Cuffie tossiche e cancerogene: i risultati dei test sono spaventosi, coinvolti anche i marchi famosi - Mistergadget.tech
C’è una notizia che sta circolando in questi giorni che sicuramente non farà piacere a tutti coloro che utilizzano cuffie e auricolari.
Secondo quanto emerso dai modelli testati, all’interno dei quali ci sono anche molti brand famosi, ci sarebbero sostanze cancerogene e, di conseguenza, molte tipologie di cuffie utilizzate sarebbero tossiche per l’uomo. L’indagine in questione si chiama Tox Free e ha determinato praticamente la presenza di BPA in tantissimi modelli, anche di brand famosi. Tale analisi ha messo in luce come i modelli testati possano potenzialmente essere pericolosi per la salute.
L’indagine, portata avanti dal progetto Tox Free, ha preso in considerazione 82 modelli di cuffie, sia in-ear che over-ear, e queste sono state analizzate sia in diversi paesi, sia da marketplace che da e-commerce dove risultavano, in sostanza, vendute con presenza di composti chimici nocivi.
Sostanze nocive e pericoli: nel mirino cuffie e auricolari
Non soltanto i segmenti economici, quindi quelle che tradizionalmente costano poco, ma anche quelle premium, tutte erano praticamente coinvolte. Nessuno dei prodotti analizzati è risultato esente; questo vuol dire che i materiali possono avere delle interferenze endocrine che potrebbero risultare pericolose.
La contaminazione della plastica, come spiegato da Karolina Brabcová, chimico di Arnika, potrebbe non riguardare soltanto il prodotto in sé perché determinate sostanze, come riportato dalla stessa, potrebbero migrare dalle cuffie al corpo. Guardando agli studi effettuati in materia negli ultimi anni, è risaputo che il bisfenolo A, presente nel 98% di questi prodotti che sono stati accuratamente analizzati, ha effettivamente la possibilità di migrare verso la pelle, soprattutto quando c’è la presenza di sudore. Si parla di una migrazione chimica a tutti gli effetti, quindi di un contatto diretto con la sostanza.
Nelle cuffie non sono state rilevate in realtà soltanto sostanze come il BPA, ma la ricerca riporta anche il bisfenolo S, presente in misura minore rispetto all’altro ma comunque in tre quarti dei prodotti, senza contare poi la presenza di ftalati, paraffine clorurate, ritardanti di fiamma e altri composti chimici. Secondo gli esperti, al momento non c’è un limite massimo di utilizzo o di interferenza per l’organismo, o almeno non si conosce; sicuramente l’esposizione a soglie molto basse evita il problema. Questo vuol dire che, nel caso di prodotti come le cuffie, si può determinare che un utilizzo non eccessivo e non continuativo potrebbe evitare problemi, ma è chiaro che ci sono dei soggetti che sono più esposti, come adolescenti e donne in gravidanza.
Ormai l’indagine è estesa a tutti i beni di consumo, quindi è chiaro che l’esempio delle cuffie è lampante, ma si tratta comunque di un solo oggetto: purtroppo ci sono tantissimi prodotti che sono contaminati. In base a questi dati, è chiaro che le agenzie che tutelano i consumatori si sono esposte per chiedere maggiori garanzie. Per quanto concerne i marchi coinvolti, non ci sono state dichiarazioni ufficiali, ma è chiaro che, come riportato dal The Guardian che ha diffuso i dati di questa analisi, è importante intervenire e quantomeno sapere a cosa si è esposti.