E niente. Cambio operatore nuovamente, ciao Vodafone

Luca Viscardi16 Giugno 2017
E niente. Cambio operatore nuovamente, ciao Vodafone

Non so se siate particolarmente interessati ai miei movimenti di operatori, ma ogni tanto vi racconto anche qualche vicenda di casa Viscardi solo ed esclusivamente perché cerco conforto e cerca di allontanare il pensiero che forse la neuro è la mia unica soluzione.

Dopo qualche anno con Tre, stanco di passare metà del mio tempo senza connessione, ho pensato di passare a Vodafone convinto di trovare servizi migliori. Una convinzione così radicata da portarmi a triplicare il costo mensile.

Sì, avete letto bene, sono l’unico che passa da un operatore all’altro pagando il triplo: ma l’ho fatto in primo luogo perché comunicare, navigare, essere sempre “On line” è il mio mestiere, la qualità delle connessioni per me è pari alla macchina per un tassista, per fare un esempio banale.

Moltiplicando per tre la spesa ero convinto di trovare un servizio fantascientifico, con una copertura di gran lunga superiore. Sulla copertura non ci sono dubbi, anche se spesso la velocità di navigazione è ben lontana da quella promessa del 4G.

Sui servizi, invece, siamo davvero su un pianeta lontano da quanto mi sarei aspettato da una società che chiede molti soldi e promette un’efficienza che dimostra di non avere. Il primo problema, subito dopo il passaggio, è stato che non potevo usare l’avviso di chiamata.

Quando mi veniva notificata una chiamata in arrivo per me era impossibile mettere una chiamata in attesa per rispondere alla seconda. Chiamte al 190, visite al negozio, niente di niente. Dopo un mese ero ancora impossibilitato ad usare il servizio.

Ad un certo punto mi è stato chiesto di andare in negozio a cambiare la SIM, ma ho dovuto pagare dieci euro per il cambio sim con la promessa che sarebbero state stornate poi dal mio conto telefonico.

Cioè, riepilogo: un servizio dovuto non funzione e mi viene chiesto di pagare per risolverlo. Non benissimo.

Ma lo faccio. Pago e dopo quasi venti giorni viene risolto il problema, che non dipendeva dalla SIM.

A quel punto scopro un altro dettaglio: non c’è la conferenza telefonica. O meglio: è disattivata per coloro che hanno chiamate illimitate, mi dicono dal servizio clienti “per evitare abusi”.

Cioè, riepilogo: ho il contratto più costoso disponibile sul mercato per un privato e non posso usare un servizio perché potrei abusarne. Ovvero, pago la quota più alta di mercato per privati, ma c’è la presunzione che io sia un truffatore. Non benissimo.

E ancora: qualche giorno fa faccio una telefonata molto lunga, durante la quale mi viene chiesto di mandare una mail. Ho l’auricolare, le mani libere e mentre sono al telefono la scrivo. Ma no, non posso mandarla, perché con Vodafone quasi ovunque (non ho capito bene in quali condizioni) la rete non funziona quando si è al telefono.

Cioè, riepilogo: con la rete che dovrebbe essere la più performante in assoluto, non posso fare ciò che con il mio povero bistrattato operatore da pochi euro facevo senza problemi.

Direi che per me è sufficiente, posso anche sopportare la sofferenza del distacco da Patrick Dempsey e andare oltre.

Ho sottoscritto un piano illimitato con 10 giga di navigazione con Tim, che on line ha un prezzo davvero ok. Per la prima volta sottoscrivo un contratto telefonico senza vedere una persona in faccia.

Sono passati due giorni dalla sottoscrizione, la mia SIM è appena arrivata, entro tre giorni dovrei avere la portabilità. La prima cosa che provo è la conference call.

Sappiate che se non dovesse funzionare, leggerete di me sulla cronaca nera… Siete avvisati…


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