Così parlò Steve: la presentazione di Lion, iCloud e iOs 5
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Così parlò Steve: la presentazione di Lion, iCloud e iOs 5

C’era grande attesa per il ritorno di Steve Jobs per il Keynote “estivo”, quello che di solito coincide con l’inizio della conferenza degli sviluppatori e in cui vengono di solito presentate gustose novità. Lo scorso anno, in questa stagione, venne presentato l’iPhone 4, che meravigliò il mondo.

In questo caso, invece, nessun hardware, ma solo software e servizi

Il che non significa che la presentazione sia stata meno importante, anzi. Diciamo che forse è stata un po’ “diversa” dal solito ed ha anche dato risposte a chi si chiedeva perché mai apple stesse costruendo un data center capace di immagazzinare tutte le informazioni del nostro pianeta e anche quelle di un paio di pianeti lontani. Diciamo che la capacità di storage e trasmissione di Apple facevano talmente impressione sulla carta che l’interesse generale era proprio rivolto a come l’azienda di Cupertino potesse utilizzare tutta quella potenza.

Oggi leggo che alcuni giornali aprono dedicando addirittura la prima pagina all’annuncio di Apple di ieri dedicato ad iCloud. L’interpretazione mi lascia un po’ perplesso. Il principio di cloud è ormai ben sviluppato e non viene certo inventato da Apple, a volte forse c’è un eccesso di amore da parte di chi scrive, si perde un po’ di lucidità nel giudizio.

Ma prima di dire perché mi prendo un minuto per spiegare cosa sia il principio di cloud ai miei lettori che faticano a spegnere la sveglia la mattina e per cui il computer è quella strana macchina da scrivere con uno schermo appiccicato.

Immaginate di scrivere un documento e di scegliere la cartella in cui salvarlo. e poi immaginate di arrivare a casa e ricordarvi che il documento non è perfetto e desiderate di completarlo. Per i più, la cosa fino a ieri significava salvarlo, metterlo su una chiavetta, portare a casa la chiavetta, passare il file dalla chiavetta al computer di casa e quindi modificarlo. Per riportarlo in ufficio, poi, serviva il percorso inverso. In pratica, bastava cambiare i pantaloni per dimenticare la chiavetta e bloccare tutto il processo.

Con il “clouding”, il file viene salvato come sempre sul computer, ma dopo un attimo viene salvato in automatico su un server che ridistribuisce il documento, in automatico, senza che sia richiesta alcuna azione, su tutti i computer registrati in ambiente apple. come dire che se alle 11 di sera vi viene in mente di sistemare una cosa che avevate fatto la settimana scorsa, non vi dovete preoccupare di niente, perché lo troverete comunque sincronizzato, senza aver fatto nulla.

Allo stesso modo, comprando una canzone sul computer dell’ufficio, non avrete il fastidio di tornare a casa e non poterla ascoltare perché vi siete dimenticati di sincronizzare il vostro iPhone o iPod. La canzone verrà sincronizzata con i server di apple e sarà disponibile ovunque voi vogliate. C’è di più. Se avete delle canzoni di “dubbia provenienza”, iTunes farà comunque una scansione dei brani e li trasporterà sul server “iCloud”. Per 25 dollari all’anno avrete la possibilità di riascoltare la vostra musica su qualunque computer connesso all’iCloud.

E qui sta una delle straordinarie novità del keynote di ieri. Con i 25 euro dell’iCloud per la musica, Steve Jobs ha trovato il modo di “monetizzare” i files piratati, ha trovato una strada per far diventare un business il frutto della pirateria, il che penso non sia proprio un danno alla discografia, perché immagino che buona parte di quei 25 dollari andrà anche alla discografia.

Ma se vogliamo, iCloud non è una rivoluzione, perché già dropbox faceva quello che oggi promette di fare il servizio apple. ma lo fa meglio e lo fa gratis (a parte i soldi per iTunes).

Ieri sono stati presentati Lion (interessanti le novità su alcune delle funzioni, se date un occhio a melablog.it potete trovare una spiegazione approfondita) e iOs 5. Quest’ultimo secondo me ha novità strepitose. non tanto perché originali, ma perché ottimizzate e rese facili.

La barra delle notifiche è IDENTICA a quella di android, ma su iOs si può cancellare una notifica alla volta, differenza fondamentale rispetto al sistema operativo di google dove invece le potete solo cancellare tutte insieme, fastidioso.

l’integrazione di twitter è una figata. e fa capire che tra apple e facebook non c’è amore. E vi dirò che non credo sia perché Zuckerberg non si è inchinato a Steve Jobs, come alcuni scrivono, ma perché quelli di facebook sono pasticcioni. Ho un amico che scrive apps per facebook e mi dice che i casini tecnici sono all’ordine del giorno. Esempio: facebook sta cambiando i sistemi di autorizzazione. Dateline il mese di settembre. Tre settimane fa Facebook ha arbitrariarmente invalidato i sistemi di autorizzazione precedenti senza preavviso e con mesi di anticipo. Non credo che alla Apple siano disposti a giocare così…

la fotocamera è migliorata e ora è stato introdotto un messenger tipo blackberry messenger che funziona tra utenti apple. in pratica sms gratis per tutti quelli che usano iPhone. (fino a che vodafone non pretenderà di guadagnarci e bloccherà il servizio, come avvenuto con skype… 🙂 )

Viene introdotta la possibilità di attivare il telefono senza computer e gli aggiornamenti arriveranno direttamente al telefono senza il bisogno di collegarlo a pc o mac.

potrei citare anche altre nuove features, ma io credo che la novità vera del keynote di ieri, il senso di ciò che è stato presentato sia altro: apple sta costruendo un ecosistema sempre più integrato e sempre più chiuso. e quel chiuso non ha un’accezione negativa. Quello che è già successo con airplay tra computer, iphone, ipad e tv, usando la apple tv come terminale, ora viene “formalizzato” per tutto il sistema apple.

E’ uno dei metodi più efficaci per “ingaggiare” il cliente, per fidelizzarlo, per rendere più facile la vita, ma estremamente problematica la migrazione verso altri eco-sistemi, ad esempio quello di apple. E per farlo era necessario costruire servizi sulla stessa base di quelli di google, cioè gratis.

Questo è il vero cambio epocale, questa l’accelerazione di apple rispetto ai competitors. A quanto pare è stata realizzata come sempre con una piccola marcia in più, quella della estrema semplicità.

La palla passa ai concorrenti. come risponderanno?

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