Torno sui dati di ascolto

Mister Gadget Team10 Aprile 2011

Torno per un attimo sul tema dei dati pubblicati questa settimana da italiaoggi e che riguardano gli ipotetici dati di ascolto rilevati attraverso il meter, ovvero un sistema passivo che memorizza tutto quello che gli utenti ascoltano durante una giornata.

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Mille polemiche sono uscite questa settimana dopo la “fuga” dei dati ritenuti segreti, soprattutto per l’impossibilità di comparare i dati di audiradio e quelli di eurisko. Ovviamente, chi esce meglio in questa indagine sostiene sia più attendibile, chi esce peggio la bolla come poco valida.

Saltiamo questo passaggio, andiamo direttamente ad uno step successivo: facciamo finta che questi dati siano perfetti e assolutamente veritieri.

Chi li propone come validi oggi ha una responsabilità in più: i primi a pubblicare i dati di ascolto rilevati da eurisko music monitor sono stati gli amici di R101, che l’indagine segnala a 3.000.000 circa di ascoltatori. Prendiamo quei dati per buoni, secondo me sono molto più che plausibili; adesso che la crescita è certificata, è venuto il momento di vendere quella radio ad un prezzo di mercato decente, perché è abbastanza frustrante sapere che spesso radio number one si trova a competere sul prezzo con entità di quelle dimensioni.

Traduco: ci sono radio nazionali che svendono gli spazi ad un prezzo pari o a volte inferiore a quello delle locali. Forse è il caso di concentrarsi più su questi temi che non su quello di chi ha ragione nel fare l’indagine. Oltre a guardare la fetta globale del mercato pubblicitario della radio (500 mln circa all’anno), dovremmo concentrarci anche sul prezzo medio degli spot, che spesso è deprimente ed è spinto verso il basso dalla propensione a svendere la pubblicità da parte dei soggetti che vendono più mezzi contemporaneamente. Rivendicare il riconoscimento della propria reale forza è corretto, valorizzarla adeguatamente sul mercato è obbligatorio!

Ok, fine del Pipponcino pre vacanziero.