Xiaomi: 14.8 milioni di pezzi venduti in Q1

Mister Gadget Team20 Aprile 2016

Un piccolo flash su Xiaomi: 14.8 milioni di pezzi venduti in Q1, con un dato sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno.

Ve lo riporto, perché pare sia sparita l’allure che dipingeva il marchio come l’astro nascente mondiale della tecnologia, in grado di abbattere qualsiasi record e di vendere anche il ghiaccio agli esquimesi.

Nel marzo 2015, il CEO dell’azienda, Lei Jun, aveva promesso la vendita di 100 milioni di pezzi entro la fine del 2015 e la crescita in nuovi paesi, andando oltre l’India, mercato considerato strategico per la conquista di nuovi spazi e soprattutto per l’incremento dello share.

Come sia andata poi ve lo ricordo adesso, perché Xiaomi ha chiuso il 2015 con 70 milioni di pezzi venduti e con una crescita molto più bassa del previsto, risultato positivo in assoluto, ma molto più basso di quanto promesso e, purtroppo, la finanza vive sulla scommessa dei guadagni futuri e della capacità di crescita di un’azienda, lo stato di salute “attuale” conta davvero molto poco.

I più attenti avranno notato che Xiaomi non si è più espressa in termini di previsioni e promesse, ma ha lavorato molto per la creazione di prodotto oltremodo competitivi. Il recente Mi5 pare sia stato accolto molto bene in Cina, ma con numeri non sufficienti per guidare la crescita.

E’ di qualche giorno fa la notizia di un phablet di arrivo imminente per rinforzare i risultati del secondo trimestre.

Insomma, è un mercato difficile, un mercato dura, che si contrae per tutti e sembra finito il tempo dei miracoli anche per i produttori cinesi.

La qual cosa non deve far rallegrare, perché è segno di un’economia stagnante a livello globale, le cui ricadute sono più pesanti per i mercati più instabili, quasi poveri, come il nostro.

E’ facile capire come in un contesto così difficile siano pochissime le aziende con segnali di vitalità importanti: sotto questa luce sono ancora più eclatanti i risultati di Samsung con S7 e si capiscono meglio anche le flessioni nelle vendite di Apple.

Dovendo scegliere dove investire i miei soldi, forse la tecnologia non rientrerebbe nelle sfere di interesse.