Il fenomeno Nice, la smart home che parla italiano

Luca Viscardi22 Novembre 2021
Nice Group

Abbiamo visitato gli headquarters di Nice, un’azienda italiana che è diventata uno dei players più importanti nel campo della smart home e siamo rimasti impressionati dalla realtà che rappresenta oggi e dallo sviluppo che ha pianificato per il suo domani.

Il nome di questo gruppo potrebbe risultarvi nuovo, ma in realtà le sue soluzioni potrebbero essere parte della vostra vita, senza che voi ne siate a conoscenza, semplicemente perché molti dei suoi prodotti svolgono un ruolo discreto, un po’ come quello di chi lavora dietro le quinte in uno spettacolo.

Nice in effetti è ben presente anche nel nostro territorio, dove le sue soluzioni per l’accesso residenziale sono tra le più vendute in assoluto, solo che spesso gli utenti non sanno di usare i suoi prodotti.

Pur avendo una diffusione globale, pur avendo conquistato posizioni di rilievo in molti mercati importanti e pur avendo acquisito realtà di grandi dimensioni in svariati paesi del mondo, fino ad oggi Nice ha sempre mantenuto un profilo molto discreto, puntando sulla qualità e sul design dei suoi prodotti.

Headquarters Nice Oderzo
Gli Headquarters di Nice

La storia di Nice

Per capire perché bisogna fare un passo indietro: Nice nasce nel 1993 in provincia di Treviso e la sua prima proposta commerciale è focalizzata sull’automazione degli accessi domestici. 

Lauro Buoro, presidente e fondatore dell’azienda, inizialmente realizza trasmettitori e accessori per l’automazione di cancelli e porte di garage: quando Nice presenta la sua proposta, quel mercato è già maturo e consolidato. L’idea per trovare uno spazio sul mercato è semplice quanto efficace: offrire sistemi più semplici e con design curato, veloci da installare e accessibili per tutta la filiera del mondo delle costruzioni, fino al cliente finale, l’utilizzatore.

Colori telecomandi Nice

La crescita di Nice negli anni è costante, fino alla sua quotazione in borsa nel 2006 e al suo ingresso nel mercato americano nel 2008. Fino a quel momento, curiosamente, il mercato più rilevante è quello francese, che riserva una particolare attenzione alle soluzioni di Nice, che nel frattempo si sono allargate ai prodotti elettrici ed elettromeccanici, alle tende, le tapparelle e le schermature solari.

Nel processo di crescita, acquisisce anche il Gruppo elero e continua ad ampliare la sua diffusione, che raggiunge anche il Sud America. 

Quelli che vi raccontiamo, sono solo alcuni dei capitoli di una storia incredibile, che passa anche dall’acquisto di altri brand, come FIBARO e grandi gruppi, come Nortek Control, grazie a cui raggiunge una posizione di leadership a livello globale neI mondo della smart home, della security e della home & building automation.

Il fenomeno Nice, la smart home che parla italiano

I prodotti di Nice che popolano le nostre case

Vi siete mai soffermati a guardare il marchio del vostro cancello elettrico o dell’automazione per la porta del vostro garage? La probabilità che si tratti di una soluzione del gruppo Nice è elevatissima.

Nice rappresenta infatti un’eccellenza italiana capace di acquisire realtà industriali in mezzo mondo e di lavorare in mercati a tutte le latitudini. 

Nel portfolio dell’azienda ci sono automazioni per le porte da garage, cancelli a battenti, cancelli scorrevoli, barriere stradali, tende da sole, sistemi d’allarme, tapparelle e sistemi di comando.

Oggi Nice sta spostando il suo baricentro verso la smart home, il cui cuore è rappresentato dal nuovo hub intelligente Yubii Home: l’azienda ha scelto di costruire un dispositivo che viene installato e configurato da professionisti, per differenziarsi dal vasto mercato degli hub domestici “fai da te” disponibili all’acquisto.

Fare tecnologia in Italia, in modo sostenibile

La sede di Oderzo rispecchia perfettamente la filosofia dell’azienda, oggi guidata dall’amministratore delegato Roberto Griffa: un complesso produttivo estremamente elegante, caratterizzato dalla cura del design e da uno spazio produttivo in cui l’attenzione nei confronti di chi lavora si percepisce con un colpo d’occhio.

Il fenomeno Nice, la smart home che parla italiano
La sede di Nice a Oderzo

Negli headquarters è collocato il centro di ricerca e sviluppo dei dispositivi, ma anche una linea produttiva all’avanguardia, con un occhio di riguardo al tema della sostenibilità

Il 2021 viene sfruttato per misurare correttamente il carbon footprint dell’azienda e delle sue attività, con l’obiettivo di ridurle drasticamente, in linea con gli obiettivi degli accordi di Parigi. Per riuscire nell’obiettivo è stato costituito un comitato di sostenibilità, che garantisce un adattamento dei processi, fissando tempi e tappe per la loro realizzazione.

Il fenomeno Nice, la smart home che parla italiano
La linea di produzione nella sede di Nice a Oderzo

La smart home B2B-2C

Con un occhio di riguardo per la sostenibilità e con la prospettiva di un lancio globale per il suo nuovo hub domestico Yubii Home, Nice si differenzia da molti dei marchi in circolazione per il suo approccio B2B-2C, perché ha scelto di distribuire, commercializzare e installare le sue soluzioni attraverso una rete di professionisti presenti sul territorio.

Le soluzioni Nice, ed in particolare il nuovo hub per la casa Yubii Home, si acquistano tramite installatori, che ne eseguono la configurazione, assegnando all’utente un prodotto pronto all’uso.

Gli installatori possono utilizzare componenti della stessa Nice, FIBARO o elero, ma anche uno dei molteplici dispositivi compatibili con lo standard Z-Wave, grazie all’uso di software di connessione creati dall’azienda, oppure creati da terzi, ma certificati dagli ingegneri che hanno inventato Yubii Home.

Le applicazioni sono molteplici, ve ne parleremo nella nostra recensione completa di Yubii Home.

Il fenomeno Nice, la smart home che parla italiano
Il centro di produzione Nice

Una crescita che continua

Il processo di sviluppo del marchio Nice pare inarrestabile: è di qualche settimana fa la notizia dell’acquisizione di Nortek Security & Control, che porta con sé molteplici marchi già molto affermati sul mercato nord americano.

La più recente operazione di rafforzamento del gruppo permette di offrire una gamma ancora più completa di soluzioni per tutte le tipologie di mercato, da quello residenziale a quello commerciale e industriale, fino al mondo governativo.

“Con questa acquisizione rafforziamo il nostro impegno nel mercato nordamericano ed espandiamo significativamente la nostra presenza su scala globale. Nice ora conta su un’organizzazione di oltre 3.000 persone su 5 continenti, e si arricchisce di competenze e culture diverse, con 16 centri R&D e stabilimenti produttivi al servizio dei nostri partner e clienti in oltre 100 paesi” ha dichiarato Lauro Buoro, fondatore di Nice.

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Laura Buoro, presidente e fondatore di Nice

In particolare, l’acquisizione di Nortek Control raddoppia la capacità di ricerca e sviluppo, oltre a portare con sé 200 brevetti e ben 12 marchi leader nel segmento della sicurezza, del controllo accessi, dell’intelligenza artificiale, dell’audio video, della salute e della gestione energetica.

E’ proprio l’espansione del portfolio uno dei punti chiave di questa operazione.

“Con un portafoglio prodotti in crescita e risorse aggiuntive a disposizione per lo sviluppo di nuove soluzioni, Nice passa a un livello successivo come unico interlocutore globale nell’offerta del più completo ecosistema di prodotti integrati per la casa e gli edifici, aprendoci a nuove opportunità di business con l’intelligenza artificiale (IA) e digital personal health” è il commento di Roberto Griffa, CEO di Nice.

Siamo rimasti affascinati dalla storia di successo di un’azienda italiana, che dimostra come si possa fare tecnologia anche da noi: un orgoglio che merita di essere conosciuto e preso a modello. Perché i capitoli migliori di questa storia sono ancora da scrivere.


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