La protesta contro UBER ha fatto perdere 200.000 clienti

Luca Viscardi3 Febbraio 2017
La protesta contro UBER ha fatto perdere 200.000 clienti

La protesta contro UBER ha fatto perdere 200.000 clienti, una cifra impressionante, che potrebbe abbattere qualunque azienda normale, ma sappiamo che nel mondo globale i numeri sono cosa ben diversa.

Facciamo però un riassunto delle puntate precedenti: il capo di Uber, Travis Kalanick, era fino a poche ore fa uno dei componenti del gruppo di consiglieri di Donald Trump, motivo per cui sono cominciate le proteste nel corso delle ultime settimane.

La decisione di lasciare il gruppo dei consiglieri è arrivata dopo alcune giornate tumultuose ed è stata accompagnata da una dichiarazione ufficiale alla stampa, che vi riporto:

Earlier today I spoke briefly with the president about the immigration executive order and its issues for our community, I also let him know that I would not be able to participate on his economic council. Joining the group was not meant to be an endorsement of the president or his agenda but unfortunately it has been misinterpreted to be exactly that

In pratica, Kalanick prende le distanze dal presidente e dalle sue politiche che hanno scatenato le proteste nel paese, ma la sua adesione al gruppo di esperti economici non era l’unico motivo per cui sono esplose le proteste ed è partita la campagna #deleteUBER che sta montando sul web ormai da diversi giorni.

La sollevazione contro la società infatti ha preso corpo e ha assunto proporzioni enormi quando nei giorni scorsi, durante le proteste negli aeroporti, i drivers di Uber hanno continuato ad effettuare il servizio, in alcuni casi tentando anche di forzare i blocchi dei manifestanti.

A quanto pare questo tipo di appelli funziona ancora, viviamo un periodo in cui sembra siano tutti piuttosto impermeabili alle questioni di principio, scopriamo invece che esiste ancora una sensibilità che può colpire le aziende in modo diretto.

In pochi giorni, dunque, addirittura 200.000 persone hanno cancellato la app di Uber dal proprio smartphone e lo scorso weekend, per la prima volta da quando esiste, LYFT ha superato la rivale nei download su iOS e pare che il numero di corse sia lievitato sensibilmente.

In questo contesto turbolento, pare che la decisione di Kalanick sia arrivata dopo fortissime tensioni interne e una riunione con lo staff che si è risolta con una votazione per alzata di mani sull’opportunità di collaborare con Trump.

Non solo pare che nelle ore successive a questo confronto interno abbia cominciato a circolare una lettera di 25 pagine scritta all’AD, per sottolineare la contrarietà dello staff circa la collaborazione con l’attuale amministrazione.

Lo scontro interno e i 200.000 abbandoni sono sembrati una buona motivazione per dire ciao a Trump…


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