Extra Terrestre, volume 2
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Extra Terrestre, volume 2

Ci sono giorni in cui mi sento a mio agio nel mondo, altri in cui mi rendo conto di essere una specie di extra terrestre, calato sul pianeta per errore o per qualche scherzo del destino.

Questi sono alcuni della seconda specie, di quelli in cui non capisco quello che mi capita intorno, di quelli in cui cerco di comprendere cosa muova alcuni avvenimenti che semplicemente non capisco. Capisco ancora meno la reazione di chi si incazza quando sollevo interrogativi come è accaduto su facebook un paio di giorni fa.

Perché se uno fa una domanda, non è automatico che abbia una risposta, forse la fa proprio per riuscire a formulare un’idea. Il tema è quello del povero Piermario Morosini, giocatore che sappiamo tutti è deceduto in campo sabato contro il Pescara. Da quel maledetto minuto,  ho visto delle cose la cui comprensione mi sfugge completamente.

Ovviamente, sono dispiaciuto per l’accaduto, esattamente quanto lo sono per tutti coloro di cui mi capita di leggere della scomparsa; apro il giornale, leggo che qualcuno è stato travolto sulle strisce pedonali e mi rammarico per quanto è avvenuto. Ma non invocherei di bloccare il traffico per esprimere quel dispiacere.

Leggo che ogni giorno muoiono in media 3 lavoratori sul loro posto di lavoro, eppure vedo che il telegiornale ne parla solo quando non ha proprio niente da dire. Persone, uomini, donne, che per uno stipendio del tutto normale muoiono perché non ci sono condizioni di sicurezza, perché ci sono disattenzioni dovute forse all’abitudine, o forse perché era semplicemente la loro ora, ma nessuno si preoccupa tanto.

Cosa sta succedendo in questi giorni? Cosa muove quello che ho visto e che mi ha profondamente disgustato? La foto di un ragazzo morto, con gli occhi riversi in mezzo ad un campo di calcio sbattuta in prima pagina è un modo per ricordarlo ed onorarlo?

Fermare il campionato e poi litigare per recuperare la partita è una forma di rispetto per una vita persa?!?

Cosa rende diversa la morte di un muratore su un cantiere, di cui non frega una cippa a nessuno, rispetto a quella di un ragazzo che fa un lavoro del tutto privilegiato? (sì, lo so quale era la condizione personale di Piermario, ovviamente per lui c’è tutto il dispiacere del mondo)

Siamo sicuri che Piermario volesse tutto lo sciacallaggio e tutto questo clamore per il suo ultimo saluto?

Il dolore per una perdita va messo sulle bacheche di facebook o va risolto in modo intimo e magari metabolizzato con un impegno perché nel futuro si faccia quanto possibile perché un evento funesto non si ripeta più?

Ieri in Siria ad Homs sono morte 39 persone; 8 persone sono stage giustiziate sommariamente dall’esercito siriano. Non dovremmo forse sollevare clamore per il ripugnante silenzio dell’occidente verso un paese che non ha né gas né petrolio?!? Perché per Piermario nessuno poteva fare niente, una malformazione congenita semplicemente capita, mentre per gli eccidi del darfur o della siria possiamo fare tanto, anche di più.

e invece ci strappiamo le vesti per un singolo giocatore morto, su cui per altro non ci sono responsabilità di alcuno se non del fato (il primo in quanti anni?!?) ed ignoriamo i massacri, di cui nemmeno parliamo. Cosa è?!? Follia globale, distorsione della realtà, convenienza di qualcuno?!?

Non capisco. Ovviamente mi adeguo. Ma continuo a non capire. Qualcuno mi illumini.

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