Dropbox ha costruito i suoi server e abbandona Amazon

Mister Gadget Team15 Marzo 2016

Quella di ieri verrà ricordata come una data storica per il cloud computing, dopo l’annuncio che Dropbox ha costruito i suoi server e abbandona Amazon per gestire autonomamente lo storage dei dati dei suoi clienti in giro per il mondo.

Fino ad oggi, Dropbox si era affidata a Amazon Web Services per memorizzare tutti i contenuti usati dai suoi utenti, ma a breve ci sarà la migrazione verso i nuovi sistemi.

La prima domanda che viene spontanea è: ma avrà mai spazio a sufficienza per tutti? Pare di sì, perché il nuovo mega server impiantato da Dropbox ha una capacità complessiva di 500 petabyte. Sapete fare la conversione?

Un petabyte sono 1.000 TB, ovvero 1.000.000 di GB. Quindi mettendo insieme questi numeri, la capacità totale di 500 milioni di gb. Questo vuol dire che Dropbox da sola ha una capacità di storage che è poco meno di quella di Amazon e Microsoft insieme.

Secondo i calcoli fatti di recente, i due giganti avrebbero un totale di 600 petabyte, l’arrivo dei nuovi server offre quasi un raddoppio dello spazio cloud a disposizione dell’umanità: secondo gli ingegneri di dropbox la disponibilità è sufficiente per le necessità globali per molti anni a venire.

E’ facile prevedere oggi quanti dati ci serviranno domani? Possibile immaginare oggi quali servizi useremo tra cinque anni e quanto saranno grandi i files? Ho qualche dubbio, ma di sicuro quelli di dropbox sanno cosa fanno e partono comunque da una dotazione quasi doppia del loro fornitore principale di servizi, non mi pare una condizione negativa.

E i clienti? Non si accorgeranno di nulla quando si attiverà la migrazione verso il nuovo data center. Perché la costruzione di un data center fa notizia? Perché le più grandi aziende del mondo evitano quel grattacapo, delegando la responsabilità a giganti come Amazon Web Services e Microsoft Azure.

Sapevate che iMessage di Apple gira completamente su AWS? E che sembra che anche iCloud in realtà sia allocato in casa Amazon?

Dropbox per affrontare questo passo ha creato anche un suo linguaggio di programmazione, Magic Pocket, segno che lo sforzo è importante, ma viene considerato un passo strategico.

Aspettiamo di conoscere le prossime puntate del film.