Addio MP3, l’istituto Fraunhofer non rilascia più licenze

Luca Viscardi15 Maggio 2017
Addio MP3, l'istituto Fraunhofer non rilascia più licenze

Quella di oggi è una data che probabilmente ricorderemo molto a lungo,  quella  cioè che scriveremo sul necrologio dell’MP3. O forse no.

Perché da oggi non sarà più possibile sottoscrivere le licenze per l’uso degli MP3, ma solo perché sono scaduti i brevetti anche in USA, mentre da noi in Europa erano decaduti già nel 2012.

Erano gli anni 90 quando gli MP3 cominciarono a diventare popolari: un nuovo modo di registrare ed ascoltare musica, con una soluzione digitale inventata dall’istituto Fraunhofer per i Circuiti Integrati, ente tedesco che era riuscito nell’impresa di digitalizzare la musica ma con Files di dimensione contenuta, facili da trasportare anche allora, quando la velocità era quella dei modem a 56k, leggermente più contenuta rispetto a quella disponibile oggi.

Sono passati molti anni, quanto basta per far diventare obsoleta questa soluzione, motivo per cui l’istituto Fraunhofer ha deciso di sospendere le attività di concessione delle licenze; ma questo non significa che il formato sparirà, tutt’altro. Sarà più facile usare questo tipo di encoding, senza che qualcuno ci guadagni.

Però, se da un lato continueremo ad avere MP3 e ad usarli, scambiarli, fruirne più o meno liberamente, nel nostro futuro ci sono l’AAC o altre soluzioni più efficienti con capacità di comprimere meglio l’audio, senza perdere però qualità.

Ecco perché forse è un po’ presto per fare il funerale all’MP3, perché fino a che esisterà un solo file con quel tipo di codifica continuerà ad esistere quello che è più di un modo di gestire le proprie collezioni di musica, ma è il simbolo di una rivoluzione culturale, che tutto sommato non è ancora finita.


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