Huawei P9: le mie prime impressioni

Luca Viscardi11 Aprile 2016
Huawei P9: le mie prime impressioni

Ho usato per tutto il weekend Huawei P9: le mie prime impressioni sono positive, con qualche piccola riserva che poi vi racconto e che è probabilmente un’idea del tutto personale.

Cerco di andare con ordine: una delle cose più evidente del nuovo Huawei P9 è la maneggevolezza: sottile, compatto, leggerissimo.

Tra i telefoni in circolazione è uno dei quelli con il volume complessivo più ridotto e anche il peso è da primato. Tutta quella potenza in così poco spazio è davvero una combinazione gradevole da usare.

Huawei P9

Huawei P9

Io ho la versione grigio scuro e devo dire che il colore mi piace molto, per il mio gusto personale di gran lunga la migliore: non sappiamo ancora quali dei sei colori arriveranno in Italia, ma se sceglierete di acquistare questo, non ve ne pentirete.

Huawei P9

Il telefono ha un’ottima batteria, ho fatto una giornata intera senza fatica, pur senza spingere molto nell’uso: non ho ancora chiaro fino a quanto performante sia, ma tenendo conto che ero alle prime cariche (ne ho fatte un  paio da giovedì)  per cui con possibilità di crescere nell’autonomia.

Tutti, ma dico proprio tutti, coloro che mi chiedono del nuovo Huawei P9 fanno una sola domanda: ma la doppia fotocamera? Si vede la differenza rispetto agli altri telefoni?

Metto qui sotto una foto scattata sabato sera.

Scatto samsung S7 edge

Scatto samsung S7 edge

Una nota. Entrambi le fotocamere in automatico: Samsung ha scattato senza flash, huawei P9 ha optato per l’uso del flash. Io come sempre, metto tutto in auto e lascio fare, perché è quello che farebbe il 99.9% dei clienti del mondo.

Non ci vuole uno scienziato per capire che l’interpretazione migliore è quella del Galaxy, mentre alla luce del sole, Huawei P9 ha miglior fedeltà dei colori e una miglior definizione delle immagini, senza alcuna distorsione.

Però, a dirla tutta, non si vede una differenza colossale tra il risultato delle foto di Huawei P9 e quelle di Galaxy S7.

Ancora una volta, sottolineo che questo vuol dire che i due prodotti “pareggiano” non che uno sia pessimo. Bisogna sempre pesare le virgole, prima di essere male interpretati.

Del nuovo Huawei P9 mi piace tantissimo la velocità e la reattività, oltre che la precisione del sensore di impronte digitali.

Huawei P9

Huawei P9: il sensore di impronte digitali

Quello che invece apprezzo meno è il surriscaldamento che si verifica quando usate la fotocamera a lungo. Nei giorni scorsi ho scattato molte immagini in pochi minuti usando diverse funzionalità come la panoramica, l’HDR e così via, è evidente il surriscaldamento della parte a destra del sensore di impronte,  dalla parte dove c’è la scritta Leica, ma in una posizione inferiore a quella del sensore.

Niente di grave, ma l’effetto è evidente.

Non c’è dubbio, questo Huawei P9  mi piace, nel complesso è un prodotto molto equilibrato, realizzato in modo completo, con una maturità evidente rispetto ai prodotti precedenti: ricordate quando con il P7 erano bastati due giorni per evidenziare i limiti di batteria e processore?

Con questo oggetto, tutti le funzioni base sono state assemblate con qualità e in linea con i migliori prodotti del mercato. Se però potessi scegliere io cosa migliorare ulteriormente, metterei al primo posto l’interfaccia utente.

Sarei curioso di vedere una versione stock di questo Huawei perché la soluzione EMUI rimane per me un punto di debolezza, anziché un vantaggio.

La leggibilità di alcune scritte è un po’ limitata, la grafica in alcuni punti ha contrasti poco evidenti e colori molto simili che impastano un po’ il tutto, mentre le icone (in generale) non sono per me bellissime. Ma siamo nel campo del gusto, lo ripeto ogni volta che lo scrivo: leggendo 50 recensioni diverse, leggerete probabilmente 50 valutazioni differenti sul tema.

Proseguo nella prova, ma i primi giorni sono stati positivi, pur con qualche pecca che non cambia però la valutazione complessiva più che buona.


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