5 impostazioni grafiche nei videogiochi che puoi disattivare senza peggiorare la resa visiva (mistergadget.tech)
Smettere di inseguire l’upgrade perfetto e iniziare a ottimizzare davvero: spesso bastano due click nei menu per guadagnare fluidità, ridurre la latenza e mantenere un colpo d’occhio impeccabile.
Chi gioca su PC (ma anche su console) conosce bene il compromesso: più “effetti cinematografici” attivi = più carico sulla GPU e spesso meno frame. E quando l’hardware invecchia — o semplicemente non vuoi spendere cifre folli per un upgrade — la strada più intelligente è spremere al massimo quello che hai già.
La buona notizia? Esistono impostazioni che incidono poco o nulla sulla qualità percepita dell’immagine, ma possono peggiorare fluidità e reattività. Disattivarle ti permette di recuperare prestazioni senza trasformare il gioco in “modalità patata”.
Qui sotto trovi cinque settaggi che, nella maggior parte dei casi, puoi spegnere senza rimpianti (con qualche eccezione importante, perché sì: dipende dal gioco e dal tuo hardware).
Indice
- 1) Disattiva il VSync se hai un monitor con G-Sync o FreeSync
- 2) Il motion blur può diventare più fastidioso che “cinematografico”
- 3) Film grain: spesso rende tutto più “sporco” (e non più bello)
- 4) Aberrazione cromatica: l’effetto “lenti scarse” che può darti mal di testa
- 5) Profondità di campo: puoi spegnerla, ma qui conta molto il gusto (e a volte le prestazioni)
- Mini-checklist finale per ottimizzare senza “rovinare” la grafica
1) Disattiva il VSync se hai un monitor con G-Sync o FreeSync
Il VSync (Vertical Sync) nasce per evitare il tearing, cioè quando l’immagine “si spezza” perché la scheda video invia un frame mentre il monitor sta ancora aggiornando la scena. In certi casi è utile, ma se hai un monitor con VRR (Variable Refresh Rate) come NVIDIA G-Sync o AMD FreeSync, le cose cambiano.
Con un monitor VRR, tenere il VSync attivo in-game può creare conflitti e aggiungere latenza (input lag). In pratica: l’immagine può essere pulita, sì, ma i comandi rispondono peggio — e nei giochi competitivi lo senti subito.
Cosa fare, in modo semplice e “pulito”:
- Attiva G-Sync/FreeSync dal pannello driver (NVIDIA App / Pannello di Controllo NVIDIA, oppure AMD Adrenalin).
- Controlla in Windows 11 che il refresh rate sia quello nativo del monitor (es. 144 Hz, 165 Hz, 180 Hz…).
- Nel gioco: VSync OFF.
- Se il gioco lo permette, imposta un limite agli FPS leggermente sotto il massimo stabile.Esempio: se stai sui 145 fps su un monitor 180 Hz, bloccare a 140 fps aiuta a evitare oscillazioni e mantiene la sensazione più costante.
Nota utile: molti monitor FreeSync sono “G-Sync Compatible”, ma non tutti allo stesso livello. Se noti flicker o comportamenti strani, verifica l’intervallo VRR del monitor (range tipo 48–144 Hz) e prova a regolare cap FPS o settaggi driver.
Console? Anche qui vale spesso il principio: se usi VRR su PS5 o Xbox Series, VSync forzato può non essere necessario (dipende dal titolo e dall’implementazione).
2) Il motion blur può diventare più fastidioso che “cinematografico”
Il motion blur (sfocatura in movimento) è uno dei classici: lo trovi ovunque e, in moltissimi giochi, puoi spegnerlo senza impatto reale sulla “bellezza” della grafica. Serve a simulare la resa di una cinepresa o dell’occhio umano quando tutto si muove velocemente, e nei film è comune perché si lavora a framerate bassi (24 fps) con tempi d’esposizione che creano scia naturale.
Nei videogiochi moderni, soprattutto ad alto framerate, spesso è l’opposto del beneficio: il motion blur può ridurre la leggibilità dell’azione e rendere più difficile notare nemici o dettagli in periferia.
Perché molti lo disattivano:
- mira più chiara (FPS/TPS),
- movimento più “pulito”,
- meno affaticamento visivo in sessioni lunghe.
Eccezioni da considerare:
- Se giochi sotto i 60 fps, un po’ di motion blur può mascherare la scattosità e rendere l’immagine più “continua”.
- Se soffri di nausea/mal d’auto in certi giochi, vale la pena provare: alcune persone stanno meglio con blur leggero, altre senza.
Suggerimento pratico: se il gioco distingue tra “camera motion blur” e “per-object motion blur”, prova a spegnere prima quello della camera (di solito è il più invadente).
3) Film grain: spesso rende tutto più “sporco” (e non più bello)
Il film grain (grana) è l’effetto “rumore da pellicola” che alcuni giochi aggiungono per dare un look più “da cinema”. Lo trovi anche in titoli enormi come Cyberpunk 2077 o Baldur’s Gate 3, ma nella maggior parte dei casi non migliora davvero la scena: aggiunge una patina che può ridurre nitidezza e pulizia dell’immagine.
È quasi paradossale: molti contenuti “cinematografici” moderni sono girati in digitale e poi “sporcati” in post-produzione per ragioni stilistiche. Nei videogiochi, questa scelta può:
- attenuare dettagli fini,
- far sembrare l’immagine meno definita,
- peggiorare la resa su schermi piccoli o su pannelli molto nitidi.
Disattivarlo non peggiora la grafica: spesso la migliora (soprattutto su OLED o monitor ad alta definizione).
Se però ti piace quel look “sporco e drammatico”, nessuno ti giudica: è uno dei pochi settaggi davvero “di gusto”.
4) Aberrazione cromatica: l’effetto “lenti scarse” che può darti mal di testa
L’aberrazione cromatica (chromatic aberration) simula un difetto ottico: bordi colorati (tipicamente rosso/blu) attorno agli oggetti, soprattutto in zone ad alto contrasto. Non è “cinema premium”, è più un artefatto di lenti economiche o riprese imperfette, ma nei giochi viene usato come scelta stilistica.
Il problema? spesso peggiora la percezione di nitidezza e affatica la vista, specialmente su monitor grandi o quando giochi da vicino. E nella maggioranza dei titoli:
- non porta benefici al gameplay,
- non migliora davvero il colpo d’occhio,
- non aumenta le prestazioni (quindi è proprio un “filtro gratis” da togliere).
Se ti piace l’estetica più “psichedelica” o “vintage”, ok. Altrimenti: OFF e via.
5) Profondità di campo: puoi spegnerla, ma qui conta molto il gusto (e a volte le prestazioni)
La profondità di campo (Depth of Field, DoF) sfoca ciò che non è “a fuoco”, un po’ come succede nella fotografia (bokeh incluso, quando ben fatto). L’idea è replicare come funziona lo sguardo: metti a fuoco un elemento e il resto “cade” sullo sfondo.
Nei videogiochi, però, c’è un punto chiave: i tuoi occhi mettono già a fuoco da soli, quindi spesso il DoF diventa un filtro che “decide per te” cosa deve essere nitido.
Per alcuni giocatori è inutile o irritante perché:
- sfoca dettagli che vorrebbero vedere,
- rende l’immagine meno leggibile,
- in certi titoli sembra un effetto “appiccicato”.
Per altri, invece, è fondamentale per dare “cinematografia” e profondità, e senza DoF tutto appare troppo piatto o caotico.
Qui la regola migliore è pratica:
- Provalo ON/OFF nella stessa scena.
- Se noti cali di frame o micro-scatti, il DoF è uno dei primi indiziati, soprattutto su hardware più datato o in giochi con post-processing pesante.
Se vuoi guadagnare prestazioni senza perdere qualità percepita, spesso puoi ridurre o disattivare il DoF senza rimpianti, ma non è universale come film grain o aberrazione cromatica.
Mini-checklist finale per ottimizzare senza “rovinare” la grafica
Se vuoi un punto di partenza veloce:
- VSync OFF (se hai VRR/G-Sync/FreeSync attivo) + cap FPS poco sotto il massimo stabile
- Motion Blur OFF (o ridotto, soprattutto ad alti fps)
- Film Grain OFF
- Chromatic Aberration OFF
- Depth of Field OFF o Low (a gusto, e per recuperare prestazioni)
Il trucco vero è ricordarsi che non tutto ciò che sembra “cinematografico” è automaticamente più bello nel gameplay. A volte, la resa migliore è quella più pulita, nitida e reattiva.