Google presenta Workspace Studio: cos'è e come funziona (mistergadget.tech)
Un nuovo strumento basato su Gemini 3 promette di trasformare Gmail, Drive, Chat e tutte le app Workspace in un ambiente “agentico” capace di reagire, comprendere e agire in autonomia.
Google ha rilasciato nelle scorse ore Workspace Studio, la versione stabile del tool di automazione intelligente destinato ad aziende e scuole che utilizzano l’ecosistema Workspace. Il servizio, mostrato per la prima volta durante il Google I/O 2024 e annunciato ufficialmente lo scorso aprile, rappresenta la più grande evoluzione mai introdotta nelle funzionalità interne della suite Google: un sistema capace di connettere eventi, contenuti, messaggi e applicazioni attraverso agenti AI basati su Gemini 3.
Lo strumento nasce come erede diretto di “Workspace Flows”, ma ne amplia drasticamente le capacità. L’obiettivo dichiarato da Google è chiaro: rendere le automazioni accessibili non solo ai team IT, ma a qualsiasi utente aziendale o scolastico, anche senza competenze tecniche. Un concetto che la stessa Google definisce “democratizzazione dell’automazione”, con un modello che richiama l’approccio “if this, then that”, ma potenziato dalla comprensione contestuale, multimodale e decisionale di Gemini.
Un sistema di automazioni che capisce il contesto
A differenza dei flussi tradizionali, dove condizione e azione devono essere definite in modo rigido, Workspace Studio consente agli agenti AI di interpretare intenzioni, obiettivi e contenuti dinamici. L’intero sistema è accessibile da qualsiasi applicazione Workspace tramite una nuova scorciatoia integrata a fianco del pulsante Gemini, rendendo la costruzione dei flussi più immediata.
Gli agenti si basano su tre elementi principali. Gli Starter rappresentano i trigger che attivano l’automazione: un orario specifico, la ricezione di una mail, la pubblicazione di un documento, un messaggio in arrivo da un collega o da un reparto. Gli Step definiscono invece le azioni concrete: redigere una risposta a un’email, classificare documenti, estrarre dati da un file, organizzare note condivise, aggiornare una task su uno strumento esterno. Infine, le Variable consentono all’agente di utilizzare contenuti dinamici, dal testo generato da Gemini alle informazioni dell’email ricevuta, adattando le decisioni al contesto reale e non a regole statiche.
Secondo Google, questa struttura permette di creare in pochi minuti flussi complessi che in passato richiedevano interventi tecnici dedicati. L’agente può ad esempio raccogliere automaticamente documenti rilevanti, redigere bozze di risposta per il team, etichettare file su Drive, aggiornare un CRM o generare report periodici senza intervento umano.
Integrazione nativa e aperture verso piattaforme terze
Uno dei punti chiave del lancio è l’estensione diretta a strumenti esterni. Workspace Studio è integrato con servizi diffusi nel mondo enterprise come Asana, Jira, Mailchimp e Salesforce, permettendo agli agenti AI di collegare attività, pipeline, email marketing, assistenza clienti e comunicazione interna sotto un unico livello di automazione.
Il valore aggiunto rispetto a strumenti simili è proprio nell’interazione tra questi elementi: Gmail come innesco, Gemini come motore di analisi, Drive come archivio operativo, e applicazioni terze come destinatari di aggiornamenti e sincronizzazioni.
Google immagina un futuro in cui ogni dipendente possa configurare autonomamente automatismi personalizzati: un responsabile vendite che gestisce lead e follow-up senza aprire manualmente ogni email, un insegnante che organizza materiali e consegne degli studenti, un team di supporto che genera risposte preliminari filtrando richieste ricorrenti.
Disponibilità per aziende e scuole
Workspace Studio verrà rilasciato gradualmente nelle prossime settimane a tutti gli utenti con abbonamenti compatibili. L’accesso iniziale copre:
- Business Starter, Standard, Plus
- Enterprise Starter, Standard, Plus
- Education Fundamentals, Standard, Plus
- Google AI Pro for Education
- Google AI Ultra for Business
Google punta così a trasformare Workspace da semplice suite cloud a piattaforma operativa intelligente, dove l’automazione non è più uno strumento per pochi, ma una componente integrata dell’esperienza quotidiana di milioni di utenti professionali.