La frammentazione, la maledizione di Android
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La frammentazione, la maledizione di Android

Ne abbiamo parlato e scritto più volte. Il male peggiore di Android di Google è la frammentazione, ovvero la divisione in terminali con processori diversi, schermi con definizioni diverse e disponibilità di Ram completamente diverse tra i vari terminali. Anche gli ultimi dati ci dicono che questo quadro non si modifica con il passare del tempo.

Questo, ovviamente, si traduce con un impegno maggiore dei produttori per lo sviluppo delle applicazioni, traducendosi in una sorta di “predilezione” per iOS quando si tratta di scrivere applicazioni.

Provate a prendere il nuovo Xperia Z e a verificare quante apps non siano compatibili e non si possano installare; certo, vale solo per i programmi installati da google play, perché se uno ha i files può aggirare il divieto, ma per gli utenti “niubbi” comunque è una limitazione evidente, per gli sviluppatori un vero “pain in the ass” andare ad inseguire formati, definizioni, non si finisce mai.

Distribuzione-Android-MarzoFinalmente ice cream sandwiche e jelly bean stanno ritagliandosi una fetta importante di mercato; stavo anche facendo una considerazione ulteriore su questi dati. La percentuale così bassa di Jelly bean è secondo la prova anche del fatto che android spadroneggia nelle classifiche di vendita dei prodotti in tutto il mondo, ma lo fa grazie ai prodotti di fascia medio bassa, che sono quelli con i sistemi operativi più antiquati e comunque rivolti ad un pubblico meno incline ad aggiornamenti, sbattimenti, smanettamenti vari.

Da questo punto di vista, windows phone è un sogno, una passeggiata al confronto, con tutto super semplice e anche ben organizzato. Adesso manca poi a key lime pie, altro nome da incubo, vedremo come va la frammentazione con questo ulteriore bivio da prendere scegliendo android.

 

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