Vodafone e la conference call: come trattare male un cliente senza dire niente

Luca Viscardi11 Maggio 2017
Vodafone e la conference call: come trattare male un cliente senza dire niente

Non c’è niente da fare, è una battaglia persa. Il rapporto tra aziende e clienti in Italia è una frustrazione continua, indipendentemente da quale sia l’operatore che si sceglie.

E guardate che non ho la sindrome da erba del vicino, cioè di quello che pensa che all’estero siano sempre più bravi, però ho la fortuna di essere cliente di Swisscom in Svizzera e di EE in Inghilterra, qualche confronto lo posso fare, in termini di velocità di riscontro, di qualità del servizio e anche di atteggiamento nel confronto dei clienti.

Se sulle prime due voci stiamo “piano piano” colmando il gap, ma bisogna dire che su come vengono trattati i clienti proprio non ci siamo: ho un piano Vodafone RED che credo si chiami Maxi, con un servizio aggiuntivo denominato Vodafone Exclusive.

Non voglio pensare a quale cifra io spenda mensilmente, secondo il ragionamento di chi dirige un’azienda telefonica,  probabilmente una cifra molto bassa rispetto a ciò che pagano i clienti di altri paesi esteri dove le tariffe sono più alte; ma io vivo qui,  il mercato non lo faccio io e  pago comunque una delle tariffe più alte del mercato, perché per me il telefono è uno strumento vitale, comunicare in velocità lo è altrettanto, la latenza di rete è un dettaglio che incide sulla possibilità di usare alcuni strumenti professionali di cui mi sono dotato per i collegamenti in diretta con la radio.

Quando chiamo il 190, mi viene dato il benvenuto al Servizio Clienti Top, una dicitura fantastica, ma poi per risolvere il problema per cui non mi funzionava l’avviso di chiamata c’è voluto un mese, ma soprattutto un paio di Flames social, perché al telefono mi dicevano che era tutto a posto.

Ieri scopro l’ultima novità: sono al telefono, mi chiamano per un tema collegato con la telefonata in corso. Rispondo alla seconda chiamata mettendo in attesa la prima, quindi faccio una cosa che faccio da almeno dieci anni, che riuscivo a fare anche con un operatore a cui davo 4 (Q-U-A-T-T-R-O) euro al mese, ovvero premo il pulsante “unisci chiamate”.

Niente, non succede niente, continuo a parlare con il secondo interlocutore. Riprovo. Niente.

A quel punto riaggancio la seconda chiamata e non riesco a fare quello che avrei voluto, cioè mettere in comunicazione due persone a cui dovevo dire la stessa cosa, un dettaglio importante su una produzione di un evento.

Chiamo subito il 190, memore dei problemi che ho avuto con l’avviso di chiamata: la risposta è di quelle da restare senza parole.

Certo, signore, è normale. I piani illimitati non prevedono la conferenza tra le chiamate. Sa… Ci potrebbero essere abusi…

Ah. Io vi pago la cifra più alta che oggi sia disponibile sul mercato della telefonia, ma voi supponete che io possa abusare di un servizio e quindi me ne private. In pratica, la supposizione, è che il cliente sia disonesto.

Ma che mondo è?!?

Scusi, c’è un’opzione a pagamento per attivare il servizio?

Non so se è chiaro, è un servizio così importante che sono disposto a pagarlo, aumentando ulteriormente la spesa mensile.

Ma la risposta è laconica.

No. Non è possibile.

Cosa c’è di Exclusive nel servizio erogato? Non trovo niente di Top in quello che sento.

Certo, la soluzione di molti di voi sarebbe “cambia operatore che fai prima”. Ma risolverebbe davvero il problema?

Ho bisogno di molti dati con una rete veloce per fare il mio lavoro al meglio, perché uso una app per i collegamenti in diretta (LUCI, per la cronaca) che cambia la performance e la qualità a seconda della latenza di rete, ecco perché Vodafone è la rete più adatta a me, in più mi servono molti dati e TIM non ha proposte (sensate) con molti giga disponibili.

Ecco perché, molto probabilmente, mi toccherà rimanere prigioniero di Vodafone, ma la presunzione che il cliente sia disonesto è inaccettabile per uno che disonesto non è.  Se ci pensate bene, è un insulto bello e buono. Pagato profumatamente.

Non c’è niente da fare, il mondo va a rovescio, con o senza Patrick Dempsey.


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