Due mesi con Samsung Galaxy S8, bene ma non benissimo

Luca Viscardi8 Giugno 2017
Due mesi con Samsung Galaxy S8, bene ma non benissimo

Sono ormai già due mesi che sto usando il nuovo (o forse oggi dovremmo dire “recente”) Samsung Galaxy S8, che è il mio daily drive, ovvero il mio telefono principale, quello dove inserisco la mia sim principale, quando non ho recensioni da fare.

Giusto per la cronaca, sottolineo che io uso anche un iPhone 7 Plus, dove inserisco la mia sim “secondaria” che però ha una quantità di dati superiore e con cui gestisco la maggior parte dei miei servizi in mobilità, Uso con iPhone la SIM secondaria, perché è quella che non sposto mai dal telefono e quindi mi permette di avere sempre a disposizione i servizi principali.

Vabbè, è un po’ cervellotico, ma forse si comprende la ratio: il mio telefono principale in realtà spesso viene messo da parte per le recensioni, iPhone c’è sempre, con tutti i suoi servizi connessi.

Dopo aver dato una spiegazione non richiesta su come uso i miei smartphone, torno al Samsung Galaxy S8, che dal 29 marzo è lo smartphone che uso con più frequenza. Non vi dirò che uso anche un terzo smartphone, che porto sempre con me, cioè LG G6, perché temo che la neuro si metta sulle mie tracce.

Ma ho divago ancora! Fatemi tornare al Galaxy S8: trovo che il top di gamma di Samsung sia molto bello ma dal punto di vista della “quadratura” è un deciso passo indietro rispetto ad S7. Per qualche ragione sembra un telefono nato prematuro, a cui manca la calibrazione necessaria per un prodotto che viene venduto a 829 euro.

Sulle soluzioni estetiche non si può dire nulla, sono semplicemente meravigliose: parliamo di un oggetto con un design che  secondo me lascia un vuoto pazzesco dietro di sé.

Ma quando si va oltre le curve con cui si presenta a prima vista, si ha uno smartphone con un software un po’ acerbo con diverse incertezze, che spesso lagga, una fotocamera ottima, ma che non cambia l’esperienza di Galaxy S7, ma che è peggiore se si prende solo la frontale.

E poi la grande incognita: Bixby. Con l’ultimo aggiornamento software arrivato, il telefono ha praticamente rifatto la procedura di attivazione dell’assistente virtuale, che rimane però una soluzione del tutto deficitaria rispetto a quella di iPhone e anche a Google Now.

Tra l’altro c’è anche un po’ di pasticcio proprio sulla commistione tra Google Now e Bixby: quale dei due è l’assistente da usare? Perché non sfruttare (in attesa dell’arrivo di una versione completa di Bixby) la pressione prolungata del tasto dedicato per attivare i comandi vocali di Google Now?

Mi piace molto il software per come è fatto, perché è completo, facile da usare e anche molto smart per le integrazioni fatte rispetto alla versione stock di Android: promemoria, client email, editor video, ci sono molti “optional” che mi piacciono e che rendono l’esperienza completa e gradevole, ma tutta la potenza del processore non trova riscontro nella velocità del software stesso, che anzi spesso ha incertezze e rallentamenti fastidiosi.

Siamo già al terzo aggiornamento, per altro con un pacchetto da oltre 400 mb, ma nell’esperienza d’uso è cambiato poco, se non niente. Sono quasi tentato di fare un hard reset per capire che con un telefono che parte da zero il risultato sia migliore, ma non vorrei dover brigare per due giorni per ripristinare tutto inutilmente.

Insomma, per tirare le somme di tutto questo pippone: Samsung Galaxy S8 è uno smartphone superlativo, ma ancora non svela tutta la sua potenza. E’ come una modella bellissima, un po’ spettinata e con qualche patacca sul vestito.

Bisogna lavorare sul make up per renderlo davvero il migliore di tutti. Al momento è lì tra i migliori ma non ha quel livello di eccellenza che possa farli meritare il titolo di primo della classe.


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