La monotonia: sono l'unico d'accordo con Monti?
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La monotonia: sono l’unico d’accordo con Monti?

Parole. Parole. Parole. Sempre e solo parole. E’ vero, siamo il paese dei santi, dei poeti e dei navigatori. Un paio si sono persi per strada, sono rimasti solo i poeti, scarsi però, che ci riempiono di parole parole parole, per altro belle e inutili!

Possibile che io sia l’unico che non si è scandalizzato per le parole del premier Mario Monti l’altra sera quando ha detto che il posto fisso, tra le altre cose è monotono?!? E giù con i commenti (poco divertenti) “è monotono per chi ce l’ha”, “sarà monotono ma io me lo terrei tutta la vita” e via così.

Ma era così difficile capire il senso?!? O forse qualcuno mi/ci vuole convincere che fare alcuni lavori noiosi ed usuranti è la vera aspirazione che c’è dentro chi li fa?!? Qualcuno mi/ci vuole convincere che certi lavori alienanti sono quello che uno vuole veramente fare per tutta la vita solo per la sicurezza di poterlo fare?!?

Non è ora di dire basta a chi offende la nostra intelligenza con il miraggio del lavoro statale o di quello in banca da 20 a 65 anni?!? Il posto fisso è mortalmente monotono, è noiosissimo e se necessario ci si può anche piegare (per la cronaca, io non ce l’ho, sono dirigente e posso essere licenziato dall’oggi al domani, anche senza giusta causa, basta che l’azienda consideri decaduto il rapporto di fiducia, necessario per “dirigere” la baracca); ma noi dovremmo diffondere una cultura di impresa, in cui noi siamo imprenditori di noi stessi, in cui il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di allargare gli orizzonti e, all’occorrenza, cambiare. Dovremmo diventare un popolo dinamico, capace, all’occorrenza, di fare anche lavori non bellissimi, ma che sono comunque opportunità.

Non capisco: ma non capisco davvero, non è solo un modo di dire, perché diffondiamo la cultura del “posto fisso” quando dovremmo diffondere quella dinamismo. Perché il problema è un altro: non che tu possa avere un posto fisso che nessuno ti darà più, ma come funziona il sistema quando non ce l’hai. il vero problema è che se vai in banca con un contratto a tempo determinato non ti fanno un mutuo, allora, forse è meglio capire come risolvere quello di problema, piuttosto che diffondere una cultura antidiluviana del lavoro per tutta la vita. Non si tratta di avere la certezza del posto, ma di vivere in una società in cui (se non ce l’hai quella certezza) sei un lavoratore normale che gode di servizi, finanziamenti, sostegno, come coloro (sempre meno) che invece hanno quel maledetto contrattino a tempo indeterminato.

Ho oggi un dubbio enorme: il lavoro è un diritto o una conquista di merito? Lo chiedo senza una risposta in testa. Perché se fosse un diritto dovremmo averlo tutti, ma come è possibile garantirlo se quando fai i concorsi per operatori ecologici (leggesi spazzini) non si presenta più nemmeno un italiano. E come fa ad essere un diritto se non c’è più un lavapiatti di casa nostra?!?

Non riesci a competere con gli stranieri che si svendono. ho amici imprenditori che mi dicono che in alcuni casi gli italiani nemmeno si presentano. Forse è monotono davvero il posto fisso, se in molti casi nemmeno proviamo a cercarlo. Nel mio caso, ho visto una persona (con contratto a tempo INDETERMINATO) licenziarsi perché era noioso fare 20 minuti di autobus all’andata e venti al ritorno ogni giorno. Dopo un po’ di lavoretti a tempo determinato come commessa, è disoccupata. Ha chiesto di tornare. Ma il suo posto l’aveva preso un’altra, che l’autobus lo prende volentieri. E ho pure risparmiato sullo stipendio; sai, c’è la crisi, oggi le paghe sono più “striminzite”.

I veri problemi sono altri, non certo il posto fisso: la legalità è la questione principale. Perché non si colpisce duramente chi al sud assume le persone e poi si fa ridare un pezzo dello stipendio in nero ogni mese?!? Quando lavoravo a RTL e viaggiamo molto al sud, me lo sono sentito raccontare decine, centinaia di volte. ufficialmente prendi 1200, 1300 euro al mese, ma poi devi riportare indietro al tuo “padrone” 300, 400, 500 euro ogni mese. Così tu hai 800 euro di stipendio e lui accumula nero.

Possibile che lo sappia chiunque e non si faccia mai niente?!?

Parole. Parole. Parole. Soprattutto quelle dei sindacalisti e degli immobilisti del paese che ci portano nel baratro. Difendere il posto fisso: ma come fai a difendere quello che non hai?!? Lotta al precariato: una frase vuota, anzi, al contrario, piena di pura demagogia. Ci sono paesi dove si vive (e alla grande) senza la garanzia di un lavoro per sempre (USA e UK su tutte) dove però lo stato ha un sistema che funziona, che supplisce alle difficoltà, ma dove c’è anche un popolo meno incline a rubare.

(per favore si astengano i soliti noti con la solita palla pazzesca degli ospedali americani dove ti lasciano morire, perché con i soldi che mi vengono trattenuti per il Sistema Sanitario Nazionale io avrei un’assicurazione da re in USA)

Vogliamo raccontare di quante persone in cassa integrazione non si cercano un altro lavoro vero e poi ne fanno un altro in nero, truffando lo stato, ovvero tutti noi?!? perché per chi non lo sapesse, la cassa integrazione la paga l’inps, ente di previdenza, con i soldi che servirebbero alle nostre pensioni. Chi resta in cassa integrazione e lavora in nero, ci sottrae soldi perché la cassa integrazione non è “finanziata” ma soprattutto lavorando in nero non versa i contributi che servono a mantenere quella cassa integrazione.

Ma no, perché affrontare questo tipo di temi?!? meglio dare addosso a Monti con qualche battuta che per altro non fa ridere, solo perché una volta tanto c’è qualcuno che dice la verità. La camusso cerca di fare la battutista e finisce per fare l’attrice tragica. Bersani ha ricominciato con le battute che sono peggio di quelle della Camusso e il centro destra non sa bene da che parte stare.

Parole. Parole. Parole. E intanto gli indiani, gli spagnoli, i cinesi ci fanno un culo così.

Fine del pippone.

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