Oggi internaut day: 25 anni di internet

Mister Gadget Team23 Agosto 2016

Oggi internaut day: 25 anni di internet, ma sembrava ieri quando abbiamo cominciato a muovere i primi passi nel web.

Facendo i calcoli, è facile comprendere che la fatidica data da cui tutto ebbe inizio è fissata nel 23 agosto del 1991: è il giorno in cui sir Timothy John Berners-Lee aprì e mise on line il primo sito internet della storia.

Chissà se in quel momento era cosciente del fatto che avrebbe cambiato il mondo, non sempre in meglio, con uno strumento che ha rivoluzionato la nostra vita: chissà se era in grado di immaginare anche YouPorn, Tinder e tutto ciò che a loro assomiglia.

Avrà già immaginato anche Facebook e lo sviluppo social? Io sono molto giovane e quindi non ho un’esperienza diretta di quei giorni… 😀 No, eh?!?

In realtà ho un dettaglio molto chiaro nella mia offuscata memoria: ricordo perfettamente chi mi ha mostrato la prima volta come funzionasse un collegamento ad internet, ovvero Stefano Gallarini, voce di Radio MonteCarlo, che negli studi di RTL mi ha mostrato il primo modem e spiegato come fosse possibile andare on line.

Se la mia memoria non è completamente sbiadita, ricordo anche che il pioniere da noi era un signore sardo, Nicky Grauso, con la sua VideoOnLine, che dopo un po’ fu acquistata da Telecom e il resto è storia.

Un quarto di secolo con internet, anche se l’uso massiccio della rete si può datare intorno da noi intorno al 2000: è un traguardo importante utile per fare qualche riflessione su quale potenziale abbia una vita connessa e come venga in realtà utilizzato tutto quel potere.

Quello che trovo curioso è come alcuni si ostinino a pensare che il web sia diverso dalla vita reale: io trovo invece che ne sia lo specchio fedele, con le stesse dinamiche, gli stessi pregi e altrettanti difetti.

Tanta bellezza e tanto pattume: l’abilità nell’usarla sta nell’evitare i tranelli. Ciò che mi aspetto per il domani è una maggior capacità di regolarne gli aspetti più cupi, con tempi di reazione alle novità molto più stretti, proprio per tutelare coloro che sono più esposti ai rischi, di quale tipo siano.

La differenza tra paesi avanzati e organizzazioni arretrata tra poco starà tutta lì.


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