A proposito di recensioni YouTube fatte in due minuti

Luca Viscardi7 Giugno 2017

Ieri ho letto un interessante post su Facebook di Emanuele Cisotti, fondatore di Androidworld e collaboratore del gruppo Mondadori, a proposito di recensioni YouTube fatte in due minuti

Purtroppo Emanuele ha messo il ditino in una piaga che sta diventando dilagante, una brutta abitudine, che va di passo con un’altra che è anche peggio: non viene dichiarato quali recensioni siano a pagamento (o in qualche modo sponsorizzate) e quali no.

Parto dal tema delle prove: coloro che lavorano nel mondo della tecnologia fanno parte di cui circuito a dimensione variabile, che lavora con le aziende. Professionisti che parlano con altri professionisti e che ricevono i prodotti da provare (e poi restituire) per realizzare i video con le recensioni che vedete on line.

C’è una sorta di “hit parade” delle collaborazioni, basate soprattutto sull’audience che ogni testata offre: non è difficile capire perché il corriere della sera abbia una considerazione superiore a quella di Mister Gadget, così quando i prodotti sono pochi esiste una specie di gerarchia delle prove.

Quando invece ci sono lanci importanti, le aziende organizzano una distribuzione su vasta scala dei prodotti e coloro che hanno una collaborazione stretta ricevono praticamente in contemporanea i prodotti da provare.

Con una velocità che a volte rasenta le capacità di Harry Potter, in alcuni casi dopo meno di 24 ore vedete una recensione on line con una prova completa del telefono.

E non vi nascondo che ho un’ammirazione quasi religiosa, una sorta di venerazione estatica per coloro che ci riescono, perché io per capire come va una batteria ho bisogno di una settimana.

Per riuscire a valutare una fotocamera a volte non me ne bastano due: devo prendere il telefono, mettere la mia sim e oltre alla prove “fittizie” organizzare anche quelle di vita vera quando mio figlio gioca e tento di fotografarlo, così come devo avere il tempo necessario per capire la fruibilità di uno smartphone nel complesso e succede solo usandolo nella vita vissuta.

Come a volte si possa fare tutto questo in quattro o cinque ore rientra nei misteri di Fatima, o comunque in pratiche esoteriche nascoste ai più.

Mi fa piacere non essere l’unico che se lo chiede e ho letto con sollievo il post di Emanuele.

Già che ci sono però, sollevo anche altro tema: sarebbe interessante conoscere quali dei contenuti, tra quelli che vediamo sui social e su YouTube sono a pagamento e quali no.

Non cambia la sostanza, ma sarebbe una forma di trasparenza molto utile a chi guarda e una prova di trasparenza assoluta.

E niente, mi andava di condividere il pensiero di Emanuele e di esprimere gli stessi dubbi. Punto.


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