Il 23 gennaio sapremo perché il Note 7 prendeva fuoco

Luca Viscardi16 Gennaio 2017
Il 23 gennaio sapremo perché il Note 7 prendeva fuoco

Il 23 gennaio sapremo perché il Note 7 prendeva fuoco, quella è la data fissata da Samsung per rivelare al mondo intero ciò che molti già sospettano, ovvero che le batterie sono il primo indagato per il disastro.

In realtà i risultati delle indagini svolte in questi mesi dall’azienda coreana sono già nelle mani delle autorità competenti in USA e Corea del Sud, dove le regole sul ritiro di prodotti difettosi impone una sorta di commissione di indagine che poi comunichi le evidenze riscontrate entro un certo intervallo di tempo.

Samsung ha già consegnato tutto il dossier e dopo il via libera degli enti governativi coinvolti rivelerà anche a noi umani perché siamo stati privati dello smartphone più bello del mondo.

Reuters oggi riporta alcune informazioni di una persona informata sui fatti, secondo cui sarebbe confermato che il problema era dovuto ad un difetto delle batterie, non c’erano problemi software o hardware dovuti ad errori di programmazione.

Come ricorderete, Samsung richiamò 2.5 milioni di prodotti e nella certezza che il problema venisse dalle batterie costruite da Samsung SDI, le sostituì con quelle realizzate da ATL, ma il risultato fu che i telefoni cominciarono ad esplodere a caso e non solo quando erano in carica. La famosa toppa che è peggio del buco…

Il vero problema è sorto quando l’azienda ha cominciato ad analizzare gli smartphone ritirati definitivamente dal mercato; la leggenda narra che centinaia di ingegneri fossero al lavoro per capire cosa fosse successo e che dopo le prime settimane di studio non si fosse trovato un vero motivo per le combustioni.

A novembre è arrivata anche la teoria della società Instrumental, che ha ipotizzato un errore strutturale, per cui il telefono era troppo “compresso” e per questo motivo non c’erano gli spazi necessari per le naturali “escursioni” di volume dell’apparato date dalle variazioni termiche. In pratica, il telefono era progettato nel modo sbagliato.

A quanto pare, solo dopo settimane gli ingegneri sono riusciti a replicare il fenomeno e hanno trovato nella batteria la causa di tutto.

Ma possibile che due diversi produttori con una grande esperienza sul campo abbiano sbagliato le batterie sullo stesso telefono? Ho qualche seria perplessità, aspettiamo il 23 gennaio per trovare risposte certe.

Un’occasione in più per esprimere il dolore devastante dato dalla perdita del Note 7. Cancellare i dati, spegnerlo e rimetterlo nella scatola per riconsegnarlo sono stati i compiti più difficili del 2016.


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