GoPro e la crisi senza fine

Mister Gadget Team14 Gennaio 2016

Quello della finanza, lo sappiamo è un mondo strano: basta leggere i titoli di oggi per avere una visione un po’ distorta del mondo della tecnologia.

Ieri, infatti, le azioni di GoPro sono scese del 23.34% fino ad un valore di 10.87 dollari, per poi rimbalzare a 11.20 dollari; dopo quel momento, gli scambi sono stati bloccati per i meccanismi automatici di borsa.

Perché tutto questo? Per il fatto che i risultati trimestrali previsti, con un incasso di 346 milioni di dollari e un fatturato complessivo annuo di 1.6 miliardi, sono inferiori a quanto programmato dall’azienda.

Per questo motivo, è stato anticipato che il 7% della forza lavoro sarà licenziato nei prossimi mesi, per un programma di contenimento costi. Sono circa 105 persone su un totale di 1.500.

Diciamo che il crollo di ieri arriva dopo un periodo difficile, perché gli investitori chiedevano di vendere più prodotti e di trovare altre fonti di reddito.

Eppure…  Eppure se ci guardiamo in giro e scoviamo una action cam 8 volte su 10 sarà una Go Pro. Eppure se guardiamo alla distribuzione, non c’è marchio che abbia la stessa diffusione e non c’è prodotto con un numero superiore di accessori.

E dal punto di vista tecnico? La competizione è molto più elevata, Sony ad esempio sta sfornando prodotti stupendi, ma GoPro ha uno standing superiore.

La storia di GoPro è incredibile: è entrata in borsa nel 2014, ad un prezzo di 35 dollari, è volata immediatamente ad 89, ma poi il crollo. Nel corso dell’estate 2015 ha perso metà del suo valore e poi è scesa man mano che arrivavano i dati su Hero 4 Session. Il nuovo prodotto non ha centrato gli obiettivi, ha vissuto una politica di prezzo incomprensibile e si è arenata.

E quindi? Quale domani? Bisognerebbe chiederlo al CEO Nick Woodman, che incassa ogni anno 77 milioni di dollari, ma non ha scalfito il mercato con l’annuncio di una serie di droni.

E se la vendita fosse l’unica strada? Più di un osservatore pensa sia inevitabile. Però credo che la storia sia una lezione interessante: pensare che tutti volessero una action cam è stato un errore, in cui spesso si incappa oggi quando arrivano nuovi prodotti sul mercato.

Attendiamo il prossimo capitolo, ma i colori delle pagine si fanno cupi.