Se non hai l'HDMI dietro alla TV niente panico: con meno di 3 euro ho risolto il problema così - Mistergadget.tech
Avete presente quel vecchio televisore o il monitor LCD di prima generazione che sembra un reperto archeologico?
Molti lo chiamano spazzatura tecnologica perché, semplicemente, non ha il “buco giusto”. La dittatura dell’HDMI ha reso obsoleti schermi che hanno ancora colori vibranti e una profondità di nero che certi LED economici di oggi si sognano. Eppure, il panico da incompatibilità è un sentimento che si cura con poco, pochissimo: meno di tre euro investiti in un piccolo, anonimo pezzo di plastica e metallo.
Non parlo di complessi convertitori alimentati a corrente che sembrano centraline della NASA. La soluzione che ho scovato navigando tra i meandri dei marketplace cinesi (ma disponibili anche nei cesti delle offerte dei grandi store) è l’adattatore passivo Scart-RCA o, meglio ancora, il convertitore mini-AV to HDMI. È un oggetto che sta nel palmo di una mano e che trasforma il segnale analogico in digitale con una dignità sorprendente.
Come risolvere l’assenza dell’HDMI dalla tv
Un dettaglio laterale che mi ha sempre affascinato è la consistenza dei cavi RCA: quei tre spinotti giallo, bianco e rosso hanno una gomma che, dopo vent’anni, tende a diventare leggermente appiccicosa per un processo di degradazione polimerica, eppure trasmettono ancora segnale senza fare una piega. È la resilienza dell’analogico contro la fragilità del software moderno.

L’intuizione che molti snobbano è che risolvere il problema dell’HDMI non è solo un risparmio economico, ma un atto di ribellione all’obsolescenza programmata. Spesso pensiamo che la qualità dell’immagine dipenda solo dal numero di pixel, ma c’è una “morbidezza” visiva nei vecchi schermi che rende la visione dei classici del cinema o dei vecchi videogiochi un’esperienza tattile, quasi pittorica. Inserire una Fire Stick o un decoder di nuova generazione in una vecchia gloria della tecnologia tramite un adattatore da 2,80 euro significa ridare vita a un oggetto che ha ancora molto da dire.
Secondo un report della Global E-waste Statistics Partnership (2024), l’umanità produce oltre 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici all’anno; recuperare uno schermo perfettamente funzionante invece di comprarne uno nuovo è una scelta politica, oltre che tecnica. Non serve essere ingegneri: basta infilare quel piccolo adattatore nella presa Scart, collegare i cavetti colorati e guardare la magia del segnale che torna a scorrere. La tecnologia non deve essere per forza un labirinto costoso, a volte è solo una questione di saper unire i punti, o meglio, i pin.