Uno strano principio di libertà
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Uno strano principio di libertà

Le prossime righe sono altamente a rischio di far incazzare molte persone, per cui lasciate perdere la lettura se non avete una predisposizione al confronto. Non vi nascondo che per me il Papa è un simpatico vecchietto vestito di bianco, che all’occorrenza fa il Capo di Stato. Per me tra lui, la regina di Inghilterra e il Dalai Lama non ci sono grandi differenze: sono i capi di grandi organizzazioni.

Trovo però veramente vergognoso e meritevole di pochissimo rispetto l’atteggiamento di quella sottospecie di intellighentia che oggi popola (spesso a vanvera) il mondo dei social networks e che oggi ha presentato decine, se non centinaia di post e tweet in cui si prendevano per il culo i papa-boys e le altre persone convenute a Milano per incontrare il Santo Padre.

Chi vi dà il diritto di calpestare così il credo di altre persone? E’ questa la forma di libertà che andate sbandierando e di cui cercate (senza che nessuno vi abbia investito del ruolo) di fare i paladini?!? Non mi è chiaro: la libertà è solo la vostra e non quella degli altri di credere? Se quella che ho letto fosse la forma più evoluta di pensiero, siamo messi malino. Libertà è una parola grossa, spesso usata con interpretazioni bizzarre: libero chi non crede di andare al mare, libero chi crede di farsi un mazzo pazzesco per vedere il papa, nessuno è libero di mancare di rispetto ad una delle due squadre.

secondo me i papaboys hanno il diritto di fare quello che a loro pare, fino a che non invadono le libertà altrui. chi dà ad altre persone il diritto di interferire o di esprimere con superiorità (che è più arroganza) giudizi di scherno per ciò che fanno?

Io a vedere il Papa non ci andrei, ma neppure in una moschea, eppure ho rispetto di chi si inginocchia davanti alla croce, così come di coloro che si levano le scarpe per pregare il loro dio. Ne ho un po’ meno per chi in nome di un dio qualunque fa guerre, limita le libertà e imbraccia le armi, ma questo è altro argomento. L’abbiamo fatto noi occidentali nei secoli passati, oggi tentano di farlo alcuni musulmani, domani chi lo sa, ci proverà qualcun altro.

Però provo una profonda pena, ma anche un po’ di fastidio, per quei presunti simpaticoni per cui chi crede è un po’ sfigato. forse, sotto sotto, è un po’ di invidia per chi in questo deserto delle sensazioni e dei sentimenti ha ancora la forza di credere in qualcosa.

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