In Sud Corea il 5G andrà 1.000 volte più veloce del 4G

Mister Gadget Team27 Gennaio 2014

Ve lo dico, questo è il tipo di notizia che a me fa venire la depressione. Dalla Corea (quella del sud, ovviamente) rimbalza la notizia di un nuovo protocollo di trasmissione wireless che per praticità è stato chiamato 5G, in quanto successore del 4G.

Il governo coreano ha annunciato di aver allocato 1.5 miliardi di dollari per lo sviluppo della rete che andrà 1.000 volte più veloce di quella attuale. La nuova infrastruttura permetterà di scaricare un film intero nel tempo di 1 secondo.

Il piano è quello di avviare le trasmissioni test nel 2017, per poi rendere il servizio disponibile entro il 2020. Secondo i calcoli del governo coreano, la nuova rete porterà ad un business complessivo di 310 miliardi di dollari tra il 2020 e  il 2026.

Anche Samsung sta sviluppando una rete ultra velocità ed ha già cominciato i test raggiungendo la velocità di 1.056 gigabite al secondo alla distanza di due km. Il gigante della tecnologia ha un termine di sviluppo simile, ovvero il 2020 per lancio commerciale.

Non so voi, ma io mi deprimo pensando allo stato delle reti italiane. Ieri ero in montagna, dove la copertura era ballerina e la velocità massima raggiunta in download era si è no di 3 o 4 mb, quella in upload dimentichiamola. Il 4G ha una copertura significativa solo con tim e vodafone, ma se la qualità del servizio sarà pari a quella del 3G, siamo a posto.

Abbiamo la rete 3G tra le peggiori in Europa e purtroppo con il prossimo standard non ci sono le premesse per un cambio di marcia, dato che dai test fatti personalmente la velocità a Milano è sensibilmente più bassa di quella che Swisscom offre a Lugano.

Senza contare il fatto che con Swisscom (per fare un esempio) il 4G è già presente un po’ ovunque, mentre (ad esempio) con H3G si contano le città sulla punta delle dita e anche dove c’è il segnale (Milano, per citare un caso) la copertura è tutt’altro che affidabile.

Insomma, ci tocca ancora una volta metterci alla finestra e guardare il futuro che ci fa ciao.