Recensione Fitbit Flex 2, smartband semplice e completa

Luca Viscardi15 Febbraio 2017

Sto provando Fitbit Flex 2, smartband semplice e completa, che potete acquistare con circa 80 euro e che vi permette di misurare tutte le vostre attività fisiche attraverso lo smartphone collegato.

Fitbit Flex 2 arriva sul mercato in un momento che pare molto delicato per l’azienda, al centro di molteplici attività finanziarie, che l’hanno portata ad esempio all’acquisto di Pebble e che per un certo periodo hanno spinto verso l’acquisizione poi sfumata di Jawbone.

Ma mentre la finanza muove le sue leve, la società ha perso un po’ di grip sul mercato e pur avendo sempre una posizione di leadership nel mercato delle tecnologia indossabile, ha registrato numeri al di sotto delle aspettative nell’ultimo trimestre.

Chissà che questa nuova smartband, la Flex 2, non possa essere d’aiuto per muovere verso l’alto i conti di questo periodo: la soluzione in effetti  è semplice e completa, ottima per chi cerca un oggetto che misuri le proprie attività senza tante complicazioni.

So già che qualcuno di voi obietterà che per 25 dollari si compra la Xiaomi Mi Band 2, che ha anche il sensore di battito cardiaco, che invece qui manca, ma il prodotto cinese non ha poi la stessa qualità di Fitbit quando si parla di applicazione per la gestione delle informazioni e di ecosistema, dato che Fitbit offre ad esempio uno strumento come la bilancia wifi connessa, chiamata Aria.

Io sto usando Fitbit Flex 2 con iPhone e trovo che l’unico vero limite sia la mancanza della compatibilità con la suite “salute” di iOS, che viene agganciata solo tramite un’applicazione a pagamento, Sync Solver.

Per chi vuole una posizione di leadership, la compatibilità con lo smartphone più venduto nel mondo sarebbe doverosa. Anche perché non ho molto senso pensare di difendere un proprio ecosistema, un proprio giardino protetto, quando le abitudini degli utenti vanno in direzione contraria.

Nella confezione di vendita trovate due braccialetti di due misure diverse, il sensore vero e proprio, che volendo potete anche mettere in tasca, nelle scarpe, al collo, non necessariamente al polso. Sempre nella confezione, trovate il “connettore” di ricarica, che rende il sensore compatibile con la presa USB, nel giro di poche potete caricare il vostro Flex 2, che ha poi un’autonomia di circa 4/5 giorni.

Fitbit Flex 2 è “swimproof”, si può usare in acqua senza grandi patemi e misura automaticamente le prestazioni nel nuoto, così come automaticamente misura passi, distanza percorsa, calorie bruciate e attività generali.

Ha un reminder per l’attività, che ci allerta quando abbiamo passato troppo tempo senza muoverci, a cui si aggiunge il monitoraggio automatico del sonno.

Per me la valutazione della qualità del sonno è funzione fondamentale nelle smartband, perché mi dice la mattina presto come sarà la mia giornata e mi aiuterà  a “dosare” le forze, quando mi capita qualche giornata particolarmente negativa.

Flex 2 non ha un display, perché riconosce da solo il tipo di esercizio che facciamo, dalla bicicletta alla corsa, riportando le informazioni relative nella app dello smartphone.

Pur non avendo il display, grazie ai Led multicolore di cui è dotata, flex 2 è in grado di segnalarvi le notifiche dello smartphone, cioè le chiamate e i messaggi in arrivo.

Attraverso la app ufficiale di Fitbit potete invece trovare nuovi stimoli, sfidando i vostri amici nelle attività che vi accomunano; nella sezione apposita della app potete vedere i risultati della vostra squadra di competizione.

Ci sono quattro  colori disponibili, nero, Navy, lavanda e magenta, i braccialetti sono facilmente modificabili e si cambiano nel giro di un secondo.

Il segmento di queste smartband senza display è molto affollato, ma la qualità generale di Fitbit fa la differenza. Il prezzo non è tutto.


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