Se hai questo tipo di TV forse è tempo di dirgli addio: anche se l'hai comprata da poco (mistergadget.tech)
Ci hanno sperato tutti e sembrava la rivoluzione del secolo ma purtroppo, come spesso accade, deve esserci il momento adatto.
Anche quando facciamo riferimento a delle progressioni di mercato che sono particolarmente interessanti, non è detto che, sebbene rappresentino un sistema all’avanguardia o un miglioramento netto, siano poi alla fine un successo. In molti casi avviene così: si ha una progressione che ci porta ad avere strumenti sempre più avanzati, ma bisogna constatare che ci vuole anche il giusto grado di consapevolezza da parte degli acquirenti e, soprattutto, il mercato deve essere pronto.
Lo abbiamo visto quando è stato lanciato Rabbit sul mercato, uno strumento dotato di un’intelligenza rivoluzionaria molto interessante; tuttavia, non ha trovato un riscontro a lungo termine per il semplice fatto non che fosse inadeguato, ma che il mercato a cui si proponeva non era ancora pronto per questo avanzamento così importante. Poi l’intelligenza artificiale è arrivata, è cresciuta ed è diventata per tutti, e c’è stata la trasformazione, ma è avvenuto in maniera molto graduale e ritardata rispetto a quanto si poteva forse immaginare relativamente al lancio di quel prodotto.
TV in 8K, l’addio al mercato: non c’è domanda
Ed è un po’ quello che è successo anche per le TV, in maniera particolare per l’8K. L’industria della TV sembrava ormai proiettata al grande lancio: nelle fiere di settore venivano sempre proposti questi prodotti nuovi, il futuro nel salotto, con tanti esperimenti da parte dei colossi, da Sharp a Dell. Anche per quanto riguarda i monitor non sono mancati ovviamente quelli di Samsung ed LG e, dopo il Full HD e il 4K, sembrava quindi il passaggio normale; eravamo proiettati all’arrivo dell’8K, poi è successo qualcosa. Quella che sembrava una questione normale, che sarebbe di lì a poco arrivata, in realtà si è arrestata di colpo. L’8K è rimasto in realtà qualcosa di diffuso su pochissimi dispositivi e molto costoso.
Basti pensare che dal 2015 a oggi sono stati venduti 1,6 milioni di televisori 8K in tutto il mondo, mentre nello stesso periodo le TV 4K hanno sfiorato l’immediato successo. I dati ci devono dare la concretezza di quello che è successo: le spedizioni hanno iniziato a crollare paradossalmente dal 2022, con un innalzamento invece via via del 4K. Forse perché proprio in quel momento, in realtà, il 4K si stava diffondendo e stava diventando popolare un pochino ovunque, e quindi è successa la stessa cosa: si era troppo avanti per una nuova tecnologia perché ancora quella precedente era in via di diffusione. Sony ha dismesso gli ultimi modelli nel 2024, TCL si è chiamata fuori e alla fine tutti gli altri hanno iniziato a non produrre più queste televisioni perché è chiaro che la domanda non c’era.
La questione fondamentale da comprendere, che molto spesso non è chiara nemmeno per il 4K ma in generale per questi switch, è che di base io posso avere un prodotto incredibile che mi garantisce una qualità fenomenale, a patto che il contenuto che devo andare a vedere attraverso quello strumento sia sullo stesso livello. Per avere una qualità 4K da listino, io devo avere una trasmissione in 4K. Ed è un po’ quello che è avvenuto al principio con le TV 4K: venivano vendute, ma lo standard era ancora il Full HD, quindi di fatto questi programmi in 4K si contavano sulle punte delle dita. Poi sono stati nel corso del tempo adeguati, lo standard si sta ancora oggi diffondendo per il digitale terrestre ed è chiaro quindi che non ha molto senso parlare oggi di 8K, perché prima di arrivare alle trasmissioni in 8K, ai film in 8K o ai videogiochi in 8K, ci vuole ancora del tempo.
Anche la PlayStation 5, che al principio era stata presentata con questa specifica come compatibile, poi ha fatto marcia indietro e in realtà nella versione definitiva non c’era questa effettiva funzione. La differenza è una cosa utile e la progressione altrettanto: si tratta quindi di un elemento che arriverà e tornerà a conquistare il mercato, probabilmente nel frattempo nasceranno standard diversi. Ma dobbiamo anche fare i conti sempre con un fattore che vale un po’ in generale quando scegliamo le cose: come quando acquistiamo uno smartphone da 1.500 euro e il massimo che facciamo è telefonare e chattare su WhatsApp, non ha molto senso.
Anche acquistare un televisore costosissimo con una risoluzione spettacolare ha senso, e si diffonderà nel mercato, solo nel momento in cui di base i programmi saranno fruibili in quel modo. Altrimenti, se stiamo ancora lavorando sul 4K, parlare già in anticipo di una tendenza di questo tipo non ha molto senso, o quanto meno anticipa troppo velocemente la maturità dei tempi.