Dropbox e il black-out di quasi 48 ore. cosa ci insegna?

Mister Gadget Team13 Gennaio 2014

Back up. Questa è  la parola del giorno, dopo ciò che è capitato questo weekend con il grande collasso di dropbox.

Non so se avete notato, ma sui giornali o sulle testate “mainstream” non avete letto nulla: perché? Perché probabilmente nessuno di chi scriveva nel weekend usa il servizio. Pensato a quello che avete letto quando si bloccò blackberry, quanta pubblicità negativa arrivò da quel momento: complice di quella esposizione mediatica devastante fu sicuramente il fatto che gli operatori dell’informazione erano anche clienti blackberry.

Ma torniamo a dropbox: nel weekend c’è stato un blackout, cominciato venerdì notte (ora europea), al momento (lunedì) dropbox fa sapere che solo una piccola percentuale di utenti è affetta da difficoltà che riguardano soprattutto la sincronizzazione di immagini.

Per la precisione, il 5% degli utenti desktop e il 20% di quelli mobili sono ancora interessati al disservizio.

All’inizio si è parlato di un attacco frontale di un gruppo di hackers, eventualità negata e respinta con forza da dropbox. In effetti, il gruppo che aveva rivendicato l’attacco ha poi smentito categoricamente la precedente affermazione. cosa sia successo non è però dato sapere.

Dropbox assicura che i files sono tutti intatti pur non essendo accessibili, ma io torno alla parola del giorno: BACKUP, su una cartella che non abbia alcuna connessione cloud. Antico, lo so, ma non si sa mai.