Scott Allen è il mio guru: si è costruito un iPhone da solo con i pezzi cinesi

Luca Viscardi13 Aprile 2017
Scott Allen è il mio guru: si è costruito un iPhone da solo con i pezzi cinesi

Ho una venerazione per l’originalità, che per me è quasi una religione, ecco perché ho eletto a mio guru del giorno Scotty Allen, uno sviluppatore che si è costruito l’iPhone da solo comprando i pezzi di cui è composto in Cina.

La storia è abbastanza curiosa: Scotty Allen è un ingegnere che ha lavorato per anni in Silicon Valley ma oggi sta spendendo il suo tempo girando per il mondo, “facendo cose”.

In questo momento è in Cina nella zona di Shentzen, dove ha comprato i pezzi con cui viene costruito un iPhone sul mercato di Huaqiangbei, dove vengono venduti i componenti di qualunque apparato elettronico  in circolazione.

Ovviamente, tutta l’avventura è stata seguita con racconti su social e blog, ma anche con un video molto completo in cui spiega tutto il processo.

La decisione di costruire un iPhone da solo è arrivata come una sfida, durante una giornata di svago con barbecue poco dopo il suo arrivo in Cina: una delle persone con cui stava gozzovigliando ha buttato lì una frase del tipo: “mi piacerebbe sapere se per te sarebbe mai possibile costruire un telefono tutto da solo”.

CI ha pensato un secondo e ha immediatamente raccolto la sfida, decidendo però di costruire un iPhone 6 e non un 7, perché aveva già posseduto quel modello e quindi sarebbe stato più facile fare un confronto in corso d’opera.

Per costruire il telefono ha messo insieme quattro elementi base: schermo, guscio, batteria e componentistica elettronica, per una cifra che si aggira intorno ai 300 dollari. Il telefono si compra a 549 euro, quindi con una marginalità sui pezzi molto buona, ma bisogna poi aggiungere sviluppo, marketing etc etc.

In realtà, Scotty ha speso molto di più di quella cifra, ma solo perché ha dovuto comprare diversi strumenti e poi anche alcuni componenti che in realtà non gli sono serviti.

Non tutto è andato per il verso giusto, perché non è riuscito ad esempio ad assemblare mother board con touchID, per cui ha dovuto comprare una “parte logica” completa, ma il dettaglio che mi ha colpito di più riguarda la batteria: è costata solo 5 dollari.

Per l’involucro ha scelto un oro rosa, ma Scotty non sapeva dire se fosse usato o meno; sul mercato ha trovato comunque di tutto su quel fronte, con tantissimi prodotti non originali contraffatti a costi risibili.

Proprio andando alla ricerca dei pezzi ha scoperto il mondo dei prodotti rigenerati, telefoni che potrebbero essere pronti per la spazzatura e invece affrontano una seconda vita dopo un po’ di maquillage.

Il risultato finale è entusiasmante, ma per 1.000 dollari forse faceva prima a comprarsene uno nuovo… ???


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