DJI Neo 2 migliora drasticamente le prestazioni del primo modello (mistergadget.tech)
Hai presente quando apri un regalo e capisci immediatamente che ti divertirai da matti? Quella sensazione di eccitazione infantile mista a curiosità tecnologica che non provi da anni? DJI Neo 2 fa proprio questo. Lo tiri fuori dalla scatola, lo accendi, lo lanci dal palmo della mano e in tre secondi sta già volando davanti a te. Niente setup complicati, niente calibrazioni infinite, niente manuali da cinquecento pagine. Puro, semplice divertimento.
Ma prima di raccontarti quanto mi sono divertito (spoiler: tantissimo), facciamo un passo indietro necessario. Perché sì, questo è un giocattolo incredibile, ma è pur sempre un drone che vola nello spazio aereo italiano, e le regole esistono per motivi precisi.
Autonomia 19 minuti, memoria 49GB. Divertimento incredibile per vacanze e social, sicuro anche per principianti. Limite batteria percepibile ma superato da praticità. A 239€ non ha rivali per rapporto qualità-prezzo.
+ Rilevamento ostacoli LiDAR omnidirezionale
+ Controllo gestuale funziona davvero
+ 4K 60fps con gimbal a due assi
+ 49GB memoria interna, trasferimento 80MB/s
+ Prezzo strepitoso: 239€ versione base
– Sensore 1/2″ limita prestazioni notturne
– Niente D-Log o RAW
– Rumore eliche percepibile
Indice
- Normativa droni in Italia: cosa devi sapere
- Design e costruzione: piccolo ma solido
- Sistema di rilevamento ostacoli: game changer
- Fotocamera e qualità video: più che sufficiente
- Modalità di volo e controllo: qui diventa magia
- Modalità di ripresa intelligenti: create-and-forget
- Autonomia: unico neo (scusa il gioco di parole)
- Rumore: migliorato ma non silenzioso
- Esperienza d’uso: divertimento puro
- Confronto con alternative
- Configurazioni disponibili
- Specifiche tecniche principali
Normativa droni in Italia: cosa devi sapere
In Italia i droni sono regolamentati dal Regolamento Europeo 2019/947 applicato da ENAC. La buona notizia è che DJI Neo 2 pesa 151 grammi, ben sotto la soglia critica dei 250 grammi che cambia tutto. Questo significa che non ti serve il patentino per pilotarlo. Punto. Fine della storia burocratica più pesante.
Però attenzione: devi comunque registrarti su D-Flight (il portale ENAC) perché il drone ha una telecamera, e devi applicare il QR-Code identificativo sul drone stesso. Costa zero euro, richiede dieci minuti online, ed è obbligatorio. L’assicurazione RC per danni a terzi è altrettanto obbligatoria, anche per droni leggerissimi: un urto a quella velocità può fare male.
Le regole base sono semplici: voli massimo a 120 metri di altezza, sempre a vista (devi vedere il drone a occhio nudo, senza binocoli), lontano da aeroporti, basi militari, assembramenti di persone. Puoi volare sopra alcune persone non coinvolte ma mai sopra folle. Rispetti la privacy altrui (niente riprese ravvicinate di case o targhe auto) e controlli sempre su D-Flight le zone interdette prima di decollare.
Qui viene il punto interessante: Neo 2 può essere pilotato in due modalità principali. La prima è controllo tramite app o gesti, con raggio Wi-Fi fino a 500 metri (in teoria, nella realtà saranno molti meno con ostacoli). Questa modalità è perfetta per uso ricreativo, selfie volanti, riprese durante escursioni. La seconda modalità richiede l’acquisto del modulo Digital Transceiver e di un radiocomando DJI (RC-N3 o superiore), che porta il raggio a 10 chilometri e richiede quindi maggiore responsabilità.
In alcune zone urbane e nelle aree con traffico aereo intenso, la modalità con radiocomando e raggio esteso può essere soggetta a limitazioni specifiche o divieti totali. Non perché il drone sia pericoloso, ma perché quelle zone richiedono controllo aereo. In quelle situazioni, puoi comunque usare Neo 2 in modalità app con controllo a vista, il che copre già tantissimi scenari d’uso: vacanze al mare, gite in montagna, grigliate con amici, eventi familiari.
In sostanza: Neo 2 non supera alcun limite che gli impedirebbe di volare in Italia. Rispetta la soglia di peso, ha tutti i sistemi di sicurezza moderni, e può essere usato tranquillamente per scopi ricreativi seguendo le regole base del buonsenso. La maggior parte delle persone non avrà mai bisogno del radiocomando professionale.
Design e costruzione: piccolo ma solido
DJI Neo 2 è un parallelepipedo compatto di 167x171x54mm con eliche protette da gabbie integrate. Pesa 151 grammi con il modulo Digital Transceiver montato, 135 senza. Non è pieghevole, ma è così piccolo che lo infili in qualsiasi zaino senza pensarci. La costruzione è plastica rigida di buona qualità, con quella sensazione di solidità DJI che ti fa capire immediatamente che non hai tra le mani un giocattolo da discount.
Sul frontale spicca il piccolo display LED che mostra la modalità di volo attiva (Follow, Dronie, Cerchio, eccetera). È una chicca geniale che elimina la confusione dei LED colorati del modello precedente. Accanto, il sensore LiDAR per il rilevamento frontale degli ostacoli e la fotocamera su gimbal a due assi.
Sul lato destro ci sono tre pulsanti: due piccoli per ciclare tra le modalità e uno grande per il decollo. Basta premere quest’ultimo tenendo il drone sul palmo della mano piatta e lui parte. Niente app aperta, niente smartphone connesso. Solo tu, il drone, e una mano ferma. La prima volta sembra magia, la decima volta è routine. La centesima volta ti diverti ancora.
Sul retro spuntano le due antenne del Digital Transceiver, che danno al Neo 2 un aspetto vagamente alieno. Possono essere rimosse se acquisti la versione base senza radiocomando, risparmiando quei 16 grammi di peso. La batteria da 1606mAh si infila sul retro con un click soddisfacente, anche se a volte richiede due tentativi per incastrarla perfettamente.
La porta USB-C sul posteriore serve sia per ricarica che per trasferimento dati, anche se il trasferimento wireless a 80MB/s rende raramente necessario un cavo. La memoria interna da 49GB (raddoppiata rispetto al Neo originale) basta per 105 minuti di video 4K/60fps o 175 minuti a 4K/30fps. Niente slot microSD, scelta discutibile ma compensata dall’abbondanza di spazio.
Abbiamo visto, provando dispositivi come DJI Osmo 360, oppure DJI Osmo Pocket 3, a che livello di qualità è arrivata l’azienda cinese nella realizzazione dei sensori fotografici, viene confermata anche sui droni.
Sistema di rilevamento ostacoli: game changer
Qui sta la vera rivoluzione rispetto al modello precedente. Neo 2 ha sensori omnidirezionali per il rilevamento degli ostacoli a 360 gradi, con LiDAR frontale, sensori a infrarossi posteriori e sistema di visione monoculare. Nella pratica significa che il drone vede cosa c’è intorno e agisce di conseguenza.
L’ho testato in ogni situazione possibile: inseguimento tra alberi, volo indoor tra mobili, riprese in bicicletta su sentieri sterrati. Il sistema funziona in modo impressionante. Quando insegue un soggetto e trova un albero davanti, rallenta, scarta lateralmente o abbassa quota per aggirarlo. Non è perfetto (rami sottili e foglie possono essere ignorati), ma le gabbie delle eliche proteggono da urti minori.
La differenza col DJI Neo originale è abissale. Quello si schiantava con una certa regolarità, costringendoti a voli più cauti. Neo 2 ti fa sentire sicuro anche in ambienti complessi. Ovvio, non è lo stesso sistema avanzato dei Mavic o Air professionali: i sensori laterali e posteriori sono meno sensibili di quello frontale, quindi movimenti laterali veloci o retromarce repentine richiedono comunque attenzione.
Ma per un drone da 239 euro che pesa 151 grammi? È semplicemente incredibile.
Fotocamera e qualità video: più che sufficiente
Il sensore è un CMOS da 1/2 pollice con risoluzione 12MP e apertura f/2.2 (migliorata rispetto al precedente f/2.8). Il gimbal a due assi stabilizza il video eliminando vibrazioni e mantenendo l’orizzonte livello anche durante manovre aggressive. La fotocamera registra video 4K fino a 60fps, o 100fps in modalità slow-motion quando piloti col radiocomando.
La qualità video in buone condizioni di luce è ottima. Colori accurati, dettagli nitidi, esposizione gestita bene. Non è una fotocamera da cinema, ma per social media, YouTube, ricordi di viaggio, è più che sufficiente. Ho girato clip durante escursioni in montagna, pedalate in campagna, grigliate in giardino. Risultato: contenuti che sembrano professionali ma sono stati ottenuti senza sforzo.
In condizioni di scarsa illuminazione emergono i limiti del sensore piccolo. Il rumore digitale diventa evidente già a ISO 3200, e a ISO 12800 (il massimo) le immagini sono decisamente grintose. Non è un drone per riprese notturne. Ma quante volte voli con un drone del genere di notte?
Le foto da 12MP sono discrete, anche se solo in formato JPEG (niente RAW). Vanno benissimo per condivisioni social o stampe piccole, niente di più. E francamente, chi compra Neo 2 lo fa per i video, non per la fotografia aerea d’arte.
Manca il profilo colore D-Log a 10 bit, presente su modelli più costosi. Questo significa che la correzione colore in post-produzione ha margini limitati. Se sbagli l’esposizione, recuperare dettagli in ombre o alte luci è complicato. Per la maggior parte degli utenti non sarà un problema: il profilo Standard esce già piacevole dalla fotocamera.
Modalità di volo e controllo: qui diventa magia
DJI Neo 2 può essere controllato in quattro modi diversi: controllo gestuale, comandi vocali tramite app, controllo touchscreen dall’app DJI Fly, e controllo tradizionale con radiocomando. Ognuno ha senso in contesti diversi.
Controllo gestuale
Funziona meglio di quanto ti aspetteresti. Alzi la mano per farlo salire, la abbassi per farlo scendere, muovi le braccia lateralmente per farlo spostare, stringi il pugno per fermarlo, apri il palmo per farlo atterrare. Ci sono voluti tre minuti per capirlo, e dopo dieci minuti lo usavo senza pensarci.
È perfetto per selfie di gruppo improvvisati o riprese rapide dove non vuoi tirare fuori lo smartphone. Ovviamente ha limitazioni: precisione ridotta, distanza massima 10 metri, e devi guardare un po’ scemo mentre gesticoli verso il cielo. Ma funziona, ed è divertente.
Controllo vocale
Richiede connessione Bluetooth con lo smartphone o cuffie. Dici “decollo”, “atterra”, “seguimi”, “modalità cerchio” e il drone esegue. Comodo durante attività sportive dove le mani sono occupate. Funziona solo in inglese e cinese (al momento), limitazione fastidiosa ma superabile se conosci i comandi base in inglese.
Controllo tramite app
L’app DJI Fly offre joystick virtuali sullo schermo per controllo manuale preciso. La connessione Wi-Fi arriva teoricamente a 500 metri, nella pratica dipende da ostacoli e interferenze. Ho ottenuto circa 200-250 metri in ambiente aperto prima di perdere segnale. L’altezza massima è limitata a 60 metri per sicurezza quando voli senza radiocomando.
L’app permette di personalizzare le modalità automatiche, scegliere distanza e angolazione per il tracking, visualizzare mappa con zone interdette. L’interfaccia è chiara e reattiva.
Controllo con radiocomando
Con RC-N3 (o modelli superiori) e il modulo Digital Transceiver, Neo 2 diventa un drone “vero”. Raggio fino a 10 chilometri (teorici, FCC), velocità massima 43 km/h, altezza fino a 120 metri regolamentari. Il volo è preciso, responsivo, simile a droni DJI più costosi. Per chi vuole spingersi oltre l’uso casuale, è un’opzione valida.
La configurazione Motion Fly More Combo include visore Goggles N3 e Motion Controller 3 per volo FPV immersivo. Costo complessivo 579€, a quel punto hai un sistema FPV entry-level interessante.
Modalità di ripresa intelligenti: create-and-forget
Neo 2 offre una gamma ridicola di modalità automatiche che fanno tutto da sole. Follow (insegui il soggetto), Cycling Follow (ottimizzato per ciclisti), SelfieShot (selfie con inquadrature multiple), Dronie (allontanamento salendo), Cerchio, Ascesa, Spotlight, Spirale, Boomerang, Dolly Zoom (effetto Vertigo di Hitchcock).
La modalità Dolly Zoom merita menzione speciale. Il drone si avvicina mentre la fotocamera zooma indietro (o viceversa), creando quell’effetto di distorsione prospettica reso famoso da film come Vertigo e Lo Squalo. Eseguirlo manualmente è difficilissimo, Neo 2 lo fa automaticamente con risultati impressionanti. Perfetto per contenuti social d’impatto.
Il tracking ActiveTrack è stato migliorato rispetto al Neo originale. Ho corso, camminato, pedalato, e il drone mi ha seguito in modo fluido mantenendomi nell’inquadratura. La modalità Cycling Tracking anticipa i cambi di direzione del ciclista invece di reagire in ritardo, risultato notevole per un drone consumer.
Anche bambini di nove anni sono riusciti a usarlo senza problemi (sotto supervisione, ovviamente). Questo dice tutto sulla facilità d’uso.
Autonomia: unico neo (scusa il gioco di parole)
La batteria da 1606mAh dichiara 19 minuti di autonomia in condizioni ideali. Nella realtà, con vento, temperature non perfette, e uso attivo della fotocamera, aspettati 10-12 minuti per batteria. È poco. È il limite principale del drone.
Se vuoi volare più di dieci minuti, la Fly More Combo con tre batterie e hub di ricarica diventa praticamente obbligatoria. Costa 329€ (solo drone) o 399€ (con radiocomando RC-N3). Considerando che ogni batteria costa circa 30-40€ se comprata separatamente, il bundle ha senso.
La ricarica avviene via USB-C direttamente sul drone o tramite hub che gestisce fino a tre batterie contemporaneamente. Tempo di ricarica completo circa 40-50 minuti per batteria. L’hub ricarica in sequenza (prima una, poi l’altra, poi la terza) per ottimizzare la gestione termica.
La resistenza al vento è dichiarata fino a livello 5 (circa 38 km/h). L’ho testato in giornate ventose e regge bene fino a vento moderato. Con raffiche forti il drone inizia a faticare mantenendo la posizione, ma il gimbal e la stabilizzazione EIS compensano bene per video fluidi.
Rumore: migliorato ma non silenzioso
Il Neo originale emetteva un urlo acuto fastidiosissimo. Neo 2 è notevolmente più silenzioso: sia il volume che la tonalità sono stati migliorati. Non passa inosservato, ma non attira sguardi infastiditi in un parco pubblico.
L’ho fatto volare durante una festa in giardino con musica e gente che parlava, ed è passato quasi inosservato. In ambiente silenzioso, tipo biblioteca (non farlo!), resterebbe comunque evidente. Il suono è acuto, che tende a propagarsi meglio in distanza rispetto a frequenze basse.
Non è un drone stealth, ma per un oggetto che pesa 151 grammi e vola a quella velocità, il rumore è assolutamente accettabile.
Esperienza d’uso: divertimento puro
Ho usato Neo 2 durante un weekend in montagna, una gita al mare, qualche pedalata in campagna, e varie situazioni casalinghe. Ogni volta è stato facilissimo portarlo, tirarlo fuori, farlo volare. Zero stress, zero complicazioni.
Le riprese ottenute hanno quella qualità aerea professionale che rende i video immediatamente più interessanti. Amici e familiari erano entusiasti di vedere le clip. Sui social i contenuti girati col drone hanno ottenuto engagement notevolmente superiore rispetto a riprese tradizionali.
Ma la cosa migliore? Mi sono divertito da matti. Far volare Neo 2 tra gli alberi, farlo inseguire mentre corri, farlo girare intorno al gruppo durante una grigliata, è genuinamente divertente. Non è solo uno strumento per creare contenuti, è un giocattolo tecnologico che ti riporta a quella sensazione di meraviglia infantile.
Ovviamente richiede responsabilità. È un oggetto che vola nello spazio aereo condiviso, può fare male se urta qualcuno, può danneggiare proprietà altrui. Va usato con prudenza e rispetto. Ma nel contesto giusto, con le precauzioni corrette, è una gioia assoluta.
Confronto con alternative
Nel segmento sotto i 250 grammi, DJI Neo 2 non ha rivali diretti al suo prezzo. Il HoverAir X1 è un’alternativa interessante con design pieghevole ingegnoso, ma costa il doppio (circa 500€). Il HoverAir X1 ProMax offre prestazioni superiori ma siamo a 700€+, fascia di prezzo dove competono droni DJI più avanzati.
Se cerchi qualità d’immagine superiore e sei disposto a spendere di più, DJI Mini 5 Pro (sensore 1″ pollice) è il salto logico successivo, ma costa 759€ e richiede patentino A1/A3 perché supera i 250 grammi.
Per chi cerca specificamente un drone selfie senza controllo manuale, HoverAir rimane competitivo. Ma se vuoi versatilità, controllo manuale opzionale, sicurezza con ostacoli, e prezzo contenuto, Neo 2 vince senza discussione.
Verdetto: che faccio, lo compro?
Al prezzo ufficiale di 239 euro, DJI Neo 2 rappresenta uno dei migliori rapporti qualità-prezzo che abbia visto nel tech consumer negli ultimi anni. È un drone completo, sicuro, divertente, facile da usare, che produce contenuti di qualità più che accettabile per il suo scopo.
Chi dovrebbe comprarlo: chiunque voglia riprese aeree durante vacanze, gite, eventi familiari senza complicazioni burocratiche o tecniche. Principianti assoluti, famiglie, creatori di contenuti social, appassionati di outdoor. Chi cerca divertimento immediato con risultati soddisfacenti.
Chi dovrebbe evitarlo: professionisti che necessitano qualità d’immagine da postproduzione avanzata, chi vola principalmente di notte o in condizioni di luce difficili, chi cerca autonomia di volo superiore ai 15 minuti senza cambiare batteria.
Per tutti gli altri, Neo 2 è un acquisto praticamente obbligato se siete anche solo lontanamente interessati ai droni. Costa quanto una cena di lusso per due, ma vi regalerà ricordi e contenuti per anni. E soprattutto, vi farete divertire davvero.
In un mondo tech dove troppo spesso i prodotti deludono le aspettative, DJI Neo 2 le supera abbondantemente. È uno di quei gadget che usi la prima volta e pensi “cavolo, questo è esattamente quello che speravo fosse”. E continui a usarlo perché ogni volta è divertente.
Rapporto qualità-prezzo: semplicemente strepitoso. Un oggetto che mi è piaciuto davvero tantissimo e che consiglio a chiunque voglia aggiungere una prospettiva aerea ai propri contenuti senza impazzire con burocrazia, costi, o complessità tecnica.
Configurazioni disponibili
- DJI Neo 2 (solo drone): 239€
- DJI Neo 2 Fly More Combo (drone + 3 batterie + hub ricarica): 329€
- DJI Neo 2 Fly More Combo RC-N3 (Fly More + radiocomando): 399€
- DJI Neo 2 Motion Fly More Combo (Fly More + Motion Controller 3 + Goggles N3): 579€
Specifiche tecniche principali
- Peso: 151g (con Digital Transceiver) / 135g (senza)
- Dimensioni: 167 × 171 × 54 mm
- Sensore: CMOS 1/2″ da 12MP, apertura f/2.2
- Video: 4K 60fps (100fps con radiocomando), slow motion 4K 100fps
- Gimbal: 2 assi con stabilizzazione RockSteady EIS
- Autonomia: 19 minuti teorici (10-12 minuti reali)
- Memoria: 49GB interna
- Trasferimento: Wi-Fi fino a 80MB/s
- Connettività: Wi-Fi (500m) o OcuSync 4 con radiocomando (10km teorici)
- Resistenza vento: Livello 5 (fino a 38 km/h)
- Rilevamento ostacoli: Omnidirezionale con LiDAR frontale
- Controllo: Gestuale, vocale, app touchscreen, radiocomando (opzionale)