Ho giocato con il playbook
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Ho giocato con il playbook

Non ho avuto modo di provare nelle scorse settimane un blackberry playbook;  ho mantenuto le debite distanze dalle unità di importazione che sono arrivate nei giorni scorsi, perché il prezzo (800 euro per l’import) era al limite del proibitivo. Ieri sera, dopo l’annuncio della disponibilità in italia, ho fatto un salto da Saturn che è una delle catene che già lo vendono per smanettarci un po’.

Tutto sommato il primo impatto è stato abbastanza “freddino”. L’oggetto è bello, molto, ma la prima cosa che è capitata impugnandolo e togliendolo dallo stato di standby è che si è impallato e ho dovuto riavviare il device. Chi usa blackberry sa che significa aspettare due o tre minuti.

Una volta riavviato, ho provato a spippolarci un po’, ma non è scattato l’amore. L’interfaccia non è proprio intuitiva, al contrario. Probabilmente basterà guardare un tutorial e abituarsi alle gestures pensate dagli sviluppatori, ma diffido dai prodotti che necessitano di libretto delle istruzioni. L’iPad in mano ad un bambino non ha segreti dopo due minuti.

Dopo aver faticato un po’ a comprendere quali fossero i segreti del touch screen, ho riconosciuto alcuni aspetti di webos, la piattaforma fu palm e ora hp, che si trova a bordo del pre e del pixi. Alcuni gesti come lo spostamento verso l’alto delle finestre, ricorda molto da vicino le funzionalità tipiche del sistema operativo webos.

Colpisce la mancanza assoluta di pulsanti. ci sono solo accensione e volume, basta. Diciamo che al momento non sono impazzito e non sono il solo se è vero che ad oggi il playbook ha venduto 500.000 unità negli stati uniti. tutto sommato un buon risultato, ma lontano anni luce da iPad e iPad2.

Sono curioso di fare una prova più approfondita del playbook. chissà, magari scopro cose che non mi sono balzate all’occhio. onestamente, allo stato attuale delle cose, tra playbook e galaxy tab, continuerei a preferire il galaxy tab (quello da 7 pollici).

 

 

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