Auguri Deejay!
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Auguri Deejay!

1 febbraio 1982. Me lo ricordo come se fosse ieri: a Milano apre Radio Deejay, io lo leggo su Sorrisi e Canzoni TV e corro ad accendere la mia radiolina della philips che mi era da poco stata regalata da mio papà.

Avevo ovviamente la sintonia a “corda”, per giunta un po’ imprecisa, per cui ci è voluto un po’ prima di arrendersi all’evidenza che Radio Deejay non stesse ancora diffondendo il proprio segnale su Bergamo. Ma come?!? Milano è dietro l’angolo, possibile che io non possa sentirla?!?

Non sarebbero passati molti anni, prima che io imparassi le differenze orografiche del territorio, la posizione dei trasmettitori, la diffusione dei segnali, le aree di ascolto e tutte quelle amenità che mi avrebbero fatto capire subito perché Radio Deejay non era già presente a Bergamo.

L’unica possibilità era il sabato o la domenica, quando i miei mi portavano in visita dalla zia e allora io mi blindavo in cameretta con la radio per ascoltare quello che veniva offerto nel weekend. Non era come poterla sentire tutti i giorni, ma se riuscivamo a mangiare in fretta, ci scappava la deejay parade e poi anche la Pubblihit. (o qualche cosa del genere, la mia memoria sui dettagli non è mai formidabile).

Quella radio aveva una marcia in più. La british invasion, gli Industry, Re-Flex, Wang Chung, potrei elencare decine di brani che io ho scoperto ascoltando radio Deejay quando ero un ragazzino. Il primo febbraio del 1982 avevo 13 anni, forse la passione generata da quell’emittente mi ha portato a fare della radio il mio mestiere.

Bene, male, con bravura, con fortuna, non lo so, ma dopo 30 anni vedo questo traguardo nel ruolo di chi in questo business si muove da più di due decenni e riconosco che in fondo tutto è partito dall’idea: voglio lavorare anche a Radio Deejay. Ecco, da questo punto di vista, forse dovrei riconoscere che semplicemente non ci sono riuscito. E’ una sensazione strana: come quando uno si fissa su una cosa, ne fa milioni di altre, ma non se le ricorda perché c’è quel chiodo fisso lì che non passa mai.

Non era molto dopo il 1982 che deejay arrivò a bergamo e a quel punto cominciai la mia raccolta delle pagelline di radio deejay. le ho ancora.  E subito dopo cominciai ad avere una sorta di addiction, una vera e propria dipendenza per il giorno “corsa tris”. Tre dischi che si scontravano e che gli ascoltatori dovevano votare. se mentre eri al telefono per votare passava un nitrito, vincevi un disco, quello che avevi votato. I dischi si ritiravano direttamente in Radio, in via Franchetti, a Milano.

Il delegato per questa impresa sacra era mio papà, che all’occorrenza, frequentando spesso la città, si fermava per ritirare il mio premio del momento. ne ho vinti molti, ha una discreta collezione di dischi ormai dimenticati che erano proprio quelli in gara per la tris di deejay.

Poi è arrivata la radio anche  per me, nel senso che anche io ho cominciato a lavorare in quel settore lì; sulla scala della FM c’era la voce di Albertino e anche la mia; quindi RTL e nel corso degli anni è stato entusiasmante costruire qualche cosa di completamente diverso ma altrettanto competitivo fino al clamoroso sorpasso del 2005. Ho lasciato RTL 102,5, chiudendo la mia collaborazione nel ruolo di direttore dei programmi, un mese prima che RTL  divenisse la radio più ascoltata d’Italia, superando RDS e soprattutto staccando in modo abbastanza netto Radio Deejay. Ho lavorato in un team che ha superato il mito. Non vi nascondo che in tutto questo c’è una punta di orgoglio che credo rimarrà immutata nei secoli, che non è pero un segno di arroganza, ma  la prova dell’enorme ammirazione che ho sempre avuto per Radio Deejay in questi 30 anni. Se cresci con la Juve nel cuore, poi vai a Torino e la batti sul suo campo, te lo ricorderai per sempre, magari cercando di portare a casa la maglia del tuo giocatore preferito.

Più o meno la sensazione è quella lì; guardo quelle pagelline che avevo quasi dimenticato e penso a quanto Deejay mi ha insegnato e quanto grande è stata. Per chi ama la radio come me, non può che essere una ricorrenza speciale. Auguri, Deejay! A tutti quelli che l’hanno fatta e anche quelli che l’hanno amata. Insieme hanno costruito il mito.

 

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