Yahoo cambia nome e diventa Altaba

Luca Viscardi10 Gennaio 2017
Yahoo cambia nome e diventa Altaba

Nell’ambito della vendita a Verizon, Yahoo cambia nome e diventa Altaba, un passaggio che mi fa impressione, perché vedere un’azienda del calibro di Yahoo appassire e sparire è un segnale devastante su quanto tempo sia già passato dall’introduzione del web.

In altre parole: chi ha visto tutta la sua storia dall’inizio ad oggi può avere la quasi totale certezza di essere vecchio. 🙂

I fatti di oggi ci dicono che la vecchia Yahoo cambia completamente pelle e diventa una società di investimenti nel mondo digitale con una quota rilevante in Alibaba in Cina e con la partecipazione di maggioranza in Yahoo Japan, che continuerà ad operare come ha fatto fino ad oggi.

Marrissa Meyer, attuale CEO di Yahoo, rassegnerà le dimissioni e a quanto pare per lei c’è in vista un ruolo di rilievo in Yahoo che immagino abbia trattato in modo selvaggio in fase di chiusura dell’accordo con Verizon.

Di certo, è curioso che la donna che non è riuscita a risollevarne le sorti e che ha fatto un sacco di pasticci, con acquisizione non del tutto lineare e spesso con una coerenza difficile da comprendere sia pronta ad un nuovo ruolo nella stessa società che non ha saputo salvare.

Purtroppo è l’ennesimo capitolo di una storia che tende a ripetersi, con i manager responsabili di disastri epici (quelli di Blackberry e Nokia vi dicono niente?) messi nella condizione di guadagnare valanghe di denaro dopo aver completato la catastrofe.

Altaba pare arrivi dalla fusione di Alternative Alibaba, società di cui la nuova entità detiene il 15% per un valore complessivo di circa 31 miliardi di dollari, quote che non sono entrate nella partita della cessione a Verizon, il cui valore complessivo si aggira invece intorno ai 4.83 miliardi di dollari.

Non sappiamo invece se la richiesta di sconto di 1 miliardo avanzata da Verizon dopo le ultime falle di sicurezza sia stata presa in considerazione o in qualche modo negoziata nelle ultime settimane.

Il cambio di nome non è invece un’operazione spontanea, ma era una delle condizioni dell’accordo siglato.


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