Notizie e mistificazioni: lo stato di Apple
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Notizie e mistificazioni: lo stato di Apple

Ogni tanto leggo delle notizie che mi fanno sorridere. Stamattina il Corriere.it pubblica una notizia con un titolo enorme “apple in crisi”. La fonte della notizia, un’informazione del Wall Street Journal, secondo cui Apple avrebbe dimezzato gli ordini di componenti per la produzione di iPhone 5.

Da qui la deduzione della crisi. Purtroppo il mondo di internet ha portato qualche danno collaterale, tra cui la necessità di scrivere sempre e comunque titoloni ad effetto.

Non so come la pensiate voi, ma io nei dati attuali vedo un ritorno alla normalità, dopo una sorta di follia collettiva e di doping del mercato, dettato dalla necessità degli operatori di “incatenare” gli utenti. C’è un dato che dovrebbe fare riflettere: in Italia, dove iPhone è sussidiato da tutti tranne wind, il telefono di Apple ha il 20/22% del mercato. Ogni 10 telefoni venduti, due sono di Apple.

In Spagna, dove nessuno sussidia iPhone, lo stesso prodotto ha il 4% (scarso) di mercato, che tutto sommato è il numero corretto per un prodotto che nella sua versione da 64 gb costa quasi mille euro. Diciamo che (forse) l’interpretazione corretta dei dati di questo periodo, con le vendite in calo e le azioni in discesa è che Apple sta tornando alla normalità, uscendo da quella bolla speculativa senza senso in cui era finita negli ultimi anni.

Tutto sommato, riporta Apple in una condizione che non si può definire di crisi ma di stabilità. Era inevitabile che la salita prima o poi si fermasse o quanto meno rallentasse, ma da qui a parlare di crisi c’è una differenza: la fantasia dei giornalisti, che pare essere spesso proporzionale all’incompetenza.

Fino a poco fa era figo scrivere che Apple era l’azienda più bella della storia, con qualche esagerazione di stampo quasi religioso, oggi il gioco preferito è denigrarla. Forse nel mezzo c’è il necessario equilibrio.

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