Perché la tassa imposta da Siae è vergognosa (aggiornato)

Mister Gadget Team4 Febbraio 2014

Mister gadget ha un credo assoluto: la politica deve rimanere fuori dalle sue pagine. Ma ci sono dei casi in cui è necessario incrociare alcuni fatti, di derivazione politica, con l’uso della tecnologia.

Siamo davanti ad uno di quei casi, quello della tassa che sarà imposta a smartphone, tablet, computer e registratori digitali in genere, che porterà ad un aumento considerevole di quanto già si paga oggi, ovvero circa € 0,90 per prodotto.

Dopo quella che viene orrendamente chiamata “rideterminazione”, si passerà a pagare circa cinque euro per ogni smartphone, ma la cifra salirà a € 40 per i registratori digitali.

Da notare che la tassa è stata praticamente imposta da Siae: questa è una pratica abbastanza curiosa. Una società che incassa del denaro, che viene poi assegnato a privati,  stabilisce anche le regole per cui questo avviene. In pratica, è come se domani fossero i lavoratori a stabilire qual è lo stipendio che un’azienda deve loro.

Oppure, per fare un altro esempio, è come se una sola delle squadre di un campionato decidesse quali regole valgono, al solo fine di vincere tutte le partite. O ancora: è come se una delle aziende attualmente in crisi per la congiuntura internazionale imponesse al governo una legge per cui tutti noi paghiamo per il fatturato in calo. Ah.. no… questo avviene già! 🙂

Ma torniamo alla tassa Siae: questa nuova tassa imposta per compensare la copia privata dei materiali che noi acquistiamo on-line. C’è solo un piccolo problema: nella stragrande maggioranza dei casi noi non copiamo più niente, dato che usufruiamo di servizi che sono erogati in streaming, quindi senza una copia fisica dei files.

In pratica, paghiamo una tassa per qualche cosa che in realtà non facciamo. Non è la prima, non è l’ultima, ma rimane comunque una pratica becera.

Bisogna sottolineare che in decine di paesi del mondo questa tassa non esiste. Ma in Italia siamo bravissimi ad erogare servizi orrendi e a tassare anche l’aria che respiriamo.

C’è anche un piccolo particolare: SIAE non ha fatto sapere a nessuno come ripartirà il denaro (200 milioni l’anno) che verrebbe raccolto con l’iniqua e ingiustificata tassa.

La decisione finale è del ministro Massimo Bray, fategli sapere via twitter @massimobray cosa ne pensate. #stopsiae

AGGIORNAMENTO: il Governo (sì, proprio lui!) ha risposto agli interrogativi di ieri con questa nota:

[quote]Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo precisa che, rispetto alle notizie uscite a mezzo stampa su una nuova “tassa sui telefonini nei prossimi giorni”, non è prevista nessuna tassa su smartphone e tablet e le ipotetiche tariffe pubblicate in merito agli aumenti di costo sono infondate.

La norma a cui si fa riferimento è quella relativa all’equo compenso per i produttori di contenuti, regolata attraverso decreto ministeriale, in attuazione di una norma vincolante europea che impone rinnovi triennali.

Il precedente decreto del 2009 è già scaduto e il Ministro Massimo Bray sta lavorando a una soluzione condivisa, nel rispetto e nella difesa del valore del diritto d’autore, ascoltando tutte le categorie interessate per raggiungere una decisione equilibrata nell’interesse degli autori, dei produttori di smartphone e tablet e, soprattutto, dei cittadini fruitori degli stessi.

Fonte: Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo[/quote]

Segnatevi queste parole. Nascondono alcune frasi in buracratese che mi dicono che non è finita qui.