The edge di Amsterdam: un palazzo che è un gigantesco gadget

Mister Gadget Team28 Settembre 2015

Ho una passione sfrenata per il domani, per quello che la tecnologia può portare nella nostra vita e The Edge, il palazzo che ospita la società di consulenza Deloitte ad Amsterdam è un esempio meraviglioso di come la nostra esperienza possa cambiare sfruttando il potenziale dato dalle novità high tech.

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The edge è infatti gestito secondo principi rivoluzionari, mettendo in campo desk sharing, smart working e una serie di altre fantastiche espressioni in inglese che esprimono un modo nuovo di pensare agli spazi e al lavoro che noi forse vedremo tra un paio di millenni.

Cominciamo con il sottolineare che dentro “the edge” nessuno ha un posto di lavoro fisso, ma la propria “allocazione” nel palazzo cambia di giorno in giorno a seconda delle proprie attività lavorative e degli impegni in agenda.

Quando si arriva al palazzo, la app che governa gli spazi consulta l’agenda personale e assegna uno spazio diverso, che sia una scrivania, una sala riunione, uno spazio per il lavoro collettivo oppure una cosiddetta “stanza della concentrazione”. Questo tipo di organizzazione viene chiamata Hot desking.

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Ognuno di coloro che sono autorizzati ad accedere al palazzo ha anche un posto auto: le telecamere di sicurezza scansionano la targa al momento dell’arrivo, se è nella lista delle autorizzate apre il cancello e assegna un posto libero.

Quando si raggiunge il proprio posto di lavoro, qualunque esso sia, livello della luce, condizionamento e volume delle suonerie dei telefoni vengono impostate secondo le proprie preferenze.

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Ogni posto di lavoro ha una finestra vicina di dimensione elevata, è disegnato per avere la sensazione di lavorare all’aria aperta, anche se in realtà gli spazi sono molto silenziosi, perché un grande lavoro è stato fatto per l’isolamento acustico rispetto all’esterno.

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All’ora di pausa, la app segnala la disponibilità di posti nei vari bar del palazzo, con informazioni sui menù disponibili nelle varie zone.

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Se ci si ferma la sera oltre l’orario di lavoro, le aree sono sorvegliate da guardie robotizzate che presidiano i corridoi e sono in grado di effettuare il riconoscimento dei presenti, anche se non è chiaro se utilizzano informazioni ricevute dai badge via NFC o con scansione facciale.

Per qualcuno, legato alla scrivania con la foto dei cani, dei figli e pure dell’amante potrebbe sembrare alienante, io trovo che questo modo di concepire gli spazi di lavoro, abbinati alla rotazione dei posti e quindi alla possibilità di lavorare da casa, sia semplicemente fantastica.

E con queste immagini negli occhi, torno nel mio palazzo anni 70… 😀