Xiaomi traccia navigazione privata degli utenti

Mister Gadget Team4 Maggio 2020

E’ stata pubblicata in questi giorni un’indagine, secondo cui Xiaomi traccia navigazione privata dei suoi utenti.

Non è un passaggio felice, in un periodo in cui si discute molto di privacy e di sicurezza degli utenti, usando il proprio smartphone, oltre al fatto che quando si parla di un’azienda in arrivo dalla Cina, ovviamente, le preoccupazioni su questo tema si moltiplicano.

C’è però qualcosa da sapere: tracciare la navigazione in Internet dei propri utenti è un’abitudine che purtroppo hanno tutti i produttori, a parte Apple.

Le informazioni vengono raccolte in forma anonima: le aziende sanno cosa facciamo, ma non conoscono la nostra identità.

Proprio per questo motivo esistono decine di app che bloccano le attività di tracciamento della navigazione e mantenere le nostre abitudini riservate.

In ogni caso, fino ad oggi, tutti i produttori hanno solitamente scelto di monitorare solo le attività “alla luce del sole”, fermandosi invece davanti alla navigazione privata, che per definizione dovrebbe essere inviolabile.

Xiaomi traccia navigazione privata

Xiaomi traccia navigazione privata, non benissimo

Ciò che è emerso dai dati raccolti nelle scorse settimane e pubblicati nel weekend è che invece Xiaomi controlla e raccoglie dati anche sulla navigazione privata degli utenti, pratica quanto meno spiacevole.

L’azienda ha risposto alle accuse, sottolineando che i dati vengono raccolti in forma anonima e servono per l’ottimizzazione dei servizi e una migliore gestione dei carichi del telefono.

Tutto bene, ma quando su un’area del telefono c’è scritto “privato” si suppone che il valore di quella parola sia lo stesso a livello globale.

Sappiamo che in Cina il confine tra ciò che strettamente personale e ciò a cui lo stato (o qualcuno per lui) può avere accesso ha un confine molto labile, ma dovremmo essere noi a portare un po’ di privacy da quelle parti e non il contrario.

Con un aggiornamento del software è stata aggiunta un’opzione “opt out”, che permette di interrompere il monitoraggio della navigazione privata.

Questo presuppone che un utente sappia che il suo telefono è controllato, sarebbe stata più consona la scelta di interrompere quel tipo di invasione indebita nello smartphone di un cliente inconsapevole.


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