile sotto carico pesante, ma mai in modo preoccupante o tale da compromettere il comfort d’uso. La scocca posteriore diventa tiepida nelle zone vicine al processore, ma niente di paragonabile ad alcuni flagship che diventano veri e propri scaldamani.
HONOR vanta l’introduzione della prima tecnologia GPU-NPU eterogenea per super-risoluzione e generazione frame, capace di trasformare giochi a 60fps/850p in esperienze a 120fps/1080p. È una tecnologia interessante sulla carta, ma nella pratica quotidiana?
L’effetto c’è, soprattutto su titoli open-world impegnativi, ma non è così rivoluzionario come il marketing potrebbe far credere. Funziona, migliora effettivamente la fluidità, ma stiamo parlando di raffinamenti percepibili solo in confronto diretto e su scene specifiche.
Il vero punto dolente non è l’hardware, ma ancora una volta il software. MagicOS 10 funziona bene, è stabile, ma esteticamente sembra vecchio. Le animazioni sono fluide, le transizioni curate, eppure manca quella coesione visiva, quella personalità che distingue immediatamente un’interfaccia. Confrontato con la pulizia di One UI di Samsung o la consistenza di OxygenOS (per non parlare di iOS), MagicOS sa di un’epoca passata. Non è lento, non è buggy, semplicemente non ha carattere.
Fotocamera: hardware superlativo, AI da dosare
Qui arriviamo al cuore della proposta di HONOR Magic8 Pro: il sistema fotografico AiMAGE con teleobiettivo Ultra Night da 200MP, fotocamera principale da 50MP e ultra-wide da 50MP. Sulla carta, uno dei comparti più completi nel panorama Android premium. Nella pratica? Una storia con luci e ombre.
Teleobiettivo da 200MP: il vero protagonista
Il teleobiettivo Ultra Night da 200MP (f/2.6, OIS, zoom ottico 3.7x) è il pezzo forte, e lo si capisce immediatamente negli scatti a lunga distanza. La quantità di dettaglio catturata è impressionante, soprattutto in condizioni di buona illuminazione: architetture urbane, paesaggi lontani, soggetti a distanza conservano nitidezza e texture anche ingrandendo pesantemente le immagini.
Quello che stupisce davvero è la fotografia notturna con zoom. HONOR promette stabilizzazione CIPA 5.5, e i risultati si vedono: scatti a mano libera a 3.7x e 10x in condizioni di scarsa illuminazione che sarebbero impensabili con altri device.
Il modello di stabilizzazione adattiva AI lavora bene, riducendo significativamente il mosso causato dal tremolio della mano. Non è magia, ovviamente: in condizioni di luce davvero critica (blue hour, interni molto scuri) i limiti emergono, ma il confronto con competitor diretti è favorevole.
Fotocamera principale: solida, senza eccessi
La fotocamera principale da 50MP (f/1.6, OIS) fa il suo dovere senza particolari sussulti. Gli scatti diurni sono bilanciati, con una gestione HDR efficace che evita sovraesposizioni eccessive mantenendo dettaglio nelle ombre. I colori tendono leggermente al caldo, in linea con le preferenze del mercato asiatico, ma niente di irrecuperabile in post-produzione.
Sui ritratti, il lavoro di segmentazione AI funziona discretamente: bokeh naturale, toni della pelle generalmente accurati, anche se in scene con luci miste (neon, controluce) l’elaborazione può produrre risultati meno convincenti.
È qui che emerge il primo limite dell’AI di HONOR: tende a intervenire troppo, soprattutto in modalità notturna, spingendo su nitidezza e riduzione rumore in modo a volte eccessivo. Il risultato sono foto tecnicamente pulite ma a tratti un po’ artificiali, con una perdita di naturalezza che si nota confrontando direttamente con Samsung Galaxy S24 Ultra o iPhone 16 Pro Max.
Ultra-wide: adeguata, senza sorprese
L’ultra-wide da 50MP con campo visivo a 122° fa quello che deve fare: cattura panorami ampi con distorsione gestibile ai bordi e una resa cromatica coerente con la principale. La funzione macro (focus a 2.5cm) è presente e funzionante, anche se francamente resta una di quelle feature che usi due volte per curiosità e poi dimentichi. Nell’uso reale, l’ultra-wide serve principalmente per paesaggi e architetture, e in questi scenari si comporta adeguatamente.
Magic Color: marketing più che necessità
HONOR introduce Magic Color, sistema AI per matching cromatico ed effetti cinematografici. L’idea è interessante: carichi un’immagine di riferimento, l’AI estrae la palette fino a 16,77 milioni di colori e la applica ai tuoi scatti. Funziona? Sì. Serve? Raramente.
Ho testato la funzione con diverse immagini di riferimento (tramonti, scene cinematografiche, palette monocromatiche) e l’effetto c’è, spesso anche ben calibrato. Ma nella pratica quotidiana, quanti utenti vogliono davvero spendere tempo a caricare reference image per applicare filtri cromatici? È una funzionalità che si apprezzerà in nicchie specifiche (content creator, fotografi amatoriali con tempo da dedicare), ma per l’utilizzo normale rimane più un vezzo che una necessità.
AI Photos Agent: strumenti utili, accesso macchinoso
L’AI Photos Agent offre strumenti di editing interessanti: AI Eraser per rimuovere oggetti indesiderati, AI Outpainting per estendere l’immagine, AI Cutout per scontornare soggetti. Sono funzionalità che funzionano discretamente (non al livello di Magic Eraser di Google, ma comunque utilizzabili), il problema è l’accessibilità: passare per menu, sottomenu, pressioni prolungate del tasto AI… tutto funziona, ma è meno immediato di quanto dovrebbe essere su un flagship da oltre 1.000 euro.
Il verdetto fotografico? Hardware superbo, soprattutto il teleobiettivo. Software con margini di miglioramento sostanziali. Se HONOR riuscisse a limare l’aggressività dell’elaborazione AI e rendere più fluido l’accesso agli strumenti di editing, avrebbe tra le mani uno dei migliori comparti fotografici Android. Al momento, è “molto buono” che potrebbe diventare “eccellente” con i giusti affinamenti software.
Batteria e ricarica: numeri da competizione
La batteria silicon-carbon da 6.270 mAh (capacità nominale 6.090 mAh) è uno dei punti di forza incontestabili. Nell’uso quotidiano intenso (social, navigazione, video streaming, gaming moderato, sessioni fotografiche), il device arriva serenamente a fine giornata con il 25-30% residuo. Con utilizzo più contenuto, superare le due giornate è assolutamente fattibile.
I numeri concreti? Test di riproduzione video continuativa (streaming YouTube a 720p, luminosità automatica, Wi-Fi attivo): oltre 14 ore continuative prima dello shutdown. Sessione di gaming intenso (Genshin Impact, impostazioni al massimo): calo di circa 25% all’ora. Navigazione web e social standard: 6-7 ore di schermo attivo distribuito nell’arco della giornata con arrivo a fine serata intorno al 20-25%.
La ricarica rapida a 100W cablata fa il suo dovere: da 0 a 100% in circa 48 minuti (testato a temperatura ambiente ~25°C), con picco del 41% in 15 minuti. La ricarica wireless a 80W (con caricatore originale HONOR, non incluso) è altrettanto rapida, anche se leggermente più lenta della controparte cablata. Non è la ricarica più veloce in assoluto (alcuni competitor cinesi arrivano a 120-150W), ma è più che adeguata per un flagship occidentale.
Il chip di gestione energetica Power Enhanced Chip E2 lavora in modo intelligente, regolando corrente e temperatura in base alle condizioni ambientali. Durante le ricariche rapide, il device si scalda moderatamente ma mai in modo preoccupante, e il sistema di raffreddamento gestisce bene il calore generato.
L’unico appunto: manca la ricarica wireless inversa, feature ormai comune su flagship concorrenti. Dettaglio minore per molti, fastidioso per chi è abituato a ricaricare auricolari o smartwatch appoggiandoli sul retro del telefono.
Intelligenza artificiale: ambizione e implementazione
HONOR ha investito significativamente nell’integrazione di funzionalità AI nel Magic8 Pro, con un tasto fisico dedicato e un ecosistema di servizi pensati per semplificare l’utilizzo quotidiano. L’approccio è ambizioso e testimonia la volontà di differenziarsi, anche se l’utilità pratica varia significativamente tra le diverse funzionalità.
Tasto AI e suggerimenti contestuali
Il tasto AI fisico offre accesso rapido a diverse funzioni: doppia pressione per fotocamera, pressione prolungata per suggerimenti contestuali. I suggerimenti analizzano il contenuto visualizzato e propongono azioni come Ricerca circolare, Riepilogo, Sottotitoli AI, Rilevamento Deepfake. È un’implementazione interessante dal punto di vista concettuale, che nell’uso prolungato trova maggiore utilità in scenari specifici (lettura di articoli lunghi, analisi di documenti) piuttosto che nell’utilizzo quotidiano generale.
L’AI Settings Agent permette comandi vocali per modificare impostazioni di sistema, una funzionalità che si sovrappone in parte a Google Assistant ma che alcuni utenti potrebbero apprezzare per la gestione nativa.
Sicurezza AI: funzionalità di nicchia
AI Deepfake Detection e Voice Cloning Detection analizzano videochiamate e chiamate vocali per identificare contenuti sintetici. Nei test con materiale generato artificialmente, le funzioni hanno operato correttamente, identificando i contenuti con percentuali di rischio appropriate.
Sono strumenti che trovano particolare utilità per utenti esposti a rischi specifici (professionisti che gestiscono informazioni sensibili, anziani vulnerabili a truffe telefoniche), anche se per la maggioranza degli utilizzatori rappresentano funzionalità di cui si apprezza l’esistenza più che l’uso quotidiano.
Google Gemini integrato
L’integrazione con Google Gemini porta valore concreto: Gemini Live con condivisione schermo e fotocamera permette interazioni contestuali utili (traduzione istantanea di menu, estrazione informazioni da documenti, identificazione di oggetti e luoghi). Sono funzionalità che, una volta scoperte, tendono ad essere integrate nell’utilizzo abituale.
L’offerta include 3 mesi gratuiti di Google AI Pro (valore 21,99€/mese), che dà accesso a funzionalità avanzate come generazione video Veo 3 e immagini con Nano Banana. È un bonus significativo che permette di esplorare capacità avanzate, ricordando che al termine del periodo di prova sarà necessario decidere se proseguire con l’abbonamento a pagamento.
In sintesi, l’ecosistema AI di HONOR rappresenta un tentativo genuino di offrire valore aggiunto. Alcune funzionalità risultano più utili di altre nell’uso quotidiano, e l’integrazione con Gemini è probabilmente l’elemento più concretamente apprezzabile nel lungo periodo.
MagicOS 10: funzionale, in evoluzione
MagicOS 10, basato su Android 15, offre un’esperienza stabile e fluida. Il sistema opera senza intoppi evidenti, gestisce bene il multitasking e mantiene prestazioni costanti anche dopo settimane di utilizzo intensivo. Sono aspetti fondamentali che vanno riconosciuti.
Sul fronte estetico, HONOR ha introdotto un linguaggio di design ispirato alla trasparenza, con effetti di sfocatura adattiva su schermata di blocco, home screen e centro di controllo. Le animazioni sono curate, l’app Meteo mostra visualizzazioni immersive delle condizioni atmosferiche. È un lavoro apprezzabile che testimonia attenzione ai dettagli.
Ciò detto, osservando l’evoluzione del mercato, interfacce come One UI 7 di Samsung o OxygenOS di OnePlushanno raggiunto un livello di coesione visiva e personalità distintiva che MagicOS ancora insegue. Non è questione di funzionalità mancanti (che anzi sono numerose), ma di quella raffinatezza estetica complessiva che rende un’interfaccia immediatamente riconoscibile e piacevole da utilizzare quotidianamente.
Le “breathing interactions” (effetti luminosi, suoni e feedback tattile sincronizzati al tocco) rappresentano un tentativo interessante di aggiungere carattere all’interfaccia. Sono dettagli che si notano e che testimoniano la ricerca di un’identità visiva distintiva, un percorso che richiede ulteriore maturazione.
Sul fronte del supporto, HONOR garantisce 3 anni di major update Android e 5 anni di patch di sicurezza. Sono numeri in miglioramento rispetto al passato e assolutamente adeguati per uno smartphone di questa fascia. Come termine di paragone, Samsung offre 7 anni di aggiornamenti sui flagship, una differenza che pesa nelle considerazioni di lungo periodo ma che va contestualizzata nelle diverse strategie aziendali.
Connettività cross-device: apertura apprezzabile
Un aspetto positivo di MagicOS 10 è l’approccio aperto alla connettività multi-piattaforma. HONOR Share permette trasferimenti bidirezionali tra Android, iOS, macOS e Windows, con supporto OneTap (avvicinamento NFC per trasferimento rapido con iPhone). Funziona bene, è fluido, e l’apertura verso l’ecosistema Apple è apprezzabile in un panorama dove molti produttori cercano di chiudere gli utenti nelle proprie mura.
La funzione di clonazione da iPhone è tra le più complete disponibili su Android, permettendo migrazione di contatti, foto, video, note, promemoria, documenti. Ho testato il trasferimento da un iPhone 15 Pro, e il processo è stato sorprendentemente fluido: circa 15 minuti per spostare ~5GB di dati, con preservazione di metadati e organizzazione.
HONOR Connect (mobile) e HONOR Super Workstation (desktop) completano l’ecosistema, permettendo condivisione file, notifiche mirrorate, gestione multischermo. Non è allo stesso livello di integrazione dell’ecosistema Apple, ovviamente, ma è un passo nella giusta direzione per utenti che usano device di brand diversi.
Verdetto finale: riflessioni sull’acquisto ragionato
Al prezzo ufficiale di 1.299 euro (versione 12GB/512GB), HONOR Magic8 Pro si colloca nella fascia premium del mercato Android. La domanda che ogni potenziale acquirente dovrebbe porsi non è “questo smartphone è tecnicamente valido?” (la risposta è inequivocabilmente sì), ma piuttosto “rappresenta l’investimento più sensato in questa fascia di prezzo?“.
Permettetemi di condividere alcune riflessioni maturate dopo settimane di utilizzo e confronto con alternative di mercato.
Il confronto con la concorrenza diretta
Prendete OnePlus 15: costa sensibilmente meno (si trova intorno agli 850-900 euro), monta lo stesso processore Snapdragon 8 Elite Gen 5, offre un’esperienza software più fluida e rifinita, e soprattutto trasmette quella sensazione di completezza e piacevolezza d’uso che, francamente, non ho percepito allo stesso livello sul Magic8 Pro. Non stiamo parlando di superiorità tecnica schiacciante, ma di quell’alchimia tra hardware e software che rende un dispositivo piacevole da usare ogni giorno.
Oppure considerate il Galaxy S25 Ultra: al momento della scrittura si trova in promozione intorno agli 800-850 euro (circa 30% in meno del Magic8 Pro). La differenza di prezzo è sostanziale, eppure non c’è praticamente nulla che non si possa fare con il Samsung che invece si possa fare con l’HONOR. Anzi, l’ecosistema Samsung Galaxy AI, l’integrazione con altri dispositivi, la qualità della S Pen, sono elementi di valore aggiunto significativi.
La questione degli aggiornamenti software
C’è un tema che merita attenzione particolare: la politica di aggiornamenti. Nel corso del tempo abbiamo osservato che HONOR tende a concentrare le innovazioni software sui nuovi modelli, senza portare retroattivamente molte funzionalità nei dispositivi precedenti.
Confrontate questo approccio con Samsung: il Galaxy S24, uscito un anno fa, ha ricevuto tramite aggiornamenti gran parte delle funzionalità introdotte con l’S25. È una differenza di filosofia aziendale che, su un acquisto da oltre 1.000 euro, pesa nelle considerazioni di lungo periodo.
HONOR garantisce 3 anni di major update Android e 5 anni di patch di sicurezza, numeri discreti ma inferiori ai 7 anni promessi da Samsung sui flagship. Quando spendete questa cifra, la longevità del supporto software non è un dettaglio trascurabile.
Il valore nel tempo
Parliamo con franchezza di un aspetto spesso sottovalutato: il valore di rivendita. Un iPhone o un Samsung Galaxy mantengono quotazioni elevate anche dopo due anni di utilizzo, rappresentando di fatto investimenti che preservano una buona parte del valore iniziale.
Gli smartphone HONOR, per quanto tecnicamente validi, soffrono di un deprezzamento più marcato sul mercato dell’usato. Non è un giudizio sulla qualità del prodotto, ma una constatazione di mercato che incide sul costo effettivo di proprietà nel lungo periodo.
Se pianificate di cambiare smartphone ogni 2-3 anni, questa differenza può tradursi in diverse centinaia di euro di valore residuo perso rispetto ad alternative con brand più consolidati nel mercato secondario.
Allora, perché considerare Magic8 Pro?
Nonostante queste considerazioni, esistono profili di utenza per cui questo smartphone rappresenta una scelta sensata. Se l’autonomia è la vostra priorità assoluta, la batteria da 6.270 mAh offre una tranquillità difficile da trovare altrove: passare due giorni pieni senza ricaricare non è uno scenario occasionale, ma la norma. Per chi lavora in mobilità o viaggia frequentemente, questa sicurezza energetica vale molto.
Gli appassionati di fotografia mobile che privilegiano il teleobiettivo troveranno nel sensore da 200MP con zoom 3.7x e capacità notturne uno strumento genuinamente superiore alla media. La stabilizzazione CIPA 5.5 permette scatti a mano libera in condizioni dove altri smartphone richiederebbero cavalletto o supporti, ampliando concretamente le possibilità creative.
Chi necessita di certificazioni di resistenza estreme apprezzerà la combinazione IP68/IP69/IP69K con NanoCrystal Shield: se lavorate in ambienti difficili o semplicemente volete la certezza che il vostro investimento resista a situazioni estreme, questa protezione superiore alla media ha un valore concreto.
Infine, l’ecosistema aperto di HONOR con integrazione fluida verso dispositivi iOS, macOS e Windows rappresenta un vantaggio reale per chi opera in ambienti multi-piattaforma. La facilità di trasferimento file e sincronizzazione tra sistemi diversi elimina attriti che altri produttori mantengono per chiudere gli utenti nei propri ecosistemi.
La mia conclusione personale, il verdetto
Torno al titolo di questa recensione: HONOR Magic8 Pro è uno smartphone potentissimo che, personalmente, non comprerei. Non per difetti tecnici evidenti, ma perché a parità (o addirittura superiorità) di prezzo, sul mercato esistono alternative che offrono un pacchetto complessivo più convincente.
L’hardware è eccellente, questo va riconosciuto senza mezzi termini. Ma l’esperienza smartphone nel 2025 non è solo somma di specifiche tecniche: è integrazione software, ecosistema di servizi, supporto nel tempo, valore residuo, quella piacevolezza d’uso quotidiana che va oltre i benchmark.
HONOR ha costruito un’automobile con un motore straordinario, ma l’abitacolo e l’esperienza di guida complessiva non sono allo stesso livello. Per alcuni, il motore potente basta. Per me, e sospetto per molti altri potenziali acquirenti in questa fascia di prezzo, serve qualcosa di più.
È un giudizio? No, è una riflessione. HONOR sta facendo progressi significativi, e riconoscere il valore dell’hardware non significa ignorare che il percorso verso l’eccellenza complessiva richiede ancora passi importanti. A 1.299 euro, non si compra solo tecnologia, si compra un’esperienza. E su questo fronte, altri brand offrono oggi proposte più mature. (per completezza di informazione bisogna dire che in fase di lancio c’è un coupon da 200 € che porta il prezzo 1.099, con altri dispositivi in bundle).
Chi decide di acquistare Magic8 Pro avrà tra le mani un dispositivo tecnicamente superlativo. Ma dovrà accettare consapevolmente che l’investimento non sarà ottimale come rapporto qualità-prezzo, né come valore nel tempo. È una scelta legittima, purché sia una scelta informata.