L'iPhone e l'iPad e i fatti nostri.
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L’iPhone e l’iPad e i fatti nostri.

Nei giorni scorsi leggevo di una nuova società inglese che si occupa di ripulire internet dai dati sensibili delle persone defunte. in pratica, ci si “abbona” prima della dipartita, per assicurarsi che dopo il nostro estremo saluto non rimangano scorie su internet e che siano chiuse tutte le utenze che sono in nostro possesso su social networks, blogs e dintorni.

Sembra una goliardata, ma questo spunto apre una riflessione su un argomento delicatissimo, che a mio parere stiamo prendendo un po’ sottogamba, ovvero la gestione dei dati sensibili utilizzati con sistemi informatici di vario tipo. Il tema è serissimo e i segnali su questo pericolo sono tutto intorno a noi, ma stiamo forse fingendo di non vederli.

Firmiamo quintali di carta per difendere la nostra privacy. La mia fidanza non può vedere le mie cartelle cliniche per la famigerata legge del 2003, però 18.000.000 di persone (in Italia) caricano decine di dettagli del tutto privati su facebook. cosa ne sarà di quei dati?!?

E quando cerchiamo qualcosa su google la nostra azione è registrata per sempre e la tendenza di google  è quella di farci registrare ai loro servizi, in modo da appiccicare un nome e una faccia alle ricerche on line. Sapere cosa noi cerchiamo è un’arma mostruosa.

Adesso si aggiunge un altro inquietante capitolo: alcuni smanettoni hanno scoperto quasi casualmente che nell’iPhone e nell’iPad ci sono due files che memorizzano tutte le nostre posizioni geografiche in modo “silente”. il telefono memorizza costantemente dove siamo e lo scrive in un file, che appena il telefono viene sincronizzato viene scaricato sul computer e può essere visualizzato senza grossi problemi.

il risultato è grosso modo questo.

questi sono i movimenti di un utente nel sud dell’inghilterra. inquietante. e soprattutto fino a ieri “segreto”, nascosto agli utenti, ignari dell’azione del telefono. non esiste alcun warning che avvisi di questa azione. ci hanno pensato altri smanettoni con un’applicazione (non ufficiale) che protegge da questa funzione.

per chi ha il telefono sbloccato con il jailbreak, su cydia (l’app store parallelo) si trova questo programma che impedisce di registrare la propria posizione. già. ma per chi non ha dimestichezza con il sistema?!?

la notizia non è di poco conto. non criminalizzerei apple, perchè sarebbe un eccesso tipico dei nostri tempi, però una riflessione si impone sulla difesa della nostra privacy e sugli strumenti che abbiamo per metterla in pratica.

le spiegazioni date su questo fatto sono poco convincenti. tutto sommato noi guardiamo il grande fratello alla tv, ma un grande fratello che guarda noi c’è davvero anche nella realtà. cosa se ne fa di quello che vede, per ora non lo sappiamo, ma mettere qualche paletto sarebbe comunque utile.

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