Caro Vasco, ti dirò…

Mister Gadget Team23 Agosto 2011

Ne sta parlando il mondo intero (quello al di sotto delle alpi, chiaro, perché al di là del confine non è mai riuscito a farsi ascoltare…) però trovo un’urgenza di far uscire quei pensieri che mi ronzano nella testa da un po’ di giorni, vedendo quella che io considero una modalità un po’ triste per vivere la parabola di discesa di una straordinaria carriera. e dalla foto è facile capire che il soggetto è vasco rossi con i suoi clippini su facebook.

condivido in pieno le parole di massimo gramellini su la stampa di oggi: la straordinaria penna del quotidiano torinese sottolinea quanto sia difficile uscire di scena. forse è la cosa più difficile che si possa fare, a volte perché l’ego è debordante, a volte perché semplicemente non si riesce a comprendere il momento.

forse per vasco le motivazioni sono le due cose combinate. stamattina ho avviato il mio programma suonando ogni volta di vasco. mi è sembrato di volare, di trovare emozioni quasi dimenticate e sepolte sotto i manifesti futuristi di ultima generazione. a me vasco in questi giorni fa un po’ tristezza, non lo nascondo.

e credo che chi sta intorno a lui dovrebbe dirgli di non guardare ai suoi fedelissimi: quella di vasco è una religione, i suoi adepti ovviamente stravedono per qualunque cosa lui faccia. ma vasco dovrebbe guardare ai “neutrali”, quelli che se fa una bella canzone lo ascoltano e lo ammirano, ma se ne fa una brutta cambiano canale. dovrebbe sentire il parere di quelli. scoprirebbe che non sono l’unico con quel senso di tristezza davanti ad un mito che si sgretola e che lo fa con una forma abbastanza chiassosa di autolesionismo.

la sovraesposizione è il peggiore dei mali per un simbolo. ma i simboli questo non lo capiscono. loro vorrebbero sempre avere davanti il fronte del palco.