Tim Cook è pronto a lasciare Apple? Il 2026 potrebbe essere l'anno della svolta (mistergadget.tech)
Tra piani di successione accelerati e un esodo di dirigenti storici, l’era di Cook sembra avvicinarsi al tramonto mentre Cupertino cerca di recuperare terreno sull’Intelligenza Artificiale.
Tim Cook è al timone di Apple da un tempo che sembra infinito. Ha ormai superato la durata del mandato dello stesso Steve Jobs e, all’età di 65 anni — a soli due anni dall’età pensionabile standard negli Stati Uniti — la domanda che tutti gli analisti si pongono è: quanto ancora resterà? Sebbene Cook non abbia dato segnali pubblici espliciti di voler abbandonare la nave nell’immediato, sembra che i piani per la sua successione siano entrati in una fase operativa, e il 2026 potrebbe essere l’anno del grande annuncio.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, che ha scosso i mercati con le sue indiscrezioni, il consiglio di amministrazione e i dirigenti senior di Apple avrebbero intensificato i preparativi per trovare il prossimo CEO. Fonti interne suggeriscono che il nuovo leader potrebbe essere annunciato ben prima dell’evento di lancio autunnale del 2026 (quello solitamente dedicato agli iPhone). In pole position per raccogliere questa pesante eredità c’è John Ternus, l’attuale Senior Vice President dell’ingegneria hardware. Ternus, volto ormai noto dei keynote Apple e molto apprezzato internamente per la sua gestione pacata e competente, sembra essere il favorito numero uno.
Cosa ha detto (e non detto) Tim Cook
Cook è sempre stato molto riservato sui suoi piani di pensionamento, lasciando trapelare solo messaggi vaghi. Tuttavia, in un’intervista al New York Times del 2021, aveva ammesso: “Probabilmente non sarò qui tra 10 anni. Dieci anni sono tanti”. Più recentemente, nel podcast Table Manners, ha specificato che non intende andare in pensione nel “senso tradizionale” del termine. È probabile che, anche lasciando il ruolo di CEO, Cook rimanga legato all’azienda in veste di Presidente o consigliere strategico, un po’ come accade spesso con le figure di questo calibro che non vogliono tagliare completamente il cordone ombelicale con la società che hanno plasmato dal 1998. Come sottolinea Bloomberg, “a meno di eventi imprevisti che costringano Cook a dimettersi prima del previsto, quel momento non è ancora arrivato”, ma l’aria a Cupertino sta cambiando.
Il grande esodo e la crisi dell’IA
La situazione interna ad Apple è drasticamente diversa rispetto a un paio di anni fa. L’azienda si trova ad affrontare una fase delicata, complice l’apparente ritardo nel capitalizzare il boom dell’Intelligenza Artificiale Generativa, con una Siri che fatica a tenere il passo dei rivali più aggressivi. Questo stallo tecnologico ha creato non poche tensioni.
Il segnale più evidente di questo “reset” è l’addio di numerose figure chiave. John Giannandrea, responsabile della strategia AI e Machine Learning, ha lasciato il suo ruolo a dicembre 2025, in quello che è stato letto come un terremoto interno annunciato. A lui sono seguiti altri pezzi da novanta come Lisa Jackson (Ambiente) e Kate Adams (Legale), uscite a stretto giro. A questo si aggiunge il pensionamento del veterano Jeff Williams (spesso considerato il braccio destro operativo di Cook) e il passo indietro dello storico direttore finanziario Luca Maestri, avvenuto formalmente nel gennaio 2025.
Ma non è solo una questione di pensionamenti: Apple sta affrontando una vera e propria emorragia di talenti verso la concorrenza.
- Il designer veterano Alan Dye è passato a Meta all’inizio di dicembre 2025.
- Abidur Chowdhury, che aveva appena presentato il design del nuovo “iPhone Air” all’evento autunnale, ha lasciato l’azienda poco dopo.
- Numerosi ricercatori di alto profilo nel campo dell’IA hanno abbandonato la nave per approdare a Meta e OpenAI.
Cosa succederà adesso?
Queste partenze complicano il quadro per l’uscita di scena di Cook. Da un lato, le vendite di Apple rimangono solide nonostante il ritardo sull’IA, garantendo all’azienda una stabilità finanziaria invidiabile. Dall’altro, il futuro appare incerto. Il dilemma per il consiglio di amministrazione è cruciale: trattenere Tim Cook per garantire stabilità e rassicurare gli investitori, o accelerare il cambio al vertice per portare una visione fresca e recuperare il gap tecnologico? Se John Ternus dovesse davvero prendere il comando nel 2026, si troverebbe a gestire la transizione più difficile della storia recente di Apple: trasformare un gigante dell’hardware in un leader dell’intelligenza artificiale, senza perdere l’identità che l’ha resa l’azienda più preziosa al mondo.