Chiusa un clickfarm tailandese con 300.000 sim

Luca Viscardi14 Giugno 2017
Chiusa un clickfarm tailandese con 300.000 sim

Da quando esiste il mondo, è sempre molto forte l’inclinazione dell’uomo a violare le regole: non poteva essere diverso il mondo dei social network e dei contenuti on line, che da anni cerca di capire come combattere il fenomeno dei click falsi, dei mi piace a pagamento e delle interazioni non proprio “naturali”.

Uno dei fenomeni più diffusi degli ultimi anni è quello dei bot, meccanismi automatici che mettono mi piace e attivano condivisione dei contenuti senza l’intervento di esseri umani, Il problema è però che non è difficile individuarli, soprattutto perché connessi a profili senza foto e con due amici, quasi tutti proveniente da paesi strani.

Uno dei metodi per aggirare i controlli è quello della creazione di profili fake con un milione di amici (numero simbolico), di solito belle ragazze a cui non si dice no quando chiedono l’amicizia. La metà di quelle che scambiamo per le nostre nuove spasimanti sono cam-girls, l’altra metà sono invece profili falsi, costruiti ad arte per poi vendere click e mi piace.

L’ulteriore fenomeno è quello delle click Farm: spazi con migliaia di telefoni e decine di migliaia di sim card che forniscono i servizi di cui sopra alle società che li richiedono.

Ieri in Thailandia è stata chiusa una di queste click Farm con centinaia di iPhone di diverso modello e addirittura 347.200 Sim di diversi operatori.

Questa società, in particolare, lavorava per conto di società cinesi, per alimentare il traffico di WeChat per alcuni prodotti in vendita dentro il territorio della grande muraglia.

Niente di strano, né di nuovo, ma è la prima volta che questo tipo di notizia fa addirittura il giro del mondo; è evidente che il fenomeno stia diventando ormai di una portata globale e quasi completamente fuori controllo.

E per favore, smettiamo di dire che io uso click Farm per migliorare le mie performance sul web: non è colpa mia se ho solo amici del Bangladesh… 🙂

 


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