POCO M8 5G offre un rapporto prezzo qualità super aggressivo (mistergadget.tech)
Fino a qualche anno fa, pronunciare “display AMOLED 120Hz” e “fascia media” nella stessa frase equivaleva a una dichiarazione di follia. Quella roba costava, punto. Oggi invece arriva POCO M8 5G, 7,35 millimetri di spessore, certificazione IP65, batteria da oltre 5000mAh e un listino che fa impallidire chi ricorda quanto si pagavano queste specifiche fino a poco tempo fa.
Il punto non è solo quanto costa, ma cosa offre a quel prezzo. Perché POCO ha sempre giocato la carta del rapporto qualità-prezzo aggressivo, e con M8 5G alza ulteriormente l’asticella. Snapdragon 6 Gen 3, ricarica rapida a 45W, doppi speaker Dolby Atmos e persino un sensore fotografico da 50MP con tecnologia Light Fusion 400. Sulla carta è un concentrato di tecnologie che fino a ieri abitavano fasce superiori.
La vera sfida? Capire se questo armamentario funziona nella pratica quotidiana, se i compromessi sono accettabili, e soprattutto se ha senso preferirlo al rivale naturale: il Redmi Note 15, che oggi si compra esattamente allo stesso prezzo. Spoiler: la risposta non è scontata come sembra.
Prestazioni in linea con il prezzo, fotocamera discreta senza miracoli. Il confronto con Redmi Note 15 è serrato sullo stesso prezzo, ma POCO vince su autonomia e design.
Ottimo rapporto qualità-prezzo destinato a migliorare ulteriormente.
+ Autonomia solida
+ Design sottile
+ Ricarica rapida a 45W
+ Prestazioni in linea con il prezzo
– Capacità batteria meno aggressiva di altri recenti mid-range
– Solo LPDDR4X e UFS 2.2
Indice
Design e costruzione
POCO M8 5G è il più sottile della serie: 7,35 millimetri che lo rendono maneggevole e gradevole da tenere in mano. Il design con corpo curvo dual-sided e il floating deco sul retro mescolano minimalismo ed estetica contemporanea senza cadere nel pacchiano. Pesa 178 grammi, ben bilanciati, e la sensazione al tatto è quella di un dispositivo curato anche nei dettagli.
Ma il vero punto di forza sta nella certificazione IP65 per resistenza a polvere e acqua. Non parliamo di immersioni, ma di tranquillità quotidiana: pioggia improvvisa, schizzi, utilizzo in ambienti polverosi. Il tutto accompagnato dal Wet Touch Technology 2.0, che permette di usare il display anche con le mani bagnate. Piccole attenzioni che fanno la differenza nell’uso reale.
La resistenza strutturale è certificata SGS Comprehensive Shock & Drop-resistance: secondo i test interni POCO, il telefono sopravvive a cadute da 1,7 metri su marmo senza danni. Certo, è sempre un dispositivo elettronico di precisione, ma avere un vetro ad alta durabilità e una struttura interna con assorbimento degli urti aumenta la fiducia d’uso quotidiana.
Tre colorazioni disponibili: Green, Black e Silver. Niente di rivoluzionario, ma finiture pulite e discrete. Il modulo fotocamera circolare sul retro richiama lo stile POCO senza esagerare nelle dimensioni.
Display
Il display Flow AMOLED da 6,77 pollici con risoluzione 2392×1080 pixel è uno degli elementi più convincenti di POCO M8 5G. La diagonale generosa offre un’esperienza immersiva per contenuti multimediali, gaming e navigazione, mentre il refresh rate fino a 120Hz garantisce fluidità negli scroll e nelle animazioni.
Ma il dato che colpisce è la luminosità di picco: 3200 nits su un’area del 25% dello schermo. Nella pratica significa visibilità perfetta anche sotto la luce solare diretta, un problema che tormenta ancora molti mid-range. La luminosità tipica di 800 nits è già sopra la media per questa fascia di prezzo, e il salto in modalità peak fa davvero la differenza all’aperto.
La copertura del 100% della gamma cromatica DCI-P3 e la profondità colore a 12-bit (68,7 miliardi di colori) portano precisione cromatica e sfumature che di solito si vedono su dispositivi più costosi. Non siamo ai livelli di un top di gamma con calibrazione professionale, ma per streaming, social e foto personali la resa è più che soddisfacente.
Il touch sampling rate arriva fino a 240Hz, con punte di 2560Hz in modalità Game Turbo. Tradotto: reattività eccellente al tocco, fondamentale per gaming competitivo e per l’esperienza d’uso generale. Il 16x super-resolution touch affina ulteriormente la precisione.
Per chi passa ore davanti allo schermo, le certificazioni TÜV Rheinland (Low Blue Light hardware, Flicker Free, Circadian Friendly) sono un plus concreto. Il PWM dimming a 3840Hz riduce lo sfarfallio, e i 16.000 livelli di regolazione della luminosità permettono di trovare sempre il comfort visivo ideale.
Il rapporto schermo-corpo al 92% massimizza la superficie utile. La cornice è contenuta, il notch per la fotocamera frontale è un semplice foro centrale che non disturba. Complessivamente, uno dei display più solidi che si possano trovare in questa fascia di prezzo.
Prestazioni
Sotto la scocca lavora lo Snapdragon 6 Gen 3, chipset Qualcomm realizzato con processo produttivo a 4nm. È un processore di fascia media con CPU octa-core che tocca i 2,4GHz e GPU Adreno integrata. Non siamo davanti a un mostro di potenza, ma per l’utilizzo quotidiano le prestazioni sono più che adeguate.
Nel test AnTuTu il dispositivo supera gli 850.000 punti, un punteggio solido per la categoria. Navigazione, social, streaming video, multitasking leggero: tutto gira senza intoppi. Anche il gaming mobile è gestibile, ovviamente non ai massimi dettagli grafici per i titoli più pesanti, ma titoli popolari come PUBG, Call of Duty Mobile o Genshin Impact girano con impostazioni medie senza problemi significativi.
La configurazione di memoria prevede 8GB di RAM LPDDR4X e 256GB o 512GB di storage UFS 2.2. Non sono le ultime generazioni (LPDDR5 e UFS 3.1 sarebbero più veloci), ma nella fascia di prezzo di POCO M8 5G rappresentano un compromesso accettabile. Lo storage è espandibile fino a 1TB tramite microSD, particolare non scontato in un’epoca dove molti produttori eliminano lo slot dedicato.
La funzione RAM Extension permette di allocare fino a 8GB aggiuntivi di RAM virtuale dallo storage interno, arrivando teoricamente a 16GB. È una tecnologia utile per il multitasking spinto, anche se l’efficacia reale dipende molto dall’uso che se ne fa.
Il sistema di raffreddamento gestisce bene il calore durante sessioni prolungate. Il throttling termico c’è, inevitabile su uno smartphone così sottile, ma non compromette l’esperienza d’uso. Durante i test non abbiamo mai riscontrato rallentamenti fastidiosi o surriscaldamenti eccessivi.
Il confronto con Redmi Note 15 è interessante: montano lo stesso processore, quindi le prestazioni sono sostanzialmente equivalenti. La differenza la fanno ottimizzazioni software e gestione termica, ma siamo lì.
Fotocamera
Il comparto fotografico è il settore dove POCO M8 5G mostra i maggiori compromessi. Il sensore principale è un 50MP con tecnologia Light Fusion 400, dimensioni 1/2.88″, pixel da 1,22μm con pixel binning 4-in-1, apertura f/1.8 e lente 5P. Sulla carta sono specifiche discrete, nella pratica i risultati sono in linea con il prezzo pagato.
In buone condizioni di luce le foto sono accettabili: dettaglio sufficiente, colori abbastanza fedeli, esposizione generalmente corretta. Il sensore cattura abbastanza luce da restituire immagini condivisibili sui social senza troppi problemi. Il range dinamico è limitato, quindi nelle scene ad alto contrasto (controluce, ombre profonde) i limiti emergono chiaramente.
Di notte o in condizioni di scarsa illuminazione, la qualità cala vistosamente. Il rumore digitale aumenta, i dettagli si perdono, e nonostante gli algoritmi di elaborazione cerchino di compensare, i miracoli non si fanno. Per foto notturne accettabili serve pazienza, mano ferma e magari l’uso della modalità notte dedicata, che allunga i tempi di scatto ma migliora leggermente il risultato.
La fotocamera di profondità da 2MP è un sensore di supporto che serve principalmente per l’effetto bokeh nei ritratti. Funziona, ma senza particolare eccellenza. La fotocamera frontale da 20MP (sensore 1/4″, apertura f/2.2) è un upgrade rispetto a molti concorrenti della fascia: i selfie hanno buon dettaglio e gli algoritmi di AI Beautify possono ritoccare (forse troppo) i volti.
La registrazione video arriva fino al 4K a 30fps, un plus non scontato in questa categoria. La qualità è onesta in diurna, mentre al crepuscolo o in interni poco illuminati i limiti del sensore si fanno sentire. Manca la stabilizzazione ottica (OIS), quindi serve mano ferma o l’aiuto della stabilizzazione elettronica (EIS), che però introduce crop e a volte innaturalezza nei movimenti.
Gli strumenti di editing AI (AI Beautify, AI Remove Reflection, AI Sky) aggiungono un tocco software alle foto. Sono gimmick che possono piacere o no, ma non cambiano la sostanza: questo non è uno smartphone per fotografi esigenti. È un dispositivo che scatta foto sufficienti per l’uso quotidiano, condivisione social, ricordi veloci. Chi cerca qualcosa di più deve guardare altrove.
Il confronto con Redmi Note 15 qui è rilevante: sulla carta il Note 15 monta un comparto fotografico superiore. Nella pratica, la differenza c’è ma non è abissale. Se la fotocamera è priorità assoluta, il Redmi potrebbe avere senso. Ma solo se la differenza di prezzo rimane nulla, altrimenti il discorso cambia.
Forse questo smartphone non rientrerà nei migliori cameraphone sotto i 400 €, ma sicuramente può risultare interessante per il prezzo particolarmente aggressivo. Se la fotocamera è l’elemento più interessante nella scelta dello smartphone, oggi la migliore alternativa nel rapporto qualità prezzo rimane Google pixel 9A.
Autonomia
La batteria da 5520mAh è uno dei punti di forza di POCO M8 5G, anche se qualcuno si sarebbe aspettato qualcosa di più aggressivo. Di recente diversi produttori hanno spinto il rapporto capacità/dimensioni verso i 6000mAh o oltre, e visto lo spessore di 7,35mm ci sarebbe stato margine. Forse il vincolo è stato il prezzo: batterie più capienti costano, e POCO ha dovuto scegliere dove investire.
Detto questo, l’autonomia è solida. Con uso medio (social, messaggistica, streaming, un po’ di gaming, navigazione) si arriva tranquillamente a fine giornata con margine. Negli utilizzi più intensi si tocca comunque sera senza ansia da caricatore. Chi ha un profilo d’uso leggero può spingersi anche verso due giornate.
Il sistema operativo Xiaomi HyperOS include diverse ottimizzazioni per la gestione energetica. Il processore a 4nm è efficiente, il display AMOLED consuma meno rispetto agli LCD, e la gestione intelligente del refresh rate variabile aiuta a ridurre i consumi quando non serve la massima fluidità.
La ricarica rapida a 45W (con caricatore incluso in confezione) porta la batteria da 0 a 100% in circa un’ora. Non è la velocità supersonica di alcuni flagship, ma per questa fascia di prezzo è più che adeguato. Il supporto alla ricarica inversa cablata fino a 18W permette di usare il telefono come power bank per altri dispositivi in caso di emergenza.
Il chip SiC (Silicon Carbide) integrato nel sistema di ricarica ottimizza efficienza e gestione termica, contribuendo ad allungare la vita della batteria nel lungo periodo. Le promesse di Xiaomi sulla durata della batteria nel tempo vanno verificate con l’uso prolungato, ma la tecnologia alla base è solida.
Nel confronto con la concorrenza diretta, POCO M8 5G si difende bene. Non è il campione assoluto di autonomia, ma il pacchetto batteria+ricarica+gestione software è equilibrato e affidabile.
Audio
L’esperienza audio è curata sopra la media grazie ai doppi speaker con supporto Dolby Atmos e certificazione Hi-Res Audio. Non siamo ai livelli di speaker flagship, ma il suono è pieno, sufficientemente bilanciato e con volume elevato. Il boost del 300% rispetto al volume standard porta la potenza a livelli quasi eccessivi, utile in ambienti rumorosi o per condividere musica con altre persone.
La separazione stereo è apprezzabile, soprattutto nei contenuti multimediali come film, serie TV e gaming. I bassi non hanno profondità estrema (i limiti fisici di speaker piccoli sono invalicabili), ma medi e alti sono chiari. Per chi consuma molti contenuti video senza cuffie, è un plus concreto.
L’assenza del jack audio da 3,5mm è ormai standard nel settore, quindi serve un adattatore USB-C o cuffie wireless. La connettività Bluetooth 5.1 è stabile e supporta codec audio di qualità decente. Non c’è aptX HD o LDAC (codec avanzati per audiofili), ma per l’uso comune con cuffie true wireless mainstream va più che bene.
Durante le chiamate, la qualità audio è buona sia in viva voce che in capsula. I microfoni catturano la voce chiaramente anche in ambienti con rumore di fondo moderato. Niente di trascendentale, ma funzionale.
Software
POCO M8 5G gira su Xiaomi HyperOS, l’evoluzione di MIUI che Xiaomi ha lanciato sui dispositivi più recenti. È un’interfaccia ricca di funzioni, personalizzazioni e impostazioni, con un approccio che privilegia il controllo totale rispetto alla pulizia minimalista di Android stock.
L’esperienza è fluida grazie al refresh rate elevato del display e alle animazioni ben ottimizzate. HyperOS include diverse funzionalità smart: gesture avanzate, modalità gaming con ottimizzazioni dedicate, split screen semplificato, e una quantità notevole di opzioni per tweakare ogni aspetto del sistema.
Il bloatware è presente, come da tradizione Xiaomi/POCO. App preinstallate di terze parti, suggerimenti pubblicitari in alcune app di sistema, notifiche promozionali. Si può disattivare quasi tutto, ma richiede pazienza e un po’ di tempo per ripulire il sistema. È il compromesso tipico di questa fascia: i margini sono stretti, e le partnership commerciali aiutano a contenere i costi.
Il supporto a Google Gemini per assistenza quotidiana e Circle to Search per cercare informazioni direttamente da qualsiasi schermata sono funzionalità utili, anche se il loro valore dipende molto dall’uso personale che se ne fa.
Gli aggiornamenti software sono un’incognita. Xiaomi promette supporto, ma la velocità e la durata degli update per device di fascia media non sono sempre entusiasmanti. Aspettarsi anni di aggiornamenti puntuali sarebbe ottimistico.
Sulla connettività, POCO M8 5G supporta 5G su un’ampia gamma di bande, Wi-Fi dual band (2,4GHz e 5GHz), NFCper pagamenti contactless, infrarossi per controllare elettrodomestici, e lettore di impronte sotto il display rapido e affidabile.
La certificazione IP65 estende la tranquillità anche al software: il Wet Touch 2.0 permette di usare il touchscreen con dita bagnate o sotto la pioggia leggera senza impazzire. Piccolo dettaglio, grande comodità.
Verdetto: cosa faccio, lo compro?
POCO M8 5G al prezzo ufficiale di 299 euro (prezzo indicativo al lancio, destinato probabilmente a scendere) è uno smartphone che avrebbe fatto gridare al miracolo qualche anno fa. Display AMOLED 120Hz con luminosità estrema, autonomia solida, ricarica rapida, certificazione IP65, design sottile e prestazioni in linea con la fascia di prezzo. È un concentrato di tecnologie che migrano dalla fascia alta verso il basso, democratizzando l’accesso a specifiche che fino a poco tempo fa costavano il doppio.
Per entrare nel dettaglio dei prezzi: POCO M8 viene proposto con queste varianti:
- Modello 8+256 disponibile a un prezzo suggerito al pubblico a un prezzo di 269,90€, in offerta per il lancio a 229,99€
- Modello 8+512 disponibile a un prezzo suggerito al pubblico a un prezzo di 299,90€, in offerta per il lancio a 259,90€
Esiste anche la versione POCO M8 Pro, in due versioni, a partire da 349,90, in promozione a 309,90 euro.
I compromessi ci sono, ovviamente. La fotocamera è il punto debole più evidente: decente per uso quotidiano, insufficiente per chi cerca qualità fotografica. La memoria LPDDR4X e lo storage UFS 2.2 non sono all’avanguardia, ma nella pratica l’impatto è limitato. La batteria da 5520mAh è ottima, anche se qualcuno sperava in qualcosa di più estremo visto il trend del mercato.
Il confronto con Redmi Note 15 è serrato, praticamente spalla a spalla sullo stesso prezzo. Il Note 15 ha una fotocamera teoricamente superiore, POCO M8 5G vince su design, autonomia e certificazione IP65. La scelta tra i due è quasi una questione di priorità personali: se la foto è fondamentale, Redmi; se conta di più il pacchetto completo con resistenza e autonomia, POCO.
Il target è chiaro: utenti che cercano il massimo rapporto qualità-prezzo, senza pretese fotografiche estreme ma con aspettative legittime su display, autonomia e affidabilità. Studenti, utenti business con budget contenuto, chi cerca un secondo smartphone affidabile, chi viene da dispositivi vecchi e vuole un salto generazionale sostanziale senza svuotare il conto.
Nel giro di qualche mese il prezzo scenderà ulteriormente, rendendo POCO M8 5G ancora più interessante. A 250 euro o meno diventa un best buy quasi scontato per questa categoria. A prezzo pieno è già competitivo, ma è quando il listino cala che il rapporto qualità-prezzo diventa davvero aggressivo.
In definitiva, POCO M8 5G è quello che promette di essere: uno smartphone di fascia media molto ben bilanciato, con qualche eccellenza (display, autonomia), prestazioni solide e compromessi onesti. Non è perfetto, ma a queste cifre non lo è nessuno. E il bello è che, fino a poco tempo fa, queste specifiche a questi prezzi erano impensabili.