A chi giova una radio senza dati?

Mister Gadget Team26 Marzo 2011

Siamo ormai ad aprile 2011, ormai un quarto dell’anno è stato consumato, eppure non ci sono cenni di una soluzione dell’empasse che riguarda la radio e i sistemi di misurazione degli ascolti.

Dopo un saliscendi modello ottovolante, le ultime rilevazioni del 2010 ci hanno dato gli ultimi dati disponibili, per altro solo per le radio locali, mentre per le nazionali gli ultimi numeri sono quelli del giugno 2010, ormai vecchi di quasi un anno.

In pratica, stiamo lavorando senza radar, come se volassimo con tutti i sistemi di localizzazione spenti, senza un controllo delle nostre condizioni vitali.

Ma questa condizione a chi giova? E’ uno stato delle cose che aiuta il comparto radio?

Secondo me no, è un danno per tutti, a partire da chi in questo momento si oppone ad una soluzione del problema con le più disparate ragioni. Nel momento in cui il nostro settore comincia ad arrancare rispetto alla crescita costante di internet, anziché controbattere con dati precisi e puntuali, raccolti sempre più velocemente, con un dettaglio qualitativo ponderante, noi addirittura sospendiamo la ricerca.

Lo trovo francamente pericoloso, perché opponiamo ad un settore (internet) che dà ogni giorno informazioni puntuali, precise e tempestive un mondo in cui non si riesce nemmeno ad avere una certificazione dei dati condivisa.

Speriamo che la situazione si sblocchi quanto prima, perché temo il giorno in cui i nostri clienti vorranno sapere esattamente cosa stanno comprando; è impossibile calcolare il ritorno dell’investimento se non è più che preciso il costo contatto, un livello di approssimazione inaccettabile per le grandi aziende che sono anche grandi utenti pubblicitari.

Stiamo sbagliando, stiamo deprezzando il nostro mezzo, screditando l’intero comparto. Speriamo che la condizione attuale sia passeggera, non vorrei accorciasse drasticamente il futuro di un mezzo il cui destino è già drammaticamente tracciato.

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