Il terremoto nell'era di twitter
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Il terremoto nell’era di twitter

4.05. Notte fonda. Nel silenzio della città vengo svegliato da una specie di boato, un rumore strano che avverto intorno a me. In realtà è un tremore che conosco bene, quello del terremoto.

Deve essere molto forte perché ho percepito la vibrazione del letto e poi quella degli armadi che non hanno porte a libro, solo ante scorrevoli ma hanno risposto alle sollecitazioni che dovevano essere fortissime. Quando capita non so mai cosa si dovrebbe fare veramente. O meglio lo so dal punto di vista strettamente teorico, ma poi non riesci mai a fare il “deployment”, l’applicazione di tutto quello che hai imparato da piccolo con i soliti corsi delle scuole.

A dire il vero, il primo pensiero corre ad Andrea: vado a prenderlo e lo porto al sicuro? Ma poi, se lo sveglio per niente? Nel frattempo le vibrazioni sono finite. In un’epoca passata ci saremmo aggrappati a qualche canale tv, forse ad un giro di sms per avere qualche informazione.

Questa mattina è stato automatico accendere il tablet sul comodino e guardare twitter. c’è un post di red ronnie, lui è vicinissimo all’epicentro (lo scopriamo dopo). Su facebook uno di samuele bersani da bologna: facile con il suo seguito di utenti fare la mappa. è stato fortissimo a bologna, ferrara, modena, sentito a brescia, a milano, anche in toscana. c’è chi addirittura l’ha sentito a bormio. cacchio, per arrivare fino a là, deve essere stato davvero potente.

Accendo la tv, niente. Su internet, solo Brindisi, con i primi segnali di furiosa retromarcia dopo la tiritera contro la mafia durata tutta la giornata.

Su twitter già sappiamo l’epicentro che appare da un sito americano, su internet c’è il sorriso di drogba per la champions. Passano quasi trentacinque, quaranta minuti prima che su corriere.it appaia un flash: forte scossa di terremoto al nord. Punto. Probabilmente la persona al desk si era addormentata, con le ristrettezze economiche del momento non saprà nemmeno chi chiamare per avere più notizie.

Bastava guardare twitter. Rimbalzano le notizie delle continue scosse di assestamento, sempre lievi. Giungono prime notizie di crolli, qualcuno dice che in alcune zone vicino a Ferrara sono tutti per strada, sono caduti dei cascinali. Dopo circa tre quarti d’oro si spegne il ritmo delle notizie, c’è solo red ronnie che fa un lavoro davvero pazzesco di “hub” delle informazioni. C’è la mannoia che ci aggiorna da Bologna, la D’Urso che scrive le solite cazzate, Antonacci ha avvertito anche a Padova, Cremonini ci fa sapere che a Verona è stato fortissimo. Anche Valerio Staffelli gira un sacco di informazioni utili e complete. C’è un modo nuovo di avere informazioni, procurarsele da soli.

Quando decido di mollare e di spegnere, mi giro e rigiro nel letto. Proprio mentre sto per addormentarmi, un’altra scossa, forte quasi quanto la prima ma meno intensa, dura molto poco. Riparte il tam tam di twitter: epicentro più o meno lo stesso, in piemonte non hanno sentito, forse vale la teoria che i fiumi servono per contenere l’onda sismica o quando meno per attutirla, per arrivare là ci sono Po e Ticino da attraversare, forse la vibrazione malefica non ce l’ha fatta.

c’è una cosa che fa impressione: red ronnie ad un passo dall’epicentro segnala la scossa e si vede l’onda che si muove verso ovest, che si propaga nel nord italia a distanza di pochi secondi. uno tsunami di energia che investe le nostre case e le serenità dei nostri sogni.

Sul resto del carlino un flash con la notizia del terremoto. su repubblica.it niente. sul corriere sempre e solo un flash. ma noi di twitter sappiamo già di un crollo, di possibili morti. Spunta anche un articolo con una notizia sull’allineamento solare che secondo i maya (sempre loro) avrebbe portato a sismi e comunque catastrofi naturali. Se ci hanno preso per il 20 maggio, chissa il 21 dicembre cosa succede. Tra una credenza e una notizia di scienza, arriva l’alba. I giornali saranno in edicola senza una notizia, che noi conosciamo già.

Si riaccendono le tv per dire tutto sommato banalità (intervista del TgCom24 al parroco di Mirandola, caduta la chiesa: “dove dirà la messa oggi?!?”), ma noi abbiamo avuto la notizia quando ci serviva saperla, non 6 ore dopo.

L’informazione non è più nelle mani di pochi, stanotte abbiamo avuto una ulteriore prova. con tutti i rischi che si corrono quando non c’è la certezza delle fonti, è innegabile che la rivoluzione ormai sia cominciata. dove ci porterà non è dato sapere, dipende solo da noi.

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