Lockdown Mode, il sistema che ti barrica letteralmente in pochi attimi: saremo al sicuro?
In questi giorni si sta parlando molto spesso di lockdown mode e devo dire che mi sono interrogata in prima persona per capire effettivamente di cosa si stesse parlando e, soprattutto, quale potesse essere potenzialmente l’utilità di un prodotto di questo tipo.
Ovviamente parliamo di tecnologia, di ChatGPT e soprattutto di sicurezza informatica, che oggi va discussa ampiamente, come facciamo abitualmente, e che ci deve portare di fronte a una consapevolezza chiara: siamo tutti sempre sotto attacco ed è importante capire come difendersi, quali sono le strategie utili, quali sono le cose che preventivamente possiamo fare e le tecniche da adottare.
Questo non vuol dire trasformarci all’improvviso in specialisti del mondo tech, ma semplicemente comprendere alcuni elementi chiave che possono aiutarci a scongiurare attacchi, che possono aiutarci a gestire le applicazioni potenzialmente a rischio e quindi avere, da un lato, consapevolezza e, dall’altra, anche le caratteristiche e le chiavi per poter approcciare al problema.
Lockdown Mode: perché questo sistema ci serve a tutti i costi?
Per quanto riguarda ChatGPT, sappiamo sicuramente che è uno dei sistemi di intelligenza artificiale più utilizzati; e questo vuol dire anche che, nel corso del tempo, diventa un potenziale pericolo perché chiaramente, come sempre accade nel momento in cui si tratta di strumenti largamente utilizzati, come accaduto a suo tempo per WhatsApp o per altre piattaforme, diventano ovviamente il punto cruciale di attacchi. Non oggi, magari, ma in futuro potrebbero potenzialmente avere dei rischi.
Per questo motivo esiste la lockdown mode di ChatGPT, ma che cos’è? Stiamo parlando di un sistema che ci consente praticamente di mitigare i rischi, quindi di avere una possibilità di non ritrovarsi coinvolti in situazioni spiacevoli. La modalità di protezione è totalmente avanzata, quindi, ovviamente, in fase iniziale è pensata per un numero ristretto di utenti, in particolar modo coloro che hanno dati sensibili, che hanno condiviso informazioni particolari e potrebbero risultare obiettivo di attacchi.
Probabilmente in futuro verrà ulteriormente estesa, e di questo chiaramente staremo a vedere, ma è importante notare anche che sono arrivate delle nuove etichette, ovvero “rischio elevato”. Si tratta di strumenti che segnalano direttamente nell’interfaccia quegli elementi che hanno un comportamento anomalo: ci dicono direttamente “c’è un codice rosso”, quella funzione e quell’elemento si stanno comportando in maniera strana, quindi fai attenzione.
Sicuramente sappiamo che le cose cambiano e cambieranno ancora, quindi questo è il principio, ma ovviamente ci saranno delle novità importanti. La lockdown mode è importante perché, di fatto, va a disabilitare immediatamente una serie di funzionalità per porre un tempestivo rimedio, creando quindi una barriera immediata che possa in qualche modo proteggere gli utenti.