Ancora su iPhone e GPS
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Ancora su iPhone e GPS

Il mio amico Gianmauro Calafiore mi ha girato alcune considerazioni molto interessanti sul tema del tracking dei dati di posizionamento da parte di iPhone e iPad. é un approfondimento molto interessante che svela argomenti che probabilmente non sono molto familiari e non si leggono facilmente. Se avete qualche minuto da investire, leggete. Poi, la prossima volta che firmerete tonnellate di carta sulla privacy, potrete sorridere. O incazzarvi. Decidete voi. Grazie gianmauro.

A Giugno dell’anno scorso Alberto Carpenè, in occasione dell’equidinner cha avevamo fatto da Luca di ngi, mi chiedeva come faceva Apple a localizzare in modo preciso il suo ipad (versione solo wifi senza GPS) quando si trovava a casa sua (su una collina dove l’abitazione più vicina é a diversi chilometri).

Era evidente che qualcuno aveva mappato la posizione del suo access point wifi. L’ipad e quindi Apple sapavano con precisione millimetrica la posizione dell’access point. Lui era sicuro al 100% che nella sua tenuta non fosse mai entrato una google car o equivalente per fare questa mappatura tra il mac address del suo access point e le coordinate geografiche.

Ho provato anche a casa mia, ed i effetti con la parte UMTS spenta, avevo una localizzazione millimetrica. Per sicurezza ho provato anche con un vecchio iphone 2G. Risultato: posizione in google maps precisissima. Da casa mia é passata la google car quindi in realtà il caso era un po’ diverso da quello di Alberto.


Nell’immediato non sapevo dare una risposta ad Alberto, ma dopo qualche ricerca in Internet avevo trovato un documento in cui Apple rispondeva ad un onorevole americano che aveva fatto ufficialmente una richiesta di informazioni, in quanto nella licenza d’uso apple é chiaramente scritto che tutti i device Apple, MAC inclusi inviano ad Apple informazioni sui segnali che ricevono dai ricevitori wifi, UMTS e GPS. Le informazioni raccolte vengono inviate ad Apple ogni volta che l’utente fa una richiesta di localizzazione ed inoltre ogni ora il device apple fa uno scan dei segnali che riceve, con la relativa posizione e potenza,  queste informazioni vengono scritte su un file. Questo file periodicamente viene inviato automaticamente ad apple per fare delle elaborazioni (devono essere triangolate in base alla potenza del segnale) ed aggiornare i propri db di localizzazione.


Apple scrive che per localizzare istantaneamente un device usa una tecnologia che rende necessaria la raccolta di queste informazioni (identificativi di cella e identificativi degli hot spot wifi, abbinati alla posizione registrata dal GPS). Questi dati sono in continua evoluzione (gli access point wifi vengono cambiati, spostati, ecc, lo stesso vale per le torri GSM/UMTS).


I device apple hanno la caratteristica rispetto a tutti gli altri di offrire una localizzazione istantanea. Anche quelli android, infatti google usa lo stesso sistema.


Apple garantisce che le informazioni raccolte non sono collegate al seriale del device o all’utente: sono raccolte in modo anonimo. Ovvero il file é un database che contiene un timestamp, tipo di segnale (gsm, wifi, umts), identificativo del remoto e coordinate registrate in quel momento dal gps a bordo del telefono e potenza del segnale ricevuto.


Le informazioni prima di essere inviate ad apple vengono criptate e inviate attraverso una connessione sicura quando il device si collega via wifi (non consumano traffico UMTS).


Leggete pagina 6 di questo documento ufficiale in cui Apple spiega nel dettaglio cosa avviene: http://www.scribd.com/doc/34546602/apple-response-to-markey-barton
In realtà tutto il meccanismo di raccolta si interrompe, come sostiene la stessa Apple (l’ho provato sperimentalmente), se disabiliti i location services. Quindi non é necessario jailbrekkare.
La tecnologia GPS é molto lenta nel calcolare la posizione a freddo, specialmente se chiedi due posizioni da due location lontane.
Se un utente vuole avere una localizzazione immediata é necessario usare le informazioni delle reti wifi e UMTS. Da quelle informazioni é possibile risalire alle coordinate geografiche approssimative (cerchio largo sull’iphone). Dalle coordinate approssimative viene calcolato quali satelliti GPS ci sono sopra l’iphone ed il rispettivo canale, viene acceso il ricevitore GPS ascoltando solo i canali specifici, senza fare ricerche.Qualche secondo dopo viene fatto il posizionamento via GPS ed il cerchio diventa un punto.
Il ragionamento che fa apple, ma anche google, é molto semplice. Vuoi essere localizzato all’istante? Allora devi condividere le informazioni raccolte dal tuo telefono per mantenere il db aggiornato per il beneficio di tutti. Non ti interessa usare la localizzazione. Allora spegni i location services e non verrà registrato nulla. La via di mezzo non é consentita, altrimenti la maggior parte spegnerebbe il sistema e la localizzazione istantanea non funzionerebbe per nessuno.
Il vero problema, secondo me non é tanto la raccolta di informazioni da parte di apple (anonima, con possibilità di essere disabilitata e limitata ai soli utenti apple).

Mi hanno girato il link a questo documento dal quale emerge che in Italia siamo tutti tracciati in modo permanente in barba a qualsiasi normativa italiana ed europea.

Gli operatori di telefonia registrano su un db lo storico dei nostri spostamenti indipendentemente dal device, ovvero tutte le volte che il nostro telefonino cambia cella o si presenta alla rete, anche se non fai chiamate, anche se non fai alcuna azione. I nostri telefonini sono dei tracker permanenti. Tutti i nostri percorsi sono tracciati ed associati, a differenza di apple, all’utenza e quindi alla persona.

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