Ma le altre radio dove sono?

Mister Gadget Team15 Settembre 2011

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In questi giorni sto toccando con mano una realtà pazzesca, sono in una località dove passeggiare per la strada è come avere una specie di autoradio a cielo aperto, passi da un bar ad un negozio, dal negozio al ristorante, dal ristorante alla spiaggia e la radio è sempre quella, RTL 102.5.

Non quasi sempre, ma sempre. Se non è la radio è la tv, se non è la tv è la radio, ma è comunque sempre RTL. E le altre radio? Sparite. Mi ricordo quando frequentavo questo posto tanti anni fa, la competizione era aperta, si sentiva molto radio deejay, un po’ 105, quando io sono sbarcato qui RTL e RDS  erano  praticamente assenti, arrivavano proprio in quel periodo.

In dieci anni la prima  ha conquistato un primato che non ha confronti. Fa impressione sopratutto come sia scomparsa radio deejay, praticamente assente qui. Anche il confronto tra televisioni vede deejay soccombere 10 a 1.

C’è una precisazione tecnica da fare: RTL è l’unica emittente con un segnale “locale”, con un trasmettitore posto sopra un palazzo che offre l’unico segnale davvero forte e chiaro.

Ma anche stabilito il vantaggio competitivo di tipo tecnologico, è impressionante notare come non ci sia un vero e proprio campionato tra radio nazionali, come se le altre avessero abdicato allo strapotere RTL.

Possibile che in dieci anni nessuno abbia notato che qui si sente bene solo una radio? E se capita qui, in quante altre zone ci sarà la stessa situazione? Sappiamo benissimo che l’equazione più semplice è che la radio che si sente meglio vince, capita sempre, capita ovunque.

Ma non c’è solo la radio. La tv di RTL è un grandissimo successo: avete mai chiesto a chi la sintonizza perché lo fa? Gli schermi sono stati comprati e installati per il calcio, quando il pallone non c’è, è come avere la radio, le altre tv musicali sono noiose. Possibile che nessuno abbia pensato ad una “contro-programmazione”?!?

Oh, non che per me sia un problema se guardano tutti RTL, per vent’anni l’ho fatta anche io, checché se ne dica, quello di oggi è il risultato di venti anni di duro lavoro, ma mi impressiona in chiave evolutiva un mercato che è totalmente ingessato e non reagisce.

E come si potrebbe rispondere ad uno strapotere così grande? Con un lavoro immane, che passa dal fare meglio quello che oggi è fatto già bene. È evidente che in questo momento non ci sia nessuno in grado di farlo.