John Chen e la strana guerra ad iMessage

Mister Gadget Team22 Gennaio 2015

Stavo leggendo questa mattina le parole di John Chen, amministratore di Blackberry, pubblicate sul blog ufficiale della società.

In sintesi, egli (eh, che formula?!?) sostiene che Apple e Netflix dovrebbero essere costrette dal governo a portare i propri servizi su piattaforma blackberry.

L’argomento è più vasto e parte dal tema della “net neutrality” di cui si discute da molto, tema complesso perché se si affronti qui e adesso.

Secondo John Chen, come Blackberry ha portato BBM a tutte le altre piattaforme, così Apple dovrebbe fare con iMessage e Netflix con i suoi servizi.

Una tesi un po’ bizzarra, perché quando il Ceo di BB dice che tutti gli utenti dovrebbero essere connessi con uguali possibilità si dimentica che tutti gli apparati hanno un servizio che si chiama SMS che possono assolvere a quel servizio.

Un elemento come iMessage è un plus (che si aggiunge agli sms) che Apple offre ai propri competitors, come Samsung propone ChatOn. Perché mai un’azienda dovrebbe essere costretta a condividere i propri “selling points”?

E poi in questi casi la net neutrality si incrocia con la libertà di impresa: perché Netflix dovrebbe essere costretta a fare scelte strategiche diverse da quelle che la  sua libertà imprenditoriale (tipica del mondo americano) consiglierebbe?

La verità è che Blackberry ha aperto BBM nella speranza che vivacizzasse l’interesse verso la propria piattaforma, ma in realtà si è trovata comunque tagliata fuori per il disinteresse degli sviluppatori verso una piattaforma che oggi ha meno dell’1% del mercato.

In un questo contesto, è emerso il valore della qualità e della quantità delle applicazioni di cui ogni sistema operativo dispone e in questo tipo di competizione Blackberry ne esce con le ossa rotte, risultando per niente attraente nel mercato consumer.

Vorrebbe controvertire questa cosa appellandosi alla net neutrality, che non c’è niente. Forse comincia ad affiorare un po’ di preoccupazione…  Ma non credo possa essere qualche obbligo di legge a cambiare la percezione del grande pubblico verso il brand canadese.


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