Considerazioni dopo il Keynote: a che punto siamo?

Mister Gadget Team10 Settembre 2013

Ho lasciato passare qualche ora dalla fine del keynote di Apple che oggi non è stato trasmesso in diretta, per cui ho dovuto mettere insieme i pezzi mediati attraverso i blog di chi c’era, engadget, piuttosto che cnet oppure the verge.

La composizione del mosaico è in realtà molto semplice, per il fatto che in pratica sapevamo già tutto quello che abbiamo visto questa sera e forse la ragione per cui non ci colpisce più nulla è proprio legata al fatto che niente sia una sorpresa.

Ho letto un commento prima al video di aggiornamento che parlava di magia: il cuore di tutto è probabilmente proprio quello, la mancanza di una magia che solo una mente geniale e maniacale come quella di Steve Jobs era in grado di generare. Un po’ come andare allo stadio dopo aver visto Maradona. Se la partita dopo trovi Incocciati e tirare il pallone (voi delle ultime generazioni non potete capire, mi spiace…) l’effetto non è lo stesso.

Ecco, oggi è un po’ così: l’eredità di Steve Jobs è probabilmente ormai un’ombra, è il fantasma del palcoscenico. Quando sale qualcun altro, pensi a come l’avrebbe fatto  lui, come l’avrebbe detto lui, come l’avrebbe descritto lui.

Cercando di togliere quella immagine dalla mente, ho cercato di “leggere” il keynote di questa sera. Non ho onestamente capito il posizionamento di prezzo di iPhone 5C, che negli Stati Uniti viene venduto a 199 dollari con un contratto di due anni, a 549 dollari senza contratto, che in Cina però dovrebbero essere ridotti a 422.

Tutto questo per un prodotto che appare come nuovo e colorato, ma non ha specifiche molto rilevanti rispetto all’iPhone 5S. E’ vero che 200 euro di differenza rispetto al modello più grande significano una differenza quasi del 25% che non è proprio irrilevante, ma tutti si aspettavano che “plastica” significasse anche “conveniente”. Così non è. A quel prezzo, può iPhone 5C diventare un successo di massa come i modelli precedenti? Non lo escluderei, ma ho qualche fondato dubbio.

E l’iPhone 5S? Su quello io non ho dubbi: Apple ha scelto la strada di non competere sulle funzioni da nerd, di cercare di consolidare un prodotto che non piace ai tecno-geek ma poi vende milioni di unità in tutto il pianeta.  Ho l’impressione che in realtà il “touchID”, il sensore di impronte digitali rappresenti ancora una volta una rivoluzione marchiata Apple. Mia mamma non capirebbe molto bene il principio di bloccare un filmato togliendo gli occhi dallo schermo (smart pause di Galaxy S4) ma capirebbe (e capirà) perfettamente che puoi proteggere il tuo telefono senza bisogno di ricordare le password, perché basta un’impronta digitale.

Al centro del mondo Apple c’è il consumatore, non il tecno maniaco. Se poi fosse così rilevante il miglioramento della batteria (vengono promesse 250 ore in standby), allora ci si troverebbe davanti ad un altro salto nei confronti della concorrenza. Ma voglio provare di persona e verificare direttamente che la cosa sia realizzabile.

Non so ancora dare una valutazione corretta della scelta dei 64 bit. Vorrò vedere esempi di software in grado di sfruttare il potenziale fino in fondo per capire.

Mi piacerebbe tornare a stupirmi guardando i Keynote, ma dovrò rassegnarmi all’amara realtà dei rumors. La domanda ora è: quando arriveranno da noi? Let’s wait and see…