Wikipedia sfida Amazon, Apple & Google
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Wikipedia sfida Amazon, Apple & Google

Wikipedia ha aperto un nuovo fronte di “dialogo” e ha chiesto apertamente ad Amazon, Apple e Google di pagare per l’uso delle informazioni “copiate” dalla piattaforma.

Questo è un tema di cui si parla da tempo e che spesso è stato affrontato in modo soft, senza aprire uno scontro ufficiale tra le parti.

Di fatto, da tempo, Apple, Amazon e Google forniscono informazioni ai loro utenti, sia quando vengono fatte ricerche nei browser, che quando si interrogano gli assistenti virtuali: spesso, quando viene immessa una stringa di ricerca, il primo risultato utile è quello di una notizia presa da wikipedia.

Ecco perché l’associazione che gestisce wikipedia ha chiesto ai colossi del web di pagare una quota di risarcimento a fronte dell’uso di tali informazioni.

Le cifre raccolte potrebbero contribuire alla crescita della piattaforma, oltre che finanziare la cosiddetta “knowledge Equity”, la possibilità di acquisire conoscenza per tutti grazie all’accesso gratuito alle pagine di wikipedia.

I nuovi contratti, quindi, renderebbero più equilibrato il rapporto tra l’associazione wikipedia e i giganti del tech, che oggi usano senza alcun tipo di riconoscimento economico le informazioni che formalmente sono proprietà dell’associazione stessa.

wikipedia apple

Gli accordi, in ogni caso, potrebbero essere “a scalare” e solo per l’uso di alcune informazioni approfondite, mentre per dati meno dettagliati potrebbero continuare a valere gli usi attuali.

Wikipedia è stata fondata nel 2001 e da allora si basa sulle donazioni dei cittadini per il suo sostentamento. E’ uno fondazione senza scopo di lucro che ha trovato sostegno da circa 8 milioni di persone, che hanno donato in media circa 15 dollari a testa.

La struttura si basa su 280.000 volontari, con circa 80.000 donatori attivi, tra cui compaiono anche Apple e Google, che hanno donato almeno 50.000 nel 2017 e 2018, mentre Amazon nel 2018 ha donato 1 milione di dollari.

Nel 2020, la raccolta di donazioni e di garanzie è arrivata alla cifra record di 180 milioni di dollari, ma l’obiettivo dell’associazione è quello di siglare contratti con le grande aziende, il cui scopo è quello di accumulare denaro da usare per lo sviluppo delle API che poi vengono sfruttate dalle stesse aziende.

In poche parole, il principio base sarebbe quello di fare in modo che tali grandi aziende pagassero per lo sviluppo degli strumenti che poi usano per erogare le informazioni ai loro utenti.

Riusciranno nell’impresa?

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